28/07/2017

L’Italia va ai mondiali, tra qualche polemica

ottobre 18, 2009 di  
Inserito in Calcio Estero

m_lippi_0409051Si sono concluse le qualificazioni ai mondiali in Sudafrica della prossima estate, se si escludono gli ultimi spareggi. L’Italia si è qualificata brillantemente con sette vittorie e tre pareggi in totale, anche se le ultime due partite hanno lasciato dei dubbi, quantomeno sulla serenità emotiva del nostro Ct.

Se in Irlanda la squadra aveva giocato discretamente , sventando allo scadere una sconfitta che sarebbe stata veramente troppo pesante, con Cipro è subentrate la leggerezza e la poca concentrazione tipiche di una partita che non conta nulla. Qualcuno ha giocato bene qualcun’altro meno, ciò che conta è il raggiungimento del risultato. Lo sa Lippi e lo sappiamo noi tifosi, abituati a vedere delle qualificazioni storicamente  poco brillanti, in cui la nazionale non riesce ad esprimersi con intensità. Tant’è, è un difetto congenito cui ormai ci siamo rassegnati tutti.

Ciò che lascia perplessi in fondo sono le dichiarazioni dello stesso Lippi alla fine della partita con Cipro. Indignato dai fischi del pubblico di Parma se ne è lamentato in modo plateale ed esagerato. Il fatto è che abbiamo rischiato di perdere fino all’ultimo ma alla fine abbiamo vinto, in rimonta, esprimendo una buona intensità nel finale, con qualcuno dei fidati vecchietti che non ci stava proprio a lasciare i tre punti ai ciprioti. Le dichiarazioni di Lippi ricordano quelle di un tifoso, che si lamenta dei suoi compagni di tribuna perché, invece di incitare, fischiano. Posizione sacrosanta, nella bocca di un tifoso, poco edificante in quella di un Ct, che in fondo è il responsabile, idea socialmente accettata, delle brutte prestazioni della sua squadra. Non dico, ci mancherebbe, che debba giustificare una prestazione in parte poco birillante, ma nemmeno accendersi così per qualche fischio. Nemmeno pensare che l’abbia fatto per difendere i suoi giocatori sembra essere plausibile, dato il proposito qualche anno fa quando propose, cito a memoria, di appendere i suoi giocatori al muro e di prenderli a calci nel culo.

Lippi non accetta i fischi, non accetta nemmeno l’incitamento nel finale, quando la gente si è entusiasmata per la rimonta azzurra. Non ammette di essere criticato nemmeno dal pubblico pagante, che si sa, non è un soggetto molto affabile, come del resto è evidente che se un decimo degli spalti fischia, risalta molto se chi non fischia sta in silenzio.

Lippi sta perdendo la misura, nel senso che sta perdendo la capacità di confrontarsi dialetticamente con i suoi critici, incapace di affrontare serenamente il fatto che sono sempre di più. Fatica a rapportarsi con la stampa, fuggendo sempre più spesso di fronte alle domande scomode, su Cassano principalmente. Ricorda un po’ il Mourinho-style, incline al dialogo solo se è un monologo, e ricorda anche altri personaggi di italica fattura che è meglio non coinvolgere nel discorso.

Andrebbe riacquisita un po’ di serenità e, perché no, un po’ di umiltà. L’umiltà di raccontare ai giornalisti, che dei santi non sono di certo, il perché di certe scelte; l’umiltà di capire che il pubblico se non si diverte, e perde due a zero in casa con Cipro, fischia; l’umiltà di spiegare perché spera nella naturalizzazione di Amauri, che fino a ieri non segnava da mesi, o nel ritorno di Totti, fisicamente inadatto a disputare un mondiale.

Intanto rimane a casa una nazionale illustre come la Svezia di Ibrahimovic. Francia e Portogallo vanno agli spareggi europei. Si salva invece l’Argentina di Maradona, qualificata con l’ultimo posto utile, condannando l’Uruguay agli spareggi.

Squadre qualificate:

Danimarca, Svizzera, Slovacchia, Germania, Spagna, Inghilterra, Serbia, Italia, Olanda

Ghana, Costa d’Avorio

Brasile, Cile, Paraguay, Argentina

Australia, Corea del Sud, Giappone, Corea del Nord

USA, Messico, Honduras

Spareggi:

Francia, Portogallo, Russia Grecia teste di serie europee

Ucraina, Islanda, Bosnia, Slovenia non teste di serie europee

Bahrain-Nuova  Zelanda; Costa Rica-Uruguay

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