25/06/2017

Tessere italiane e rigurgiti britannici

agosto 28, 2009 di  
Inserito in Calcio news

tessera

Per limitare la violenza negli stadi, da gennaio il governo renderà obbligatoria la tanto discussa tessera del tifoso. Questa card personale sarà indispensabile per acquistare i tagliandi delle partite in trasferta, quelli per intenderci che già oggi non vengono venduti ai botteghini il giorno dell’incontro. Nei prossimi mesi la tessera verrà distribuita, per ora solo da alcune società di calcio, solamente a quei tifosi che negli ultimi cinque anni non abbiano ricevuto alcuna diffida legata a episodi di violenza, indipendentemente dal fatto che abbiano scontato o meno il DASPO (Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive) a loro carico.
In questo modo i possessori della tessera del tifoso saranno gli unici a poter seguire in trasferta la propria squadra. L’effetto collaterale, non da poco, è che tale misura blocca di fatto non solo gli individui considerati a rischio, ma anche tutti i non residenti nella città della propria squadra, in quanto tessera e biglietto possono essere acquistati solo lì.

Le reazioni a questo controverso provvedimento sono state varie. Alcune società sposano il progetto governativo, Milan e Fiorentina su tutte, altre invece tentennano. Alla fine probabilmente tutte si dovranno adeguare, pena la rinuncia ai propri supporter in trasferta.
In futuro dunque accedere al settore ospiti sarà sempre più difficile, confermando la linea dei provvedimenti emanati a seguito dell’omicidio Raciti del febbraio 2007, dal biglietto nominale con posto numerato anche nei settori popolari, al divieto di esporre striscioni e introdurre fumogeni negli stadi.
Dopo due anni i dati parlano di un effettivo calo degli episodi di violenza, ma è evidente che, creando dei deterrenti di questo tipo, il rischio che il risultato sia solamente la conseguenza di un raffreddamento generale delle tifoserie è concreto. Si tratta di capire quanto la tessera del tifoso possa essere utile ad arginare il fenomeno della violenza, caratteristica di un’esigua parte del popolo delle curve, e quanto finisca invece per allontanare i tifosi “ufficiali”, come li definisce il decreto ministeriale che la presenta.

Le misure italiane si ispirano al modello inglese tatcheriano, avviato dopo la tragedia dell’Heysel nel 1985. Posti solo a sedere, telecamere e steward ovunque, celle negli stadi e pene severissime hanno rivoluzionato la veste degli stadi britannici. Uno degli effetti collaterali è stato il calo del pubblico popolare, causato dal sensibile aumento del prezzo dei biglietti. A conti fatti poi, il fenomeno hooligans non è stato sconfitto del tutto, piuttosto è stato trasportato lontano dagli stadi. È di ieri la notizia che le firm di West Ham e Millwall si sono incontrate di nuovo dopo quattro anni e un ragazzo è stato accoltellato.
Il modello inglese ha condotto dunque ad un profondo restyling, soprattutto riguardante l’aspetto esteriore, mediatico, degli incontri. La presenza delle televisioni si è fatta così sempre più ingombrante, basti pensare all’equazione stadio vuoto uguale più spettatori a casa.

In Italia il tentativo di uniformarsi a tale modello sociale ed economico è evidente ma le differenze non mancano. È il concetto stesso di ultras a differire da quello di hooligan. Il primo si lega ad idee precise, legate ad una cultura sportiva ben identificata, mentre il secondo si dedica esclusivamente allo scontro violento con gli avversari. Lo scopo del Movimento Ultras è quello di riportare il calcio alle sue origini, “passione, non speculazione”, contro la deriva economica che lo caratterizza da diversi anni. Il termine ultras è più accostabile a quello di firm, con cui si identificano i gruppi di tifosi britannici. I contesti sono allora profondamente differenti. Accade poi anche in Italia che alcuni gruppi isolati si dedichino agli scontri con le tifoserie rivali o con le forze dell’ordine ed è sicuramente un problema grave, da contrastare.

La soluzione italiana è la tessera del tifoso ma rimane l’interrogativo, limitare, anche solo parzialmente, la libertà di tutti per limitare gli eccessi di pochi è una strada valida? Allo stesso modo, siamo preparati ad un calcio sempre più freddo e televisivo, ricalcato sul modello inglese? Vedremo cosa succederà in questa stagione, fatto sta che i provvedimenti governativi sul tema non creano mai la serenità necessaria fra le parti, tutt’altro.