30/04/2017

Serie A 2009/2010 – prima giornata

Ricomincia il campionato, le gambe sono ancora molli e le grandi favorite faticano. Juventus e Milan conquistano i primi tre punti non senza qualche apprensione mentre l’Inter continua a non vincere, pur giocando un buon calcio. Interessanti e spettacolari le vittorie di Genoa, Palermo e Sampdoria, candidate alla “zona Europa League”, e forse a qualcosa di più.

Genoa-Roma 3-2

I rossoblù di Gasperini sembrano non essere andati mai in vacanza. Cambiati gli interpreti, la musica è rimasta la stessa: spettacolo e tanta grinta per un 3-2 che ricorda una delle vittorie più spettacolari del grifone nello scorso campionato, sempre in rimonta, contro la Juventus di Ranieri. Allora decisivo fu Thiago Motta con una doppietta, ora invece lo sono stati il lavoro collettivo e la sagacia del mister ex Crotone che, dopo un primo tempo bloccato, azzecca all’intervallo i cambi perfetti.

È infatti il nuovo entrato Criscito, in forma nazionale, a siglare il gol del vantaggio dopo quattro minuti con un potente destro da appena dentro l’area. Nonostante la buona vena di Palacio e Crespo che confermano le buone cose viste nel precampionato, la Roma riesce a ribaltare il risultato fra il decimo e il ventesimo grazie all’opportunismo di Taddei e Totti. Il primo ribadisce in rete una corta respinta di Amelia mentre il capitano giallorosso devia una conclusione da fuori di Guberti spiazzando il portiere rossoblù.
Ma il Genoa è arrembante ed è uno dei più promettenti nuovi arrivati a siglare il pareggio. Lo spagnolo Zapater, descritto da Preziosi come la futura rivelazione del campionato, disegna una punizione di quelle che fanno innamorare i tifosi. Potenza e precisione per un battesimo eccezionale a Marassi. A otto dalla fine Biava in mischia dopo uno schema su calcio piazzato completa l’impresa rossoblù.

Il Genoa vince meritatamente e riesce a confermarsi una realtà importante del campionato. La prova decisiva saranno gli impegni ravvicinati, quando l’Europa League entrerà nel vivo. A quel punto sarà più chiaro dove potrà arrivare la banda di Gasperini.
La Roma può rammaricarsi per le occasioni sprecate da un Totti stranamente impreciso sotto porta, e per qualche decisione arbitrale dubbia, fra cui il fallo da ultimo uomo di Biava su Menez, sanzionato da Morganti con un semplice cartellino giallo. Poche attenuanti comunque per una squadra disattenta e per un allenatore che pare aver perso un po’ di entusiasmo.

Palermo-Napoli 2-1

Zenga punta allo scudetto e i primi tre punti sono conquistati. La tattica dialettica del neo allenatore rosanero, unita a quella sul campo, si rivela vincente contro un Napoli poco fortunato.

Il primo tempo infatti è tutto degli azzurri. Tre pali, due di Maggio e uno di Campagnaro, un gol annullato ad Hamšik per fuorigioco. Come spesso accade però, alla prima occasione il Palermo passa. Lo stesso Maggio, poco prima dell’intervallo, sceglie di proteggere un pallone all’interno dell’area piccola, e viene bruciato da Cavani che segna il gol del vantaggio.

Il gol del pareggio arriva con un gran tiro da fuori di Hamšik al ventottesimo della ripresa, premiando gli ospiti con il meritato pareggio. Un minuto dopo però è un altro errore a condannare gli azzurri. Il neo entrato Zuniga sgambetta Cavani commettendo il più classico dei falli da rigore. È Miccoli a trasformare il tiro dal dischetto regalando i primi tre punti al Palermo.

La squadra rosanero vince grazie alla grande abilità di sfruttare le poche occasioni a disposizione ma non è protagonista di una grande prestazione. Una vittoria dunque ancora più importante, contro una rivale diretta per le coppe. Per ora basta questo, insieme all’entusiasmo di squadra e dell’allenatore. È indubbio infatti che le dichiarazioni di Zenga facciano bene all’ambiente. Bisognerà valutare se saranno anche efficaci con Zamparini, permettendogli di rimanere in carica anche quando arriveranno le prime difficoltà.
Il Napoli rimane invece al palo, troppo sfortunato ma altrettanto colpevolmente distratto in fase difensiva. Il tempo per rimediare agli errori e per riscuotere il credito con la dea bendata c’è tutto.

Catania-Sampdoria 1-2

La Sampdoria riparte da molti volti nuovi, compresa la guida tecnica e lo fa nel migliore dei modi, espugnando Catania dopo ventinove anni.

È un primo tempo da urlo quello di Cassano e compagni che non permettono al Catania di imporre il suo agressivo 4-3-3  e anzi lo costringono sulla difensiva. Bene i nuovi Tissone e Semioli, rapidi e con le idee chiare. Ma è Fantantonio Cassano a salire in cattedra, prima piazzando l’assist per il gemello Pazzini al nono, poi sfoggiando il consueto repertorio di dribbling e giocate sopraffine.
La netta prevalenza blucerchiata è interrotta da una bella verticalizzazione dell’ex Del Vecchio per Mascara su cui Castellazzi si supera, e dal pareggio di Morimoto, freddo ad insaccare dopo un rimpallo fortunato al trentottesimo.

La ripresa è meno spettacolare del primo tempo e affiora molta stanchezza. A decidere la gara sono due episodi, l’espulsione di Augustyn per doppia ammonizione e il gol partita di Gastaldello, bravo e coraggioso a realizzare su corner di Ziegler, procurandosi la frattura delle ossa nasali.

Parte bene il Doria e parte bene Cassano. La stagione è lunga e Lippi potrebbe anche convincersi a chiamarlo finalmente in azzurro, magari insieme a Pazzini. La speranza è che possano avere più fortuna dell’altra e più celebre coppia blucerchiata, quei Vialli e Mancini cui la nazionale ha chiesto sempre troppo poco.
Per il Catania tanto cuore e poca lucidità. Il pareggio sarebbe anche stato meritato ma iniziare con una sconfitta al Massimino, campo praticamente inviolabile nelle ultime stagioni, è un segnale preoccupante.