25/03/2017

Libertadores, Veron trascina l’Estudiantes. Dopo 39 anni è poker

luglio 16, 2009 di  
Inserito in Copa Libertadores 2010

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Veron, il trascinatore dell’Estudiantes

Belo Horizonte– Da la “Bruja” a la “Brujita”, ci voleva un Veron per riportare l’Estudiantes in cima al continente sudamericano dopo 39 anni di digiuno forzato. Ci voleva proprio Juan Sebastian, figlio di quel Juan Ramon trascinatore dell’invincibile Pincha di fine anni ’70 che dominò campionato e Libertadores per tre anni di fila e salì pure sul tetto del mondo. A 34 anni l’ex Inter, Parma e Lazio non si è limitato a ‘svernare’ nella sua La Plata, bensì ha preso per mano il Pincha e, dopo il successo nell’Apertura del 2006, l’ha condotto verso la storia, sovvertendo risultato e pronostico nella finale di Libertadores. Ha costretto il Cruzeiro ad arrendersi dinanzi alle sue magie (2-1), e ha riscattato il ko di un anno fa nell’atto conclusivo di Sudamericana. Stavolta l’Estudiantes non ha fallito ed ha centrato il poker, collocandosi al 4° posto solitario dell’albo d’oro alle spalle di Independiente (7 successi), Boca Jrs (6) e Penarol (5).

Il cammino– Partito con un ko nell’andata del preliminare con i modesti peruviani dello Sporting Cristal, l’Estudiantes non era inserito nel novero delle favorite. Un Pincha che ha stentato anche nelle prime tre gare della fase a gironi: due ko, di cui uno pesante a Belo Horizonte proprio contro il Cruzeiro (0-3), sembravano estrometterlo anzitempo. A marzo, però, la svolta. C’è l’avvento di Sabella in panchina, la qualità di gioco migliora e i maggiori interpreti (Veron in regia, Boselli in zona gol, Fernandez e Benitez a centrocampo) iniziano a ‘girare’. Due vittorie con annessa vendetta sui brasiliani (4-0) fanno volare il Pincha agli ottavi, dove il Libertad viene spazzato via con facilità. La porta di Andujar diventa un fortino inespugnabile (imbattibilità per oltre 800 minuti), mentre il Ciudad de La Plata rimarrà illibato fino alla fine del torneo. Se in casa l’Estudiantes si rivela invincibile e imperforabile (nessuna rete subita in tutta la Copa), è l’inusuale abilità in trasferta a permettergli di superare di slancio il doppio ostacolo uruguagio formato da Defensor Sporting e Nacional. Fino al capolavoro di Belo Horizonte di ieri notte.

La finale- E pensare che, dopo lo 0-0 dell’andata, il match del Mineirao non si era messo bene per i futuri campioni. La botta da fuori di Henrique, complice una deviazione di Desabato, aveva incanalato la sfida verso un Cruzeiro apparso inizialmente più tonico. Poi, però, sale in cattedra Veron. Da una sua geniale apertura nasce il cross di Cellay che consente a Fernandez di appoggiare comodamente in rete. E da un suo corner arriva il sigillo decisivo, l’ottavo nel torneo, dell’implacabile capocannoniere Boselli. Il gol del 2-1 è una mazzata sul morale del Cruzeiro, nervoso e sfortunato (traversa nel finale). Ma il successo del Pincha, per quanto visto nell’arco dei 180′, è più che meritato. La Plata può così sfogare una gioia attesa 39 anni.