28/03/2017

Il Bologna chiama il grande nemico Moggi. Ma i tifosi insorgono

giugno 30, 2009 di  
Inserito in Bologna

moggi

Luciano Moggi

BolognaLuciano Moggi gran visir sotto le Due Torri. No, non è un brutto scherzo tirato ai tifosi del Bologna, che vedono l’ex dirigente juventino come nemico pubblico numero uno in quanto (a loro avviso) massimo artefice della dolorosissima retrocessione maturata nel 2005. Quella che, per intendersi, sancì l’amara uscita dal calcio dell’ex patron Gazzoni, costituito ancora oggi come parte lesa nel processo in corso su Calciopoli. E’ lo scenario clamoroso ma vero che si sta profilando in questi giorni. La famiglia Menarini, evitata per un soffio la retrocessione (e non per propri meriti, ma per l’harakiri del Torino), è alla disperata caccia di un uomo di calcio che funga da consulente e uomo mercato, per evitare un’altra annata horribilis come quella passata. Chi di meglio di Moggi allora? Assunto inoppugnabile, se non fosse per un “piccolo” dettaglio: Lucianone è il personaggio principalmente investito dallo scandalo più grosso della nostrana storia pallonara, il vero e proprio burattinaio di una delle pagine più nere dello sport più amato d’Italia.

Come risaputo, l’ex dirigente bianconero è inibito dalla Corte Federale fino a luglio 2011, perciò non può ricoprire incarichi ufficiali. Nulla, però, può impedirgli di agire nelle vesti di consulente del patron, diventando di fatto il direttore generale ‘ombra’. Francesco Ceravolo, in uscita da Livorno, sarebbe il suo mandante, il ds che farebbe le sue veci. C’è poi un ipotesi B che vede l’entrata di Moggi come azionista di minoranza, circostanza che favorirebbe le tutt’altro che traboccanti casse societarie rossoblù.
Si tratta sicuramente di una scelta oculata a livello strategico ed economico, ma i tifosi felsinei sono già sul piede di guerra: nel calcio non esiste (o almeno non dovrebbe) soltanto business e opportunismo, ma anche dignità e onestà; d’altronde la storia non può essere riscritta o cambiata a proprio piacimento. E così, noi come loro, non avvertiamo assolutamente il bisogno di ritrovare Lucianone nelle quotidiane cronache pallonare, come se nulla fosse successo nel più tipico e triste stile italico. Il nostro calcio -e non solo quello- è già alle prese con numerose problematiche, una nuova perdita di credibilità sarebbe una mazzata tremenda e insopportabile.