17/12/2017

Velez-Huracan, la resa dei conti. El Globo ad un passo dalla storia

giugno 22, 2009 di  
Inserito in Apertura / Clausura argentino

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Bolatti e l’Huracan festeggiano il sorpasso

Buenos Aires– Velez- Huracan è la finale del Clausura 2009. Sarà il drammatico scontro diretto dell’ultima giornata a decretare la vincitrice del campionato argentino, un vero e proprio spareggio tra le prime della classe. Prime in tutto: da una parte la formazione più spettacolare, più bella a vedersi, che detiene il miglior attacco con 35 reti segnate; dall’altra la più solida, come recitano i 12 gol subiti e l’unico ko incassato in questa stagione. All’Huracan, balzato in vetta per la prima volta in quest’annata, basta un pari -in virtù del punticino di vantaggio in classifica- per coronare un’impresa che avrebbe dell’incredibile e laurearsi campione 36 anni dopo l’ultimo e unico successo. Il Velez Sarsfield, però, ha il vantaggio di giocare in casa, nel suo inespugnabile ‘Fortin‘: soltanto River, Argentinos e Racing ne sono usciti indenni quest’anno. Questo è il verdetto della 18° e penultima giornata che ha estromesso dalla corsa il terzo incomodo, nonchè capolista per buona parte del campionato, Lanus.

Finale calda– L’appuntamento è fissato per il 5 luglio all’Amalfitani di “Liniers“, caldo sobborgo di Buenos Aires, per un ‘clasico’ che vale il titolo. Contro ogni pronostico, in un torneo in cui tutte le big hanno fallito e anche il possibile erede (Lanus) si è squagliato sul più bello. Nella partita che vale una stagione a “El Granate” non è bastato passare in vantaggio con l’eterno capocannoniere Sand (12° centro) ed usufruire della superiorità numerica per tutto il secondo tempo. La squadra di Gareca ha dominato sia in 11 contro 11 che con l’uomo in meno, e alla fine ha acciuffato un meritatissimo quanto prezioso pari con il rigore di Lopez. L’1-1 ha permesso così all’Huracan di balzare in vetta e portarsi ad un punto dalla meta. Un traguardo raggiunto soltanto nel lontano 1973 e che ora è vicinissimo. Contro l’Arsenal la formazione di Cappa ha sfoggiato l’usuale calcio champagne con i suoi migliori interpreti: il mediano ex Porto Bolatti, miglior volante del torneo, e De Federico, autori del primo e terzo gol nel 3-0 finale. Settima vittoria di fila per la nuova capolista. La festa del Globo, però, è stata funestata dalla morte di due ‘aficionados’ causata da una faida interna alla tifoseria stessa. L’ennesimo episodo di cronaca nera che fa suonare il campanello d’allarme in vista dell’infuocata finalissima del Fortin. Speriamo che una bella domenica di calcio non si trasformi ancora in tragedia.

Giornata corsara–  L’altra notizia di giornata è il “Bombonerazo” del Gimnasia La Plata. Il tempio del disastrato Boca, a cui non è servito cacciare Ischia per risollevarsi, è stato violato anche per una squadra a caccia della salvezza: della serie, “al peggio non vi è mai fine”. El Lobo sbanca dunque il campo degli xeneizes (2-1, a segno Alonso e Aguero, inutile il rigore di Palermo) e, in caso di vittoria all’ultimo turno, si giocherà la permanenza nella massima serie contro la terza classificata della serie B argentina, chiamata “Nacional”. A farle compagnia il Rosario Central, a cui non serve la vittoria di misura sul campo del Tigre (1-0) per riacciuffare il Racing, anch’esso corsaro a Jujuy (2-0). La formazione di Avellaneda può così brindare alla salvezza: merito di mister Lombardi che,  con sette vittorie e sei pareggi ha conquistato una permanenza impensabile fino qualche mese fa. Presocchè inutile l’ennesimo colpo esterno di giornata targato San Martin (1-0 in casa del Newell’s): il club di Tucuman è vicinissimo alla retrocessione. Ininfluenti per la classifica le vittorie dell’ottimo Colon (3-1 a La Plata) e del San Lorenzo (decide Silvera) sul campo dell’Independiente. Infine, una curiosità: l’unico successo casalingo lo timbra il Godoy Cruz contro il deludente River Plate: match winner Borghello.