L’Italia è sulla strada giusta!
giugno 22, 2009 di Marco Belegni
Inserito in Confederations Cup, Italia
A giusta ragione?
Roma- E via con le polemiche! Finalmente l’opinione pubblica si accorge della pochezza della nostra nazionale, che dico tutto il nostro calcio viene messo in discussione. La disfatta sudafricana alla Confederations Cup diventa la scusa per togliersi i sassolini dalle scarpe e tirarli al Marcellone Nazionale, il generale vincitore dell’ultima guerra. Siamo vecchi, che dico, obsoleti, Lippi è troppo riconoscente, i nostri eroi delle mummie. Niente di nuovo dall’italico suolo, si sale sul carro dei vincitori e si attaccano gli sconfitti, se poi le persone fisiche in questione sono le stesse poco importa… L’importante è che se ne parli e che i giornali vendano, soprattutto se il calciomercato è moscio (in entrata, mica in uscita). Che p..e!!!
La verità è che in questo paese (p volutamente minuscola) viviamo di assoluti. Tutto bianco o tutto nero. Siamo comunisti oppure fascisti, siamo il Belpaese o una discarica a cielo aperto, siamo il paese della stampa politically correct oppure dei giornalisti eversivi. L’importante è non centrare i fatti. Mai. Non abbiam più raccolto una sfumatura dai tempi di Leonardo da Vinci; che siano passati cinquecento anni è irrilevante. Purtroppo.
Ora, Dio non voglia che io mi metta a difendere Lippi. Non lo rivolevo sul trono e non l’ho mai digerito (che sia una forma inconscia di rispetto?). Non condivido le sue scelte e sono molto contento che l’Italia, la Sua Italia, abbia fatto flop in Sudafrica. I motivi della caduta li esprime bene Tiseo qualche articolo più in basso. La sua analisi è lucida e in molte parti condivisibile, e non mi va certo di fargli il verso (spero non me ne voglia). Eppure, a ben guardare, il “loro” (della Federazione e fino a ieri dei giornalisti) Ct esce dalla Confederations Cup con qualche importante certezza: la scelta di puntare sul gruppo storico, nonostante venissero da una stagione con più bassi che alti non ha pagato. Colpa di infortuni più o meno recenti (Camoranesi, Gattuso, Cannavaro, De Rossi, perchè no Buffon), o di decadimento senile (Toni, Zambrotta, Grosso, ancora Cannavaro). L’unico, a mio parere, che può andare in vacanza a testa alta del gruppo storico è Pirlo. Dei giovani benissimo Rossi, sufficienti Montolivo e Pepe, non pervenuti gli altri. La squadra ha giocato male, non soltanto nei singoli, ma a livello di squadra: difesa da piangere (3 gol dalla Nuova Zelanda, seppure in amichevole, fanno venire i brividi), centrocampo lento, compassato e incapace di costruire gioco, esterni lasciati sempre a cercare l’uno contro uno con esiti da far cascare le braccia, le punte… meglio dire le boe. Insomma, non ha funzionato niente.
La domanda che mi rode però è un’altra: con la linea verde sarebbe cambiato qualcosa? Si sarebbero impegnati di più? Io non ne sono certo. Intanto perchè della Confederations Cup non fregava niente a nessuno, anzi, è stata vista più come un fastidio che altro… E poi le trombette allo stadio erano una vera scocciatura… E poi a noi le amichevoli mascherate da tornei ufficiali non sono mai interessate… E poi storicamente rendiamo al massimo tra le polemiche, mica tra gli applausi… E la cabala? Chi vince la Confederations Cup non vince i Mondiali: insomma che se la giochino spagnoli e brasiliani, noi dobbiamo essere pronti tra un anno, non oggi. Lippi, che sarà antipatico ma non è uno stupido, dovrebbe aver capito che la rotta da seguire è un’altra. Ed eccola, la certezza di cui parlavo. I vecchietti a fine stagione vanno centellinati e su di loro non si può puntare in blocco, se non siamo in forma sembriamo delle mummie e non possiamo permettercelo. Occorre trovare quei correttivi a livello tattico per ritrovare l’equilibrio, fare una preparazione che ci permetta di fare pressing per novanta minuti, pungere gli avversari. Altrimenti siamo ridicoli, e questo quali che siano gli interpreti. Meglio saperlo adesso che restarci male tra un anno. Vecchi? Giovani? Pazzini, D’Agostino, Foggia, Aquilani, Galloppa e gli under Motta, Bocchetti, Cigarini e Balotelli… magari Cassano. Non si sono bruciati e tra di loro c’è, ne sono sicuro, la sorpresa del prossimo mondiale. Insomma polemizzate pure sull’acqua calda, la strada è (speriamo) quella giusta!
