24/06/2017

L’Italia è sulla strada giusta!

giugno 22, 2009 di  
Inserito in Confederations Cup, Italia

marcello_lippi

Lippi nell’occhio del ciclone
A giusta ragione?

Roma– E via con le polemiche! Finalmente l’opinione pubblica si accorge della pochezza della nostra nazionale, che dico tutto il nostro calcio viene messo in discussione. La disfatta sudafricana alla Confederations Cup diventa la scusa per togliersi i sassolini dalle scarpe e tirarli al Marcellone Nazionale, il generale vincitore dell’ultima guerra. Siamo vecchi, che dico, obsoleti, Lippi è troppo riconoscente, i nostri eroi delle mummie. Niente di nuovo dall’italico suolo, si sale sul carro dei vincitori e si attaccano gli sconfitti, se poi le persone fisiche in questione sono le stesse poco importa… L’importante è che se ne parli e che i giornali vendano, soprattutto se il calciomercato è moscio (in entrata, mica in uscita). Che p..e!!!

La verità è che in questo paese (p volutamente minuscola) viviamo di assoluti. Tutto bianco o tutto nero. Siamo comunisti oppure fascisti, siamo il Belpaese o una discarica a cielo aperto, siamo il paese della stampa politically correct oppure dei giornalisti eversivi. L’importante è non centrare i fatti. Mai. Non abbiam più raccolto una sfumatura dai tempi di Leonardo da Vinci; che siano passati cinquecento anni è irrilevante. Purtroppo.

Ora, Dio non voglia che io mi metta a difendere Lippi. Non lo rivolevo sul trono e non l’ho mai digerito (che sia una forma inconscia di rispetto?). Non condivido le sue scelte e sono molto contento che l’Italia, la Sua Italia, abbia fatto flop in Sudafrica. I motivi della caduta li esprime bene Tiseo qualche articolo più in basso. La sua analisi è lucida e in molte parti condivisibile, e non mi va certo di fargli il verso (spero non me ne voglia). Eppure, a ben guardare, il “loro” (della Federazione e fino a ieri dei giornalisti) Ct esce dalla Confederations Cup con qualche importante certezza: la scelta di puntare sul gruppo storico, nonostante venissero da una stagione con più bassi che alti non ha pagato. Colpa di infortuni più o meno recenti (Camoranesi, Gattuso, Cannavaro, De Rossi, perchè no Buffon), o di decadimento senile (Toni, Zambrotta, Grosso, ancora Cannavaro). L’unico, a mio parere, che può andare in vacanza a testa alta del gruppo storico è Pirlo. Dei giovani benissimo Rossi, sufficienti Montolivo e Pepe, non pervenuti gli altri. La squadra ha giocato male, non soltanto nei singoli, ma a livello di squadra: difesa da piangere (3 gol dalla Nuova Zelanda, seppure in amichevole, fanno venire i brividi), centrocampo lento, compassato e incapace di costruire gioco, esterni lasciati sempre a cercare l’uno contro uno con esiti da far cascare le braccia, le punte… meglio dire le boe. Insomma, non ha funzionato niente.

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Il grande e discusso escluso Cassano

La domanda che mi rode però è un’altra: con la linea verde sarebbe cambiato qualcosa? Si sarebbero impegnati di più? Io non ne sono certo. Intanto perchè della Confederations Cup non fregava niente a nessuno, anzi, è stata vista più come un fastidio che altro… E poi le trombette allo stadio erano una vera scocciatura… E poi a noi le amichevoli mascherate da tornei ufficiali non sono mai interessate… E poi storicamente rendiamo al massimo tra le polemiche, mica tra gli applausi… E la cabala? Chi vince la Confederations Cup non vince i Mondiali: insomma che se la giochino spagnoli e brasiliani, noi dobbiamo essere pronti tra un anno, non oggi. Lippi, che sarà antipatico ma non è uno stupido, dovrebbe aver capito che la rotta da seguire è un’altra. Ed eccola, la certezza di cui parlavo. I vecchietti a fine stagione vanno centellinati e su di loro non si può puntare in blocco, se non siamo in forma sembriamo delle mummie e non possiamo permettercelo. Occorre trovare quei correttivi a livello tattico per ritrovare l’equilibrio, fare una preparazione che ci permetta di fare pressing per novanta minuti, pungere gli avversari. Altrimenti siamo ridicoli, e questo quali che siano gli interpreti. Meglio saperlo adesso che restarci male tra un anno. Vecchi? Giovani? Pazzini, D’Agostino, Foggia, Aquilani, Galloppa e gli under Motta, Bocchetti, Cigarini e Balotelli… magari Cassano. Non si sono bruciati e tra di loro c’è, ne sono sicuro, la sorpresa del prossimo mondiale. Insomma polemizzate pure sull’acqua calda, la strada è (speriamo) quella giusta!

  • Marco Belegni scrive:

    Io sono d’accordo con te. L’ho detto in vari commenti e in tempi nn sospetti dopo l’Europeo proprio in questo blog cosa avrei fatto. Capitolo Confederation: avrei lasciato a casa tutti i big e portato una nazionale sperimentale, come Lippi fece nel 2005 con la tournée in Nordamerica.

    Ha scelto diversamente, ha puntato sui “vecchietti”. Riconoscenza? Mancanza di fiducia verso i nuovi? Io nn lo so, quello che abbiamo visto è che questi ormai nn ne hanno più. L’avrà capito anche lui, credo (spero). Per questo dico che siamo sulla strada giusta… con questo fallimento dovrà per forza di cose rendersi conto che a giugno ci vuole freschezza e nn i bolliti, che il 4-3-3 va bene con il Montenegro ma non con il Brasile, che senza preparazione fisica facciamo ridere con la Nuova Zelanda. Meglio scoprirlo oggi che sbatterci i denti tra un anno. A patto che si cambi…

    Ci tenevo a dirti che questo articolo nn era in risposta al tuo, semplicemente mi andava di dire (male, avevo fretta) quello che pensavo. Cmq già che ci sono… d’accordo con te su quasi tutto tranne che sui settori giovanili. A quel livello si lavora benissimo, secondo me. Quello che ci vuole sarebbe il coraggio di proporli in prima squadra invece di lasciarli marcire in serie c. Negli ultimi anni cmq una piccola inversione di tendenza (parallela alla crisi economica dei club) c’è stata: De Rossi e Aquilani, Santon e Balotelli, Marilungo, Cigarini e Dessena a Parma, Giovinco, Marchisio e De Ceglie, De Silvestri e Mendacino. I vivai sono la parte sana… è tutto il resto che fa cagare.

  • Giandomenico Tiseo scrive:

    Marco io penso questo: Secondo me la Confederations Cup era una buona occasione per fare degli esperimento con un gruppo molto rinnovato e con giocatori che veramente si erano meritati la convocazione in Nazionale. Sono stati chiamati giocatori che per un motivo o per l’altro non potevano e non possono rientrare in questo progetto. Io non so se con Pazzini,Cassano,D’Agostino,Foggia ,Brighi, Ambrosini avremmo vinto la competizione ma quantomeno non avremmo visto dei cadaveri in campo per una totale mancanza di condizione. Perchè perdere con il Brasile ci sta eccome ma non in quella maniera senza manco avere la forza di fare un tiro in porta quando i brasiliani “ci volevano far segnare”. Lippi deve riflettere su questo e sulle sue responsabilità cercando di fare delle valutazioni essenzialmente rivolte al campionato e non + a riconoscenze varie da mondiale 2006 perchè ormai quella è una specie di cattedrale del deserto. Abbiamo un anno cerchiamo di imparare qa questi errori.

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