19/11/2017

Italia più ombre che luci

giugno 10, 2009 di  
Inserito in Calcio Estero, Italia

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Alberto Gilardino, doppietta per lui stasera

PRETORIA – Nell’ultima partita di avvicinamento alla Confederations Cup, la Nazionale di Marcello Lippi vince con un sofferto 4-3 la partita contro la Nuova Zelanda. Le reti per gli Azzurri sono state di  Gilardino al 33′ del primo tempo e al 3′ della ripresa e di Iaquinta al 23′ e al 28′ del secondo tempo. Per gli All Blacks a segno Smeltz al 13′ del primo tempo e Killen al 42′ del primo tempo e al 12′ della ripresa su rigore.

Italia svagata- E’ un’Italia non molto concentrata quella del primo tempo. Questa sensazione è confermata dal modo in cui si subiscono le due segnature neozalendesi di Smeltz e Killen in modo abbastanza simile su palla da fermo. La Nazionale soffre in modo evidente oltre per una determinazione scarsa anche per la mancanza di un uomo d’ordine a centrocampo come Pirlo e De Rossi. Nella prima frazione è Gilardino quello che spicca più di tutti ed è proprio grazie ad una bella azione combinata con Quagliarella che l’Italia conseguisce un momentaneo pareggio. Così termina il primo tempo sul parziale di 1-2 per la Nuova Zelanda.

Effetto Iaquinta- Nella ripresa l’Italia sembra partire maggiormente determinata, grazie all’ingresso di Pirlo,  ed è sempre Gilardino, grazie ad un bel cross di Dessena, a siglare la rete della parità su 2-2. Pareggio che dura poco visto che, da un’ennesima disattenzione difensiva,  si origina il penalty realizzato da Killen portando il punteggio sul 2-3. Lippi allora decide di mandare forze fresce con Iaquinta-Toni e Montolivo ed è proprio lo juventino a fare la differenza. Grazie alle sue segnature al 23 e 28′ del secondo tempo l’Italia evita la brutta figura e si avvicina alla prima partita della Confederations Cup con meno tensione.

Considerazioni- Partita abbastanza ingiudicabile questa contro la Nuova Zelanda, in cui gli azzurri hanno interpretato l’impegno più come un allenamento che come una partita. In questo match sono emerse la forma e la motivazione di Gilardino e il ruolo fondamentale di Pirlo o De Rossi in mezzo al campo visto che senza di loro la squadra ha ben poca creatività soprattutto sugli esterni. Magari un Foggia non avrebbe fatto così male ma ormai i giocatori sono questi, anche se le prospettive non sembrano straordinarie.