Archivio per giugno 2009

Calcio Catania, Calcio mercato, Fiorentina

Felipe Melo rinnova, Delvecchio torna a Catania

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Felipe Melo

ROMA - Oggi è il giorno del rinnovo di uno dei giocatori più ricercati del momento ossia Felipe Melo che ha siglato un prolungamento con la Fiorentina fino al 2013 e con clausola rescissoria probabilmente intorno ai 25 milioni di euro. Corvino ha trovato l’accordo con l’agente del brasiliano manifestando apertamente come il giocatore fosse ricercato da grossi come club come Inter, Juventus e Arsenal e a tal fine è stata fissata una clausola sul suo contratto. Il direttore viola inoltre ha precisato che una eventuale cessione del centrocampista brasiliano dipenderà esclusivamente dalla volontà del calciatore la quale però, al momento, è stata sempre quella di rimanere a Firenze.

Delvecchio, “il ritorno”- L’altro affare della giornata è quello di Gennaro Delvecchio che, dalla Sampdoria, torna al Catania dopo aver fatto parte della squadra sicliana sotto la presidenza Gaucci nel 2003/2004. Per lui contratto fino al 2012. Il 31enne ex blucerchiato si è dichiarato entusiasta della destinazione e della possibilità di potersi giocare le sue carte nel miglior modo possibile. Bel colpo, dunque, degli etnei, che si assicurano un centrocampista dal rendimento assicurato, abile negli inserimenti e col vizio del gol, dopo gli arrivi dei promettenti Barrientos e Bellusci.

Bologna

Il Bologna chiama il grande nemico Moggi. Ma i tifosi insorgono

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Luciano Moggi

Bologna- Luciano Moggi gran visir sotto le Due Torri. No, non è un brutto scherzo tirato ai tifosi del Bologna, che vedono l’ex dirigente juventino come nemico pubblico numero uno in quanto (a loro avviso) massimo artefice della dolorosissima retrocessione maturata nel 2005. Quella che, per intendersi, sancì l’amara uscita dal calcio dell’ex patron Gazzoni, costituito ancora oggi come parte lesa nel processo in corso su Calciopoli. E’ lo scenario clamoroso ma vero che si sta profilando in questi giorni. La famiglia Menarini, evitata per un soffio la retrocessione (e non per propri meriti, ma per l’harakiri del Torino), è alla disperata caccia di un uomo di calcio che funga da consulente e uomo mercato, per evitare un’altra annata horribilis come quella passata. Chi di meglio di Moggi allora? Assunto inoppugnabile, se non fosse per un “piccolo” dettaglio: Lucianone è il personaggio principalmente investito dallo scandalo più grosso della nostrana storia pallonara, il vero e proprio burattinaio di una delle pagine più nere dello sport più amato d’Italia.

Come risaputo, l’ex dirigente bianconero è inibito dalla Corte Federale fino a luglio 2011, perciò non può ricoprire incarichi ufficiali. Nulla, però, può impedirgli di agire nelle vesti di consulente del patron, diventando di fatto il direttore generale ‘ombra’. Francesco Ceravolo, in uscita da Livorno, sarebbe il suo mandante, il ds che farebbe le sue veci. C’è poi un ipotesi B che vede l’entrata di Moggi come azionista di minoranza, circostanza che favorirebbe le tutt’altro che traboccanti casse societarie rossoblù.
Si tratta sicuramente di una scelta oculata a livello strategico ed economico, ma i tifosi felsinei sono già sul piede di guerra: nel calcio non esiste (o almeno non dovrebbe) soltanto business e opportunismo, ma anche dignità e onestà; d’altronde la storia non può essere riscritta o cambiata a proprio piacimento. E così, noi come loro, non avvertiamo assolutamente il bisogno di ritrovare Lucianone nelle quotidiane cronache pallonare, come se nulla fosse successo nel più tipico e triste stile italico. Il nostro calcio -e non solo quello- è già alle prese con numerose problematiche, una nuova perdita di credibilità sarebbe una mazzata tremenda e insopportabile.

Calcio giovanile

Under 21, la Germania cala il poker e vince l’Europeo

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Platini consegna la coppa alla Germania campione d’Europa Under 21

MALMOE - Una Germania semplicemente stratosferica a livello giovanile. Nel giro di un mese la nazionale tedesca è riuscita nell’impresa di centrare una tripletta storica: Europeo Under 17, Under 19 ed Under 21. Per quanto riguarda la categoria Under 21, si tratta della prima affermazione nella storia. I tedeschi stravincono (4-0) a spese di un’Inghilterra, data fin dall’inizio come grande favorita, troppo rimaneggiata e incapace di di contrastare lo strapotere fisico della Germania. All’Italia rimane la magra consolazione di essere stata eliminata, dominando per lunghi tratti, dalla squadra vincitrice del titolo. Alla Germania va invece il grande merito di aver saputo fare dell’integrazione la sua arma vincente, schierando una squadra multietnica eppure perfettamente affiatata. Un bel messaggio da parte di chi, fino a pochi anni fa, sventolava il vessillo dell’antisemitismo, che arriva dritto a chi ancora oggi, sui nostri lidi,  si scandalizza all’idea che esistano italiani di colore.

IL MATCH - Il tecnico tedesco Hrubesch si affida ad una formazione attendista, un 4-1-4-1 con il centrocampista Hummels del Borussia Dortmund posizionato davanti alla difesa. L’obiettivo è chiaramente quello di aspettare le iniziative inglesi e di ripartire con ordine. L’Inghilterra deve fare i conti con le pesanti assenze di Agbonlahor e Campbell, che costringono Walcott a giocare nel ruolo a lui poco congeniale di punta centrale, e del portiere Hart, fattosi ammonire stupidamente durante la lotteria dei calci di rigore con la Svezia. Titolare al suo posto Loach, non esente da colpe sui gol, soprattutto il secondo. Al 23′ la Germania passa in vantaggio: Ozil, fantastista di origini turche a cui spetta il difficile compito di rimpiazzare Diego nel Werder Brema, fornisce un assist al bacio per Castro. Il difensore di origini spagnole non sbaglia e porta la sua squadra sull’1-0. Gli avversari inglesi, senza punte di ruolo, non riescono a pungere e faticano a costruire gioco.

SUPER OZIL - Nel secondo tempo sale in cattedra Ozil. In avvio di ripresa segna il gol del 2-0 con la complicità del portiere Loach, che valuta male la traiettoria di un calcio di punizione battuto da distanza innocua. Al 57′ si vede finalmente l’Inghilterra, che va vicina al goal con una conclusione di Cattermole che colpisce la traversa. Al 78′ Wagner fallisce una clamorosa occasione per chiudere il match, ma si fa perdonare immediatamente mettendo a segno la doppietta, ancora assist di Ozil, che vale il poker. Tanti rimpianti per gli inglesi, fino a quel momento forti dell’attacco più prolifico del torneo, ma la Coppa va meritatamente in Germania.

Calcio mercato, Inter

Inter, ufficiale l’arrivo di Diego Milito

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L’argentino Diego Milito, nuovo attaccante dell’Inter.

MILANO - La notizia era nota da almeno un mese e finalmente è arrivata anche l’ufficializzazione da parte della società nerazzurra. Diego Milito è un giocatore dell’Inter.
Ecco il comunicato con il quale la società dà il benvenuto all’attaccante argentino, autore di 144 gol in 3 paesi:
El Principe” è ufficialmente dell’Inter. Sono stati depositati oggi, all’ufficio tesseramento della Lega Nazionale Professionisti, i documenti per completare l’acquisto, a titolo definito, di Diego Alberto Milito. L’attaccante, nato il 12 giugno 1979, 144 gol distribuiti nei campionati d’Argentina, Spagna e Italia  - 24 nell’ultima Serie A Tim; 4 nella nazionale maggiore argentina -, si è legato alla società nerazzurra fino al 30 giugno 2013. Contemporaneamente al Genoa, a titolo definitivo, è stato ceduto l’attaccante Robert Acquafresca, nell’ultima stagione in prestito al Cagliari.
La presentazione ufficiale alla stampa dell’attaccante si svolgerà alla ripresa dell’attività della squadra.

Calcio mercato, Serie B

Panchine B, ben sette esordienti

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Colantuono, nuovo condottiero del Toro

Roma- In attesa che dal 1° luglio il mercato entri nel vivo, giugno è stato per molti club di cadetteria un mese importante per porre il primo tassello in vista della prossima stagione: l’allenatore. Tra riconferme, volti nuovi ed esordienti, andiamo ad analizzare il quadro panchine della prossima serie B.

Nuovi- Cambiano quasi inevitabilmente le retrocesse dalla serie A, eccezion fatta per il Lecce che va controcorrente confermando De Canio. La panchina più scottante era sicuramente quella del Toro: vi si è seduto Colantuono, che cercherà di riportare i granata in A come fece nel 2006 con l’Atalanta. E’ l’ex tecnico granata Walter Novellino, vero e proprio specialista di promozioni (ben 5 in carriera di cui 4 dalla B) a cercare  invece la risalita con la Reggina. L’ex tecnico della Samp, dopo la travagliata esperienza torinese, scende in cadetteria dopo 6 anni di A. Incredibile e inusuale quanto accaduto ad Empoli, eliminato nella semifinale play-off dal promosso Livorno. Baldini è stato infatti riconfermato e cacciato nel giro di 48 ore: al suo posto Campilongo, reduce dalla retrocessione in quel di Avellino. Tourbillon tra alcune società del Nord: Maran va al Vicenza e lascia la Triestina, che ingaggia l’ex Treviso Gotti. Dopo i play-off mancati per un soffio, il Sassuolo riparte da Pioli, ex del Piacenza.

Esordienti- Sono ben sette. Tra questi, c’è chi la prima esperienza in cadetteria se l’è guadagnata sul campo e chi invece è stato comunque premiato per l’ottima annata. Tra i primi c’è Checco Moriero, grande artefice della promozione del Crotone, che però ha lasciato a malincuore per avvicinarsi a casa e guidare il Frosinone. Al suo posto Franco Lerda, arrivato ad un passo dalla B con la sua Pro Patria, che avrà quindi la possibilità di allenare comunque in B. Bisoli e Giannini, invece, dopo aver vinto i rispettivi gironi di Prima divisione, proseguiranno la loro avventura a Cesena e Gallipoli. Come loro Sabatini, eroe del Padova. Del secondo gruppo fanno parte Pane, neotecnico dell’Ascoli reduce da un’ottima annata in Prima divisione a Reggio Emilia, e Michele Serena, passato dal Venezia ad un club a caccia di riscatto come il Mantova.

Conferme e punti interrogativi- Potrà riprovarci a Brescia Cavasin, così come Gustinetti a Grosseto, entrambi castigati dal Livorno. Arpionare una difficoltosa salvezza è valsa la riconferma a Salvioni, Brini e Foscarini, trainer di Ancona, Salernitana e Cittadella. Rimane ben saldo anche Madonna in sella all’Albinoleffe. Il punto interrogativo aleggia soltanto sulle panchine delle due emiliane Modena e Piacenza. I biancorossi sono ancora a caccia del sostituto di Pioli, i canarini attendono l’evolversi delle vicende societarie ma dovrebbero trattenere Apolloni, artefice di una salvezza a dir poco miracolosa.

Italia

Sondaggio: disfatta Italia, Lippi sulla graticola

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Lippi, principale imputato della disfatta azzurra

I lettori di Solocalcio si sono espressi riguardo alle ragioni che hanno portato la Nazionale Italiana alla magra figura in Confederations Cup. Secondo il 39% dei votanti, la disfatta va attribuita al c.t. azzurro Marcello Lippi e alle sue discutibili convocazioni. Di poco più bassa (36%) la percentuale di coloro che incolpano i club italiani e il mancato investimento sui vivai, contrariamente a quanto accade all’estero. Segue, con il 14% delle preferenze, l’età avanzata della rosa azzurra e la necessità di operare un ampio rinnovamento. Chiudono la classifica, con il 6%, la crisi del calcio italiano, che si riflette inevitabilmente sulla Nazionale, e la superiorità attuale di Brasile e Spagna rispetto alla selezione azzurra.

Brasileirao

Sorpresa Barueri, cade l’Atletico Mineiro. Si rialza l’Internacional

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Hat trick per Bolanos. Internacional di nuovo in vetta

Brasilia- Prima sconfitta stagionale per la capolista Atletico Mineiro nell’8° turno di Brasileirao. O Galo cede al cospetto del sorprendente Barueri, matricola terribile già in grado di abbattere il Cruzeiro sette giorni fa, e viene riagganciato dall’Internacional, tornato al successo dopo le sconfitte di coppa e Recopa contro Corinthians e LDU Quito. Timao che, focalizzate tutte le energie sulla finalissima di ritorno (2-0 all’andata), lascia strada all’Atletico PR. S’inserisce nella lotta per il titolo il Vitoria che rifila un poker contro il Santo Andrè. Soltanto 0-0 nell’attesissimo superclasico di Rio de Janeiro tra Flamengo e Fluminense, parità anche in Palmeiras- Santos. Vincono San Paolo e Cruzeiro, mentre è crisi nera per il Botafogo, affondato all’ultimo posto.

Il terrore dei mineiri- Potremmo chiamare così il neopromosso Barueri, capace di infliggere il primo ko dopo 8 giornate all’imbattuto Atletico Mineiro con lo stesso punteggio rotondo (4-2) con cui ha castigato il Cruzeiro semifinalista di Libertadores. La formazione di Soares domina il primo tempo portandosi sul 2-0 con Thiago Humberto e Fernando ma si fa raggiungere da una doppietta del neocapocannoniere (6 centri) Diego Tardelli. Subìto il pari, però, si risveglia e piazza un micidiale uno-due ancora con Thiago Humberto e Marcos Pimentel. Il Barueri sale così al 4° posto, in piena zona Libertadores, mentre O Galo si fa riacciuffare dall’Internacional a quota 17. Il Colorado dimentica per un attimo gli impegni di Copa (mercoledì c’è il ritorno della finalissima col Corinthians) e Recopa, in cui è costretto ad inseguire, e regola il Coritiba con una tripletta dello scatenato Bolanos. Alle spalle del duo di testa, avanza prepotentemente il Vitoria, travolgente contro il Santo Andrè (4-1) ed ora a -1.

Distrazioni- Tradisce le attese il superclasico del Maracanà. Il duello di super bomber tra Adriano e Fred finisce senza vincitori nè vinti, perciò Flamengo e Fluminense non vanno oltre lo 0-0, rimanendo impantanate nel mucchione di metà classifica. Obina e Robson, invece, colpiscono una volta a testa, ma anche Palmeiras e Santos non riescono a superarsi (1-1). Il ritorno di Hernanes frutta i primi tre punti dell’era Ricardo Gomes al San Paolo, a secco di hurrà dalla 4° giornata: Nautico piegato 2-0 grazie al gol ed assist del volante carioca. Le distrazioni di coppa hanno effetti diversi sulle rivali Cruzeiro e Gremio: la Raposa, vicinissima alla finale (3-1 all’andata), piega l’Avaì con Zè Carlos; i gauchos, chiamati da un’impresa, cedono 3-1 allo Sport. Male le riserve di un Corinthians che pregusta la vittoria in Copa do Brasil; la spunta di misura l’Atletico PR. Chiudiamo con la crisi nera per il Botafogo: il pesante 4-1 casalingo incassato dal Goias lo relega solitario in fondo al gruppo.

Calcio, confederations cup

Gli Usa sognano, ma il Brasile si impone

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O’Fabuloso, mattatore della serata.

JOHANNESBURG - Grande rimonta del Brasile che si impone 3-2 sui sorprendenti States autori di una partita gagliarda e di un primo tempo comandato per 2-0. Le reti americane sono state di Dempsey  al 10′, Donovan al 27′ del primo tempo. Il Brasile recupera la situazione grazie ad una doppietta di Luis Fabiano al 1′ e al 28′ del secondo tempo e di Lucio al 39′.

USA micidiali- L’avvio della partita è sorprendente come quello che era stato contro la Spagna. Gli Stetes partono convinti dei propri mezzi e senza nessun timore reverenziale nei confronti dei Verdeoro. Al primo affondo gli Americani, infatti, vanno in vantaggio grazie a Dempsey che , su cross di Spector, anticipa Lucio e mette alle spalle di Julio Cesar e Usa avanti 1-o. La reazione brasiliana non si fa attendere e grazie agli inserimenti di Maicon il Brasile sfiora il pareggio in un paio di occasioni ma Howard è attento nello sventare le minacce. Sembra che il pareggio debba arrivare da un momento all’altro ma inaspettatamente gli Americani raddoppiano attraverso un’azione di contropiede micidiale con protagonisti Davies e Donovan che porta alla realizzazione di quest’ultimo e al 2-0 . La prima frazione si conclude con il seguente parziale.

Rimonta Brasile - Il secondo tempo è un’ altra storia . Al 1′ infatti, Luis Fabiano con un preciso sinistro in girata infila Howard e riporta in partita il Brasile. La squadra di Dunga è trascinata letteralmente da Maicon e Kakà ed è proprio l’ex giocatore del Milan a fallire il pareggio colpendo la traversa che a dire il vero lascia qualche dubbio sull’effettivo varcamento della linea di porta. Dunga prova a dare la scossa definitiva inserendo Elano e Dani Alves e il Brasile insiste nel suo forcing: Kakà da un’azione prodigiosa sulla sinistra mette dentro una palla invitante per Robinho che fallisce clamorosamente ma la palla che incoccia la traversa trova Luis Fabiano insacca portando i Verdero sul 2-2 e l’attaccante del Siviglia a quota 5. Ormai è un assolo brasiliano e arriva il goal vittoria su angolo grazie ad uno stacco di Lucio al 39′. La partita finisce con la vittoria dei brasiliani ma con gli USA che sono stati dei degnissimi avversari.

Calcio mercato, Livorno

Comproprietà, aperte le buste. Lucarelli vicino al grande ritorno

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Lucarelli di nuovo in amaranto?

Roma- Con l’apertura delle buste in Lega, si è chiuso oggi l’importante capitolo delle comproprietà, ma la notizia più succosa di mercato proviene da Livorno. Il club amaranto starebbe per dar vita ad un succoso revival, il grande ritorno del figliol prodigo Cristiano Lucarelli. Il bomber al 99% riabbraccierà i suoi tifosi, rinunciando a 350mila d’ingaggio rispetto al 1,75 mln percepiti a Parma. Il mercato dei toscani non si ferma qui: è in arrivo Raimondi dal Vicenza e nell’ambito dell’operazione che ha visto Pasquale tornare all’Udinese, ha ottenuto il prestito per un altro anno dell’azzurrino Candreva e Migliorini. I friulani, invece, mettono le mani un altro protagonista della nazionale di Casiraghi, il vicentino Morosini. Sul fronte acquisti, il Palermo guarda come sempre al di là dell’oceano: Zamparini ha annunciato ieri il promettente attaccante dell’Huracan -capolista del campionato argentino- Pastore, 7 centri nel Clausura prossimo alla conclusione. Ma elenchiamo ora qui di seguito l’esito delle comproprietà più importanti che si sono risolte in giornata.

Accordo
Paolucci Udinese- Juventus JUVENTUS (3,3 mln)
Zalayeta Napoli- Juventus NAPOLI (rinnovo)
Guzman Piacenza- Juventus PIACENZA (rinnovo)
Volpe Livorno- Juventus LIVORNO (rinnovo)
Pasquale Livorno- Udinese UDINESE
Eder Empoli- Frosinone EMPOLI (2,3 mln)
Papa Waigo Fiorentina- Genoa FIORENTINA (rinnovo)
Meggiorini Cittadella- Inter INTER (3,5 mln)
Viviano Brescia- Inter BRESCIA (rinnovo)
Barusso Roma- Rimini ROMA (rinnovo)
Morosini Udinese- Vicenza UDINESE
Lazzari Cagliari- Atalanta CAGLIARI (rinnovo)
Calaiò Siena- Napoli SIENA (rinnovo)
Curci Siena- Roma SIENA (rinnovo)
Frey Chievo- Modena MODENA (rinnovo)
Potenza Catania-  Genoa CATANIA  (rinnovo)
S.Masiello Bari- Udinese BARI (rinnovo)
Fatic Chievo- Inter CHIEVO
Antonazzo Chievo- Frosinone CHIEVO
Gasbarroni Torino- Genoa TORINO
Lanna Bologna- Torino BOLOGNA
Foti Udinese- Sampdoria UDINESE
Galasso Bari- Roma BARI
Bonanni Sampdoria- Palermo SAMPDORIA
Cacia Lecce- Piacenza LECCE  (rinnovo)
Della Rocca Bologna- Triestina TRIESTINA
Di Napoli Salernitana- Siena SALERNITANA
Di Nardo Padova- Frosinone PADOVA
Moscardelli Rimini- Piacenza PIACENZA (rinnovo)
Tulli Piacenza- Lecce PIACENZA (rinnovo)
Cuneaz Mantova- Juventus MANTOVA (rinnovo)
Jidayi Cesena- Mantova CESENA
Chiavarini Cesena- Triestina CESENA
Mondini Cesena- Mantova MANTOVA

Alle buste
Nicola Ciotola Avellino-Pisa AVELLINO
Riccardo Colombo Torino-Albinoleffe TORINO
Cristiano Del Grosso Siena-Cagliari SIENA
Davide Di Gennaro Genoa-Milan MILAN
Nunzio Di Roberto Frosinone-Foggia FOGGIA
Alberto Frison Vicenza-Treviso VICENZA
Christian Iannelli Catanzaro-Catania CATANIA
Giovanni La Camera Rimini-Padova RIMINI
Simon Laner Pro Sesto-Albinoleffe ALBINOLEFFE
Francesco Renzetti Albinoleffe-Genoa GENOA
Giuseppe Rizza Livorno-Juventus JUVENTUS
Stefano Scappini Sampdoria-Ternana SAMPDORIA
Francesco Scarpa Salernitana-Paganese PAGANESE
Pasquale Schiattarella Ancona-Torino ANCONA
Alessio Sestu Avellino-Reggina AVELLINO
Mario Titone Sambenedettese-Sassuolo SAMBENEDETTESE
Robson Machado Toledo Ravenna-Udinese RAVENNA
Magnus Troest Genoa-Parma GENOA
Giacomo Zappacosta Fiorentina-Pescara PESCARA

Calcio giovanile

Under 21, svanisce il sogno europeo

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Casiraghi, al capolinea dell’avventura azzurra

HELSINGBORG - Sfuma anche l’ultima speranza del calcio italiano. L’Italia non riesce a centrare la finale dell’Europeo di categoria ed esce sconfitta nonostante le numerose occasioni sprecate. Gli azzurrini hanno infatti per larghi tratti dominato il match contro i pari età della Germania, creando diverse palle gol soprattutto su palla inattiva. Non è azzardato dire, dunque, che ai punti l’Italia avrebbe passato il turno a mani basse. I rimpianti aumentano soprattutto dopo che l’altra semifinale, Inghilterra - Svezia, aveva mostrato due squadre non invincibili, decretando il passaggio dei britannici solo dopo i calci di rigore. Questa gara probabilmente decreterà l’addio di Casiraghi, dopo due europei e un’olimpiade sfumati, alla panchina dell’Under 21.

FORMAZIONE - Il ct azzurro deve fare i conti con la squalifica di Marchisio e sceglie quindi Morosini, dotato di caratteristiche maggiormente difensive, invece di Dessena. Davanti, con il rientro di Balotelli, spazio dunque al tridente delle meraviglie, completato da Giovinco e Acquafresca. Tra le fila tedesche, invece, manca Khedira, perno del centrocampo, e una punta di peso. Gli azzurri concedono ai rivali tedeschi sono un paio di azioni in avvio, dopo di che cominciano a rendersi pericolosi in area avversaria. Ogni corner diviene una potenziale occasione da gol. La Germania, infatti, difende a zona e finisce sempre per perdere l’uomo in area. L’occasione più clamorosa capita ad Acquafresca, che colpisce la traversa dopo che Neuer aveva respinto un colpo di testa di Motta. La conclusione del nuovo centravanti dell’Atalanta si stampa sulla traversa. L’Italia si rende ancora pericolosa con Bocchetti, mentre il portiere tedesco alterna buone parate ad indecisioni clamorose. Si va al riposo sullo 0-0 ma con la consapevolezza che il risultato va decisamente stretto ai nostri.

LA BEFFA - La ripresa inizia senza cambi e con una beffa clamorosa per i nostri colori. Al 3′ Beck, esterno destro di origini siberiane, trova un’autostrada davanti a sé e prova un destro incrociato, su cui Consigli non sembra esente da colpe. Così, al primo tiro in porta, la Germania si trova immeritatamente in vantaggio. Gli azzurrini accusano il colpo e per mezz’ora di gioco non riescono a produrre azioni degne di nota come nel primo tempo. Casiraghi prova a scuotere i suoi con l’inserimento di Abate per Candreva e Paloschi per Acquafresca, ma il risultato non cambia. Nel finale l’Italia attacca ma lo fa senza ordine. Ci prova Balotelli su punizione e Andreolli ancora di testa su calcio d’angolo. Dubbi anche per un fallo di mano di Boateng in area tedesca. L’Italia esce a testa bassa e piena di rimpianti.

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