23/11/2017

Superteam: Boca Juniors

maggio 29, 2009 di  
Inserito in Amarcord, Calcio news

boca-1905

La prima formazione del Boca Jrs nel lontano 1905

Il Boca, la Boca. Difficile scindere la squadra dal barrio, quel lembo di terra a sud di Buenos Aires bagnato dal Riachuelo, approdo alla fine dell’Ottocento dell’immigrazione italiana, soprattutto genovese,  in Argentina. Ecco, parlare del Boca Juniors significa non dimenticarne mai le origini. Xeneizes, genovesi, anche di là dell’Atlantico. Tempi duri, quei tempi, storie di emigranti, di uomini in cerca d’autore, di un futuro, di una nuova casa. Storie non sempre felici, anzi soffocate nel sangue e condite dall’orgoglio. Anno domini 1872, operai genovesi in lotta contro i padroni e la repressione della polizia, bandiera della Superba in mano, occupano il quartiere ed inviano al re d’Italia Vittorio Emanuele II una lettera, in cui gli notificano che da quel momento il suo regno comprendeva anche “un sobborgo americano, la Repubblica della Boca”.

La Boca, il Boca. Da gente così non poteva che nascere una squadra di lotta e di popolo, ben lontana dai rivali di sempre, i millonarios del River Plate. 13 aprile 1905, un gruppo di giovani rapiti dal nuovo gioco portato dai marinai inglesi decidono di metter su una squadra: si chiamano Esteban Baglietto, Alfredo Scarpatti, Santiago Pedro Sana e i fratelli Farenga. Primo scoglio il nome: proposte? “Figli d’Italia”, “Stella d’Italia“, perchè non “I difensori della Boca”? Ma sono tutti ragazzi, benchè guerrieri nello spirito: Boca Juniors calza a pennello. Secondo problema: i colori sociali. Bianco e blu. Scelta poco felice, sono i colori del Boerio, un sodalizio rivale. Si decide per uno spareggio risolutore: il Boca perde. Punto e a capo… Secondo la leggenda fu Juan Brichetto a risolvere la questione. Un giro al porto e un piroscafo battente bandiera svedese, giallo e blu. Perchè no? Il mito può cominciare.

bombonera

La “Bombonera”

Nel 1919 è già scudetto. Certo, le strutture son quelle che sono e il torneo è amatoriale, ma non per questo vale di meno. Saranno sette alla fine i titoli prima dell’approdo al professionismo, nel 1931. Ma la musica non cambia, gli xeneizes sono anche i primi campioni pro. Nel mezzo la tournée europea del 1925. 19 partite tra Spagna, Francia e Germania. Bilancio: 15 vittorie, un pareggio, 3 sconfitte. Tra gli scalpi nobili, quelli del Real e dell’Atletico Madrid, sotto gli occhi, e tra gli applausi, di re Alfonso XII. Tra gli eroi dell’impresa il cannoniere Seoane, il capitano Elli e il portiere Americo Tesorieri. Tornato in patria la Federazione proclamerà il Boca “Campeon de Honor”, per i servizi spesi all’estero.

Nel 1940 si inaugura il nuovo stadio, un tempio degno di una grande squadra: la “Bombonera“. Una curiosità, lo stadio era stato costruito dove sorgeva una fabbrica di mattoni che, tra le materie prime, usava la bosta de caballos, lo sterco di cavallo. I tifosi del River e dell’Independiente non gliel’hanno mai perdonata: xeneizes? Bosteros… Un marchio d’infamia per i rivali, un vezzo per i boquensi.

juan_carlos_lorenzo

Juan Carlos Lorenzo con la prima storica Libertadores

Se in patria il suo mito è sempre oscurato dai borghesi del River Plate, la sua grandezza il Boca Juniors se la costruisce all’estero. Con il Milan, infatti, gli xeneizes sono la squadra con più titoli internazionali, 18. Prima squadra argentina ad arrivare in finale della Copa Libertadores nel 1963, battuti dal Santos di Pelè (nientepopodimeno…), il Boca deve attendere il 1977 per aggiudicarsi il massimo alloro latino-americano: in panchina un santone, Juan Carlos Lorenzo. Scaramantico ai limiti dell’assurdo (lo si ricorda anche in Italia per i suoi siparietti a Roma), Lorenzo costruisce una squadra perfetta che unisce ritmo e gioco maschio ed è letale in contropiede, capace di vincere i campionati Metropolitano e Nazionale nel 1976. Un anno dopo, come detto, cade, matura, la prima Libertadores regolando in finale i brasiliani del Cruzeiro vincendo ai rigori la bella di Montevideo. Un anno dopo è subito bis. Questa volta in finale ci sono i malcapitati colombiani del Deportivo Calì: 0-0 all’andata, 4-0 al ritorno grazie a Salinas, Mastrangelo e Perotti (doppietta). A marzo era in compenso già arrivata la ciliegina sulla torta: quell’Intercontinentale che i campioni europei del Liverpool avevano disertato a causa del gioco “amichevole” degli argentini. Al loro posto i tedeschi del Borussia Mönchengladbach, finalisti in Coppa dei Campioni. In casa, il Boca deve accontentarsi del 2-2, ma è nel ritorno di Karlsrhue che Lorenzo costruisce il miracolo. Da fine stratega lascia campo ai panzer tedeschi per colpirli in contropiede dopo averne saggiamente sabotato la manovra (passateci il gergo “militaresco”). Finirà 3-0 grazie ad una doppietta di Salinas e a Mastrangelo.

Negli anni Ottanta il Boca è stato Luis Cesar Menotti e Oscar Tabarez, santoni del calcio sudamericano male adattati da noi, ma soprattutto è stato Diego Armando Maradona, anche se per una sola stagione. Anno domini 1981 Dieguito firma 28 gol in 40 partite e vince lo scudetto, prima di passare al Barcellona per ragioni di bilancio. Già il bilancio: in suo onore se ne sono andati in tanti: da BatistutaCaniggia fino a Samuel e Tevez. Gente che ha fatto la fortuna delle squadre che hanno creduto in loro, i ragazzi della Boca; gente che ha dato tanto alla causa. A Romancito Riquelme, croce e delizia degli ultimi 10 anni boquensi è legato un altro nome: quello di Carlos Bianchi, il suo scopritore, l’edificatore del Boca più forte di tutti i tempi. E secondo tradizione, un fallimento oltreoceano (non capì Totti…).

carlos-bianchi1

Carlos Bianchi, il santone due volte campione del mondo

A cavallo del millennio Bianchi doveva fare le nozze con quello che aveva…non fichi secchi, ma casse vuote. E lo fece benissimo, portando la squadra ripetutamente ai massimi allori. In porta un bizzoso colombiano, Oscar Cordoba, in difesa il mastino Samuel, Cagna a mordere, Riquelme ha inventare e Palermo a castigare. Nel 1999 i Bianchi-boys riportano a casa un titolo che mancava dal 1992, facendo bottino pieno (Apertura più Clausura); un anno dopo ecco la terza Libertadores, la seconda ai rigori, contro i brasiliani del Palmeiras: 2-2 a Baires (doppietta di Arruabarrena); 0-0 nel ritorno a San Paolo. Ai rigori Boca vincitore per 4-2. Un anno dopo è ancora bis… e ancora ai rigori. I rivali sono i messicani della Cruz Azul. Il Boca va a vicere all’Azteca 1-0 grazie a Delgado, ma cade in casa con lo stesso risultato… Cordoba, tra i pali, ancora una volta è l’eroe di giornata e consegna la quarta Libertadores ai suoi. Tra i due titoli arriva anche, soprattutto, l’Intercontinentale: di fronte i galacticos del Real Madrid di Figo, Roberto Carlos e Raul, fulminati nei primi cinque minuti da Martin Palermo e poi irretiti nel possesso del Boca.

Un gruppo fantastico, quello costruito da Bianchi, capace di vincere pur perdendo i suoi idoli: Samuel e Burdisso emigrano in Italia; Palermo, Cagna, Ibarra, Riquelme in Spagna eppure la festa è sempre qui: nel 2003 ecco la quinta “pera”. Dopo quarant’anni il Boca può prendersi la ricincita su un Santos di nuovo competitivo. O’Rey è ormai lo sbiadito passato, ma ci sono Robinho e Diego, nuovi astri verdeoro contesi dai principali club europei. Entrambi continuano a ripetere: andremo in Europa, ma solo dopo aver riportato la Libertadores a casa. Non ci riusciranno… troppo forte quel Boca: Delgado con una doppietta chiude i giochi già nell’andata alla Bombonera, ma è al Morumbi che si scrive la storia… Tevez, Delgado e Schiavi zittiscono le cicale brasiliane, il gol di Alex serve soltanto per gli almanacchi… In dicembre, per la terza volta (la seconda in tre anni), il Boca Juniors sale sulla cima del mondo: questa volta gli avversari sono gli italiani del Milan, non ancora schiavi del joga bonito, ma comunque pieni di campioni (Shevchenko, Kaka, Pirlo, Maldini e compagnia cantante). Ancora una volta il pronostico è a senso unico… Ancora una volta i rigori saranno benevoli con Cagna e compagni. L’eroe questa volta non è Cordoba, ma Abbondanzieri, capace di ipnotizzare Pirlo, Seedorf e Costacurta (memorabile la sua “zappata”). Particolare degno di nota: dal 1996 (anno della sentenza Bosman e dell’inizio dell’esodo di massa di sudamericani verso l’Europa) al 2004 (ultima Intercontinentale), il Boca di Bianchi è stata l’unica squadra di là dell’Atlantico ad imporsi a Tokyo… Onore al merito.

Siamo ormai ai giorni nostri…Bianchi non è più in panchina e Palermo e Riquelme son tornati alla base dopo esperienze contraddittorie in Spagna. C’è ancora il tempo per parlare dell’ultimo sigillo in Libertadores (il sesto), nel 2007 contro il Gremio (3-0 in casa, 2-0 a Porto Alegre), o dei nuovi talenti sfornati da un vivaio che sembra inesauribile (Palacio, Gago e Banega)… In realtà dopo dieci anni di trionfi il ciclo iniziato nel 1998 sembra al termine. Un ciclo strepitoso, che ha portato, oltre a quattro Cope Libertadores e due Intercontinentali, 7 campionati argentini, 2 Cope Sudamericane e 3 Recope Sudamericane. Palermo e Riquelme non bastano più, l’allenatore Ischia è contestato dai tifosi, in campionato la Boquita stenta e l’obbiettivo Libertadores, fertile terreno di caccia, è svanito sotto i colpi del Defensor Sporting. Eppure alla Boca hanno visto momenti peggiori… L’orgoglioso xeneize risorgerà ancora una volta…

Palmarès

7 Campionati Amatoriali: 1919, 1920, 1923, 1924, 1925 (Copa de Honor), 1926, 1930
23 Campionati Argentini: 1931, 1934, 1935, 1940, 1943, 1944, 1954, 1962, 1964, 1965, 1969 (Copa Argentina), 1969 Nacional, 1970 Nacional, 1976 Metropolitano, 1976 Nacional, 1981 Metropolitano, 1992 Apertura, 1998 Apertura, 1999 Clausura, 2000 Apertura, 2003 Apertura, 2005 Apertura, 2006 Clausura, 2008 Apertura

3 Coppa Intercontinentale: 1977, 2000, 2003
6 Copa Libertadores: 1977, 1978, 2000, 2001, 2003, 2007
2 Copa Sudamericana: 2004, 2005
4 Recopa Sudamericana: 1990, 2005, 2006, 2008
1 Supercopa Sudamericana: 1989
1 Supercopa Masters: 1992
1 Copa de Oro: 1993