23/05/2017

Torino vs Genoa: rissa figlia della cultura sportiva nostrana?

maggio 25, 2009 di  
Inserito in Calcio news, Genoa, Serie A, Torino

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La rissa dell’Olimpico tra Toro e Genoa

Torino – E’ una rissa figlia della nostra cultura sportiva? C’è da chiedersi questo dopo il finale incandescente tra Torino e Genoa che ha visto i grifoni battere il Toro per 3-2. Il goal di Milito, quello del 3-2, in qualche modo ha inasprito gli animi tra i 22 in campo ed è emblematica l’espulsione di Abate per un’entrataccia ai danni di Juric. Poi fischio finale e parapiglia generale tra le panchine delle due squadre e degli undici in campo: scazzottata tra Colombo e Olivera, spintoni tra Diana e Motta per citare i casi più eclatanti.
-vedi il video della rissa su Facebook cliccando QUI
In poche parole, scene poco edificanti per il nostro calcio. Il dopo gara è stato all’insegna dello scarica barile in cui Gasperini da una parte e Cairo dall’altra accusavano le rispettive compagini di non saper perdere e vincere. A monte di tutto ciò si deve dare una risposta alla domanda iniziale e il pensiero di chi commenta propende per un SI’. Questo perchè solo in Italia ci si pone il problema di affrontare squadre che già hanno raggiunto obiettivi e, a seconda del risultato,  si danno visioni diverse a cui fa maggiormente comodo credere. Se questa compagine che già ha raggiunto gli obiettivi perde significa che si è venduta la partita, se invece vince significa che ci deve essere qualcuno dietro quel risultato. Ed è questo ragionamento sbagliatissimo che emerge nel dopo gara tra Torino e Genoa e tutto ciò lascia abbastanza perplessi. La logica inviterebbe semplicemente a pensare che è normale che una squadra, avente  maggiori motivazioni,  abbia maggiore intensità di quella che i suoi bravi obiettivi già li ha raggiunti ma questo capita in qualsiasi competizione. Questo però non deve essere forzatamente sinonimo di vittoria o sconfitta e sintetizzata nel risultato di fine gara. Ci si augura che certi episodi facciano riflettere ma, conoscendo la nostra cultura, difficilmente sarà l’ultima volta.