21/09/2017

Cesena, dall’Inferno della Lega Pro al Paradiso della B in un anno

maggio 19, 2009 di  
Inserito in Calcio in Romagna, Cesena Calcio, Lega Pro

cesena-2009

La rosa del Cesena, regina del girone A di Prima Divisione neopromossa in serie B

Cesena17 maggio 2008. Nel grigiore del Tenni di Treviso, il Cesena di Castori abbandona mestamente la serie B con un ultimo desolante posto dopo un quadriennio ricco di soddisfazioni. 17 maggio 2009. Una marea di 4000 bianconeri invade il Bentegodi di Verona e assiste col fiato sospeso al meritato ritorno in cadetteria della formazione guidata dal condottiero Bisoli. Dall’Inferno al Paradiso in 12 mesi esatti, la compagine romagnola resuscita e riconquista la dimensione a lei più consona, come dimostrano la storia di questa società e la media record di 7200 spettatori casalinghi ottenuta in questa stagione di successo. Un’impresa alla luce del disastro della scorsa annata e di una partenza difficile che lasciava presagire il peggio.

Partenza al rallenty e naufragio in laguna– Erano tanti i dubbi, infatti, che circondavano la band di Pierpaolo Bisoli, tecnico del miracolo Foligno, ad inizio stagione. Il ruolo di portiere affidato ad un giovane inesperto come Ravaglia, rientrato dopo il prestito al Poggibonsi. Una rosa piena di nuovi innesti, dalla coppia d’attacco MottaVeronese, ai fedelissimi di Bisoli Segarelli e Zebi. Il rendimento dei ‘reduci’ Biasi, Lauro, Biserni e via dicendo. E infine la tenuta della nuova società, comandata da patron Campedelli e dal ds Minotti, arrivata nel momento più difficile e chiamata a risollevare un appannatissimo Cavalluccio.
L’inizio non è certo dei più incoraggianti. Doppio ko nei derby con Reggiana e Ravenna, alla 6° giornata il Cesena ha in saccoccia appena sei punti. La situazione sembra migliorare col doppio successo interno su Pro Sesto e Pergocrema, ma ai primi veri ostacoli (Padova e Pro Patria) i bianconeri si sciolgono. La vetta detenuta dai bustocchi è lontanissima, i play-off -obiettivo stagionale dichiarato- pure. Si arriva così al 13° turno, alla trasferta sul campo di un disastrato Venezia. Il Cavalluccio affonda in Laguna (2-1) e tocca il punto più basso della sua annata, vedendo minacciosi i play-out due lunghezze più sotto. In riva al Savio iniziano già i processi.

La rimonta– E’ la svolta. I bianconeri, sospinti dai gol di uno scatenato Motta, dalle invenzioni del trottolino Giaccherini, le sgroppate di Ceccarelli, il ritorno di Veronese e i chilometri macinati da Segarelli, infila sei vittorie di fila prima di Natale, prendendo scalpi importanti come quelli di Spal, Cremonese e Verona. Lo sfortunato stop di Reggio Emilia è solo una parentesi, perchè il rocambolesco e  memorabile derby vinto col Ravenna con due reti a ridosso del 90′ (3-2; Veronese e Djuric) proietta la band Bisoli in orbita play-off. Là davanti rallentano tutte, mentre i bianconeri continuano a volare e un rigore di Giaccherini in quel di Lecco corona alla 22esima la lunga rincorsa al primato.
Tra alti e bassi inizia il duello in vetta con Pro Patria e, a tratti, Reggiana. Si arriva in perfetta parità alla resa dei conti con i tigrotti, protagonisti di un campionato strepitoso nonostante i guai societari, gli stipendi non pagati e le malefatte di patron Zoppo (successivamente arrestato dalla Guardia di Finanza). L’unico gol dello scontro diretto del “Manuzzi”, davanti ad un pubblico record per la categoria (12mila spettatori) lo segna bomber Motta, a secco da quattro mesi, ma viene ingiustamente annullato: finisce 0-0, buon per la squadra di Lerda che rimane davanti per gli scontri diretti. Una settimana dopo a Monza, il Cesena cade malamente (0-2) e scivola a -3: sembra la fine dei sogni.

Lo sprint finale– Sembra, perchè la grinta del trainer di Porretta Terme rivitalizza i bianconeri, Motta torna a segnare, De Feudis riprende le redini del centrocampo e un certo Schelotto ottiene il tanto atteso transfert. Dopo il nuovo aggancio, è il giovane argentino a segnare il gol più pesante dell’annata al “Mazza” di Ferrara, campo dove il club romagnolo non aveva mai vinto in precedenza. L’insperato blitz dà la spinta giusta  per il sorpasso definitivo che arriva alla penultima: Motta dà la spallata decisiva, regolando la Cremonese, mentre Cammarata, bestia nera dei romagnoli, fa un regalo grosso così fermando i rivali al 92′. La serie B, da vicinissima,  diventa realtà nella terra di Giuletta e Romeo, grazie ad uno sprint finale che ha visto i bianconeri raccogliere 11 punti nelle ultime cinque contro i sei dei bustocchi. Come nel 1998 e nel 2004, il Cesena può brindare al ritorno in cadetteria.