22/08/2017

SPECIALE INTER CAMPIONE – Uno Special di nome Mourinho

maggio 18, 2009 di  
Inserito in Inter

Jose Mourinho

Josè Mourinho
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MILANO – Che non era un pirla lo avevano capito tutti prima ancora che arrivasse in Italia. Lo ha ribadito lui stesso alla prima conferenza stampa di Appiano Gentile. Josè Mourinho, uno che di successi se ne intende, ha portato l’Inter nella storia conquistando il 17/o titolo nerazzurro, ma soprattutto il quarto consecutivo. Mai successo fino ad ora. Per il portoghese si tratta del quinto scudetto in tre campionati differenti, con il sogno dichiarato di calare un giorno il poker in terra di Spagna. Trofei che tra l’altro ha conquistato nei vari club alla sua prima stagione. Vedi la stagione 2001/2002 al Porto, vedi nel 2005 al Chelsea, riportando i Blues in vetta alla Premier League dopo 50 anni, vedi quest’anno all’Inter.

SPECIAL ONE – Un predestinato questo Mourinho, non a caso già dai tempi di Londra si faceva chiamare “Special One”. E fa niente se a dirigenti, allenatori, giocatori e tifosi avversari può risultare antipatico: la vittoria diventaun antidoto per tutto finché dura, e per lui dura da parecchio.  All’Inter, ormai, ci hanno fatto l’abitudine. Dopo anni di “bella incompiuta”, valanghe di soldi investiti, Moratti finalmente ha trovato la “macchina perfetta” e nello Special One un pilota inamovibile.

MACCHINA PERFETTA – Questa volta non è servito arrivare all’ultima giornata per far brindare la Milano interista. Troppo forte la squadra messa a immagine e somiglianza di Mourinho. Solida e cinica, un panzer che non sbanda quasi mai. L’unico vero tracollo è stato il 3-1 di Bergamo. Perché se è vero che Ibrahimovic ne è il suo uomo guida, in realtà la vera forza di questa squadra è nel “cuore” nei vari Maicon, Cambiasso, Zanetti, e soprattutto Julio Cesar. Il portiere brasiliano è stato il vero valore aggiunto di questo scudetto n.17. Per non parlare delle scommesse vinte dallo Special One: dal giovane Santon e a quel Muntari voluto fortemente dal portoghese.

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Lo special One, artefice del 17/o scudetto
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SPECIALISTA IN CASA – L’era Mourinho all’Inter, iniziata subito con la conquista della Supercoppa italiana del 24 agosto 2008 contro la Roma (8-7 ai rigori dopo che alla fine dei tempi supplementari il risultato era stato di 2-2, ndr), si conclude con il trionfo anticipato in campionato. All’inizio aveva rivoluzionato il modulo di Mancini optando per un più spregiudicato 4-3-3 ma, tempo poche giornate, ha corretto la rotta nel 4-3-1-2, modulo che poi praticamente non ha più toccato. Mourinho è uno specialista delle partite in casa e al Meazza ha costruito una grossa fetta del suo scudetto: la sua striscia di partite utili, considerando quelle disputate come allenatore di Porto e Chelsea, è arrivata finora a quota 115.

FRASI CELEBRI – Il tecnico portoghese ha costruito la sua fama non solo con i risultati sul campo, ma anche con alcune frasi celebri che ne hanno reso uno dei protagonisti indiscussi del calcio nostrano. Pronto sempre a entrare a gamba tesa per difendere pubblicamente i suoi giocatori, anche quando i loro comportamenti non erano proprio irreprensibili (vedi il caso Balotelli e soprattutto Adriano), Mourinho si è fatto subito riconoscere con frasi a effetto, dal “non sono un pirla” fino alla “prostituzione intellettuale”. Dopo gli attacchi a Ranieri e Spalletti, l’ultima uscita è stata contro il milanista Ambrosini, che lo aveva sfidato sui “sero tituli” dicendo che un giorno si sarebbe pentito. Ma anche in campo Mourinho non le manda a dire, ne è prova la doppia espulsione subita quest’anno contro Sampdoria e Fiorentina e il deferimento per le dichiarazioni rilasciate dopo il contestato 3-3 della partita Inter-Roma. Insomma un vero “Special One”.