19/09/2017

Finale al cardiopalma, la spunta la Lazio

maggio 13, 2009 di  
Inserito in Coppa Italia, Lazio, Sampdoria

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Lazio in festa per la vittoria in coppa Italia
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ROMA – La capitale, quest’anno, è biancoceleste. E’ la Lazio ad aggiudicarsi la 61° edizione della Coppa Italia, guadagnandosi un pass per la prossima Europa League e per la Supercoppa Italiana, oltre alla non irrilevante soddisfazione di aver condotto una stagione superiore a quella degli eterni rivali giallorossi. La squadra di Delio Rossi regala così a Lotito il primo trofeo della sua gestione, oltre alla possibilità di pianificare la prossima stagione con la certezza di un posto in Europa. La Sampdoria non ha comunque demeritato, cedendo solo ai rigori dopo una gara intensa e combattuta.

LA GARA DELLA VITA – Entrambe le squadre vengono da un’astinenza da trofei più o meno lunga con un fattore comune: Roberto Mancini, oggi anche in tribuna d’onore, che da calciatore aveva conquistato l’ultima Coppa Italia per i blucerchiati, nel 1994, e da allenatore, nel 2004, l’ultima coppa nazionale vinta dalla Lazio. Le due formazioni si sono conquistate la finale a scapito di vittime illustri: i biancocelesti hanno eliminato Milan e Juventus, mentre la Samp ha annichilito i Campioni d’Italia dell’Inter a Marassi. Nessuna delle due pare dunque voler rinunciare alla possibilità di arricchire la propria bacheca. Anche per questo ne viene fuori una gara bruttina e fallosa, che il miglior arbitro del mondo Rosetti non riesce a tenere totalmente in pugno.

LE SCELTE E IL MATCH – Rossi preferisce Pandev, al rientro da un infortunio, a capitan Rocchi, al fianco dell’insostituibile Zarate. Mazzarri sceglie Stankevicius, forse anche perché squalificato nella prossima gara di campionato. La Lazio, che gioca praticamente in casa dato che 3/4 dell’Olimpico sono occupati dai propri supporters, parte subito forte e dopo 5 minuti passa in vantaggio con un gran gol di Zarate. Proteste accese dei blucerchiati per un fallo precedente su Pazzini, ma la scelta di Rosetti appare corretta. La Samp accusa il colpo e rischia il tracollo: al 27′ Castellazzi deve superarsi in un doppio intervento su Kolarov e su Pandev, il secondo davvero prodigioso. Al 31′, un po’ a sorpresa, la Samp pareggia con una bella girata di testa di Pazzini. Quasi allo scadere, si vede anche Muslera, che salva di pugno su una bella punizione di Palombo.

LA RIPRESA – Nel secondo tempo, la Samp prova a crederci con Cassano che va via sulla sinistra e mette Sammarco, che non si coordina, ad un passo dalla porta. Col passare dei minuti, la Lazio ritrova la propria supremazia, anche se il gioco e le occasioni continuano a latitare. A metà frazione, Rossi toglie il convalescente Pandev per far posto a Rocchi, che dopo pochi minuti manca di un soffio un ghiotto suggerimento di un incontenibile Zarate. La stanchezza inizia a farsi sentire e lo spettro dei supplementari si concretizza.

SUPPLEMENTARI E RIGORI – A farla da padrone sono ancora la stanchezza e la scarsa lucidità, anche se Cassano sembra avere ancora energie, sfiorando l’incrocio dei pali con un gran tiro. Entrambe le squadre sembrano non averne più, ma provano con le ultime forze ad evitare la lotteria dei calci di rigore. Solo negli ultimi minuti del secondo tempo supplementare, con le squadre lunghe e logorate da 120 minuti incessanti, si ritrova qualche debole tentativo di risolvere la partita. Ma le squadre non ne hanno più e i rigori sono inevitabili.
Sbagliano Cassano e Rocchi sui primi 5 penalty e di va dunque ad oltranza. Al settimo tiro, Muslera è bravissimo su Campagnaro e Dabo, uno dei superstiti della Lazio di Cragnotti vincitrice dell’ultima Tim Cup laziale, mette dentro il rigore decisivo.

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