28/06/2017

Ranieri-Juve è finita. AAA sostituto e nuova dirigenza cercasi

maggio 5, 2009 di  
Inserito in Juventus

ranieri

Capolinea per Ranieri
calciocatania/copyright flickr.com

Torino– Il destino di Claudio Ranieri sulla panchina bianconera potrebbe avere dato la parola fine dell’avventura del tecnico romano, all’intervallo della partita di domenica pomeriggio contro il Lecce (terminata 2-2, ndr), quando è venuto fuori in tutto il suo fragore l’isterismo collettivo e la confusione totale di cui è preda la società e la squadra Juventus. La lite con Camoranesi è la punta dell’iceberg di un periodo dominato da tensioni, polemiche, cene galeotte, dichiarazioni sui giornali, scontenti vari, moduli sbagliati, recriminazioni di mercato. L’ex tecnico di Chelsea e Valencia sta già svuotando il suo armadietto del centro sportivo di Vinovo e si prepara a dare l’addio, un anno prima della scadenza naturale del suo contratto, ad un club, che ha mostrato tutta la sua ineguatezza a livello di management sportivo e che ha ridicolizzato cento anni e passa di storia, oltre che creato imbarazzi fra la Famiglia, gli Agnelli-Elkann, ora come non mai dubbiosi sulle capacità dell’organigramma societario.
Adesso, prima di tutto c’è da concludere un campionato e portare a casa una non scontata, visto il momento, qualificazione alla Champions League, poi c’è da ripensare un progetto e probabilmente ripartire dalle poche certezze rimaste. Il primo tassello sarà la scelta del nuovo condottiero che guiderà la traballante nave bianconera, che al momento assomiglia ad una caravella in un mare forza nove; scelta che già sta creando dubbi e discordanze fra gli stessi dirigenti. Già il turbillon confuso e vorticoso di una ridda impressionante di nomi, ha iniziato a riempiere le pagine dei quotidiani, che però non danno delle sicurezze certe e univoche. Oggi c’è Spalletti, domani sarà la volta di Prandelli, ieri era di moda Conte, ma di concreto e reale nulla di nulla e più passa il tempo e più il popolo bianconero, disorientato davanti a tanta dimostrazione di pressappochismo e superficiale programmazione, esprime chiaramente tutto il suo disappunto per errori che non devono appartenere e non sono mai appartenuti ad una società vincente e che ha sempre dato esempio di serietà e competenza manageriale e sportiva. Forse la Juventus più che un allenatore, avrebbe bisogno di decisioni forti, di una serie di persone che possano davvero fare valere quel surplus derivante dal fatto di chiamarsi Juventus, quel valore aggiunto di competenza dimostrata sul campo e sopratutto quel sovrappiù di arguzia sul piano squisitamente tecnico, e non freddi burocrati attenti sul piano delle spese; in fondo parliamo di una società fra le più ricche al mondo. Arrivare a queste conclusioni e cercarvi di porvi rimedio, costituisce già un passo in avanti verso il raggiungimento di obiettivi che spettano a una società di tale levatura.