Archivio per maggio 2009

Serie A

Cala il sipario: Milan in Champions, Torino in B. Ibra capocannoniere

ibrahimovic
Ibra cannoniere con 25 gol
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ROMA - Con la 38° giornata si conclude il campionato di Serie A 2008/2009. Giornata di verdetti e di addii, con ben 43 gol segnati. L’Italia saluta due grandi campioni, Luis Figo e Paolo Maldini, entrambi all’ultima gara prima del ritiro. Anche Torino tributa l’ultimo saluto a Pavel Nedved, anche se il calciatore ceco probabilmente proseguirà la sua carriera altrove, e lo stesso accade a Roma, dove i giallorossi salutano Christian Panucci in scadenza di contratto. Per quanto riguarda i verdetti, alla Fiorentina non riesce l’ultimo miracolo e al Toro non basta il cuore per centrare la salvezza. I viola avevano bisogno di battere i rossoneri con almeno due gol di scarto, mentre ai granata serviva una vittoria a Roma e che il Bologna non battesse il Catania. Nessuna di queste ipotesi si è verificata: il Milan si impone al Franchi per 2-0, il Torino perde per 3-2 a Roma e il Bologna stravince in casa con il Catania per 3-1. Nella passerella-scudetto a San Siro, l’Inter batte per 4-3 l’Atalanta al termine di una gara intensa e spettacolare e salva così l’imbattibilità casalinga del suo allenatore Mourinho. Ibrahimovic con una doppietta si porta a quota 25 gol, laureandosi capocannoniere del campionato. La Juventus consolida il secondo posto battendo in casa per 2-0 la Lazio, mentre il Genoa saluta Milito e Thiago Motta con un roboante 4-1 sul Lecce. Gli altri risultati: Udinese - Cagliari 6-2,  Napoli - Chievo 3-0,  Palermo - Sampdoria 2-2 e Reggina - Siena 1-1.

Fiorentina - Milan 0-2

Il Milan centra il terzo posto ed evita così il pericolo dei preliminari di Champions nella partita che segna il sicuro addio di Carlo Ancelotti, diretto a Londra sponda Chelsea, di Paolo Maldini e forse anche di Kakà e Pirlo. Nel primo tempo i rossoneri sembrano essere scesi in campo con l’obiettivo dello 0-o, mentre i viola tentano la strada del pressing. Nel primo tempo il Milan si rende pericoloso soprattutto con Flamini, che colpisce anche una traversa, mentre la Fiorentina ci prova con Gilardino. Nel secondo tempo, la squadra di Prandelli non riesce più a chiudere gli spazi come nel primo e Kakà riesce a trovare lo spazio per segnare il gol dell’1-0. A questo punto la Fiorentina non riesce più a reagire, così Ancelotti mette dentro Pato per cercare di chiudere il match. Cosa che puntualmente accade: al 31′ Kakà gli apre un’autostrada verso la porta di Frey e il giovane brasiliano mette dentro il 2-0 senza farsi pregare. La gara finisce con l’abbraccio del Franchi a Paolo Maldini.

Inter - Atalanta 4-3

L’Inter è determinata a chiudere il campionato con una vittoria e a regalare al suo fuoriclasse Ibrahimovic il titolo di capocannoniere. Dal canto suo, l’Atalanta non è per nulla disposta a fare da comparsa alla festa-scudetto dell’Inter. Inter - Atalanta è dunque, dall’inizio alla fine, una partita viva e soprattutto vera. L’altro protagonista, oltre a Ibra, è Luis Figo che oggi ha dato ufficialmente il suo addio al calcio giocato. Per l’occasione Zanetti gli cede la fascia di capitano. Al 6′ minuto Muntari, tra i migliori in campo oggi, apre le marcature sfruttando una respinta corta del portiere Atalantino Consigli su un traversone proprio di Figo. Vantaggio che dura poco: al 10′ su corner, la difesa interista dimentica Doni in area che di testa trafigge Julio Cesar. A questo punto la partita si accende definitivamente: 2 minuti dopo, nuovo vantaggio firmato Ibrahimovic, imbeccato perfettamente da un lancio millimetrico di Cambiasso, ma l’Atalanta riacciuffa il pareggio grazie ad un gran gol di Cigarini. A 2 minuti dalla fine del primo tempo, Mourinho regala a Figo la standing ovation di San Siro, inserendo al suo posto Santon. Nel secondo tempo, l’Atalanta va clamorosamente in vantaggio grazie ad una stupenda punizione di Doni. L’Inter non ci sta a chiudere il campionato con una sconfitta, che interromperebbe anche la striscia di imbattibilità casalinga del suo allenatore. Dentro così Crespo e Maicon. A pareggiare i conti ci pensa Cambiasso con uno dei suoi classici gol in mischia. Poco dopo Ibra consacra il suo titolo di capocannoniere con un gran gol di tacco.

Juventus - Lazio 2-0

Ferrara chiude, con ogni probabilità, la sua avventura alla Juventus ma lo fa con una vittoria che vale il secondo posto per la formazione bianconera. Juventus - Lazio sarà comunque ricordata come l’ultima partita di Pavel Nedved in maglia bianconera, anche lui come Luis Figo salutato dal suo pubblico con tutti gli onori. Il ceco lascia la Juve dopo 327 presenze e 65 gol. Mattatore della giornata è Vincenzo Iaquinta, autore di una doppietta. La Lazio, in vacanza anticipata dopo la vittoria della Coppa Italia, ci prova solo nel secondo tempo, quando colpisce un palo con il giovane Kozac. Ferrara conclude dunque la sua mini-permanenza sulla panchina della Juventus con 2 vittorie, 5 gol segnati e 0 subiti. Basteranno per la riconferma?

Genoa - Lecce 4-1

Gara degli addii anche a Marassi. Il pubblico genoano saluta le sue stelle Diego Milito e Thiago Motta, già acquistati dall’Inter, con una frase di De André: “Meglio lasciarsi che non essersi mai incontrati”. Alle lacrime segue comunque la festa per l’Europa conquistata dopo 17 anni dall’ultima volta. Milito prova ad ogni modo ad inseguire il suo futuro (forse?) compagno di squadra Ibrahimovic nella classifica cannonieri. Al 22′ Jankovic apre le danze, segnando la rete dell’1-0. 10 minuti dopo, un Lecce già retrocesso e demotivato riesce insperatamente a pareggiare con un gol di Tiribocchi. A questo punto sale in cattedra “El Principe”: prima si rende protagonista di un assist per Criscito e poi di una doppietta che fissa il punteggio sul definitivo 4-1.

Roma - Torino 3-2

Dopo 3 anni in Serie A, i granata ritornano nella serie cadetta. I giallorossi invece, già matematicamente sesti, si limitano a festeggiare l’aggancio di Boniperti da parte di Totti al decimo posto nella classifica dei marcatori di tutti i tempi in Serie A, a quota 178 gol. Il Torino deve fare a meno di sette squalificati (Ogbonna, Pratali, Pisano, Diana, Bianchi, Abatev e Dzemaili) e di 4 infortunati (Corini, Saumel, Stellone e Zanetti). Risultato: manda in campo Rosina e Ventola non al meglio, e in panca si porta 3 Primavera.Vailatti illude inizialmente il Torino, ma le notizie che arrivano dal Dall’Ara non lasciano scampo. Così il Toro subisce prima il pareggio di Menez e poi il 2-1 di Vucinic. Nel finale Totti su rigore fa 3-1 mentre a poco servirà il 3-2 firmato Ventola.

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Il Bologna festeggia la serie A
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Bologna - Catania 3-1

Il Bologna è padrone del proprio destino. Il 5-2 rifilato qualche mese fa al Torino gli regala il vantaggio negli scontri diretti e quindi un virtuale punto in più che gli permette di poter giocare per lo stesso risultato dei rivali. Il Catania, dal canto suo, non ha mai fatto grandi cose in trasferta: solo 9 punti su 54 disponibili. E anche questa volta non fa eccezione. Dopo pochi minuti, il felsinei sono già in vantaggio grazie a Mingazzini. Al 26′ arriva il raddoppio firmato Terzi, dimenticato colpevolmente dalla difesa etnea. Nel secondo tempo la squadra di Zenga, alla sua ultima panchina catanese, tenta di riacciuffare il match e accorcia le distanze con Morimoto. Gol inutile perché poco dopo Di Vaio ristabilisce le distanze e firma, così, la salvezza del Bologna.

Udinese - Cagliari 6-2

Tanti gol e punteggio tennistico chiudono la sfida tra due delle più belle realtà del campionato di Serie A. La squadra di casa, di fatto, dopo il primo quarto d’ora ha già chiuso il match. Asamoah, Pepe e Floro Flores portano il punteggio sul 3-0. Nel secondo tempo il Cagliari ha un sussulto di orgoglio e tenta di riaprire la partita o di limitare almeno il passivo. Così prima Acquafresca si guadagna e trasforma un penalty, poi Parola mette dentro il gol del 2-3. La rimonta viene però soltanto sfiorata. Prima Pasquale, poi Quagliarella e infine Ighalo fissano il punteggio sul definitivo 6-2. Con il gol probabilmente Quagliarella dice addio al Friuli.

Napoli - Chievo 3-0

Il Napoli di Donadoni chiude un campionato travagliato con una vittoria, al seconda da quando siede sulla panchina partenopea. Lo fa contro un Chievo che, dopo la salvezza nella scorsa giornata, è già in vacanza anticipata. Il clima è quasi da amichevole in campo, ma non si può dire altrettanto sugli spalti, dove i pochi tifosi venuti ad assistere al match contestano pesantemente la squadra e la società. La partita sostanzialmente viene chiusa in 18 minuti, a segno Montervino, Bogliacino e Pià. Prove confortanti anche di Hamsik e Lavezzi, che nel post-partita ha dichiarato di voler restare a Napoli.

Palermo - Sampdoria 2-2

Tempo di saluti anche a Palermo. Sia Mazzarri che Ballardini annunciano l’addio alle rispettive panchine. Palermo e Sampdoria terminano il loro campionato con una partita divertente, ricca di gol e di occasioni. I rosanero si portano sul 2-0 grazie ai gol di Miccoli e Succi. Nel secondo tempo Pazzini propizia la rimonta, Cassano la sfiora ma il suo gol viene giustamente annullato per posizione di fuorigioco, Stankevicius invece la completa. Sui due gol del Palermo evidenti gli errori del giovane portiere Fiorillo.

Reggina - Siena 1-1

Gara che non ha più nulla da dire per nessuna delle due compagini. I toscani sono già ampiamente salvi e i calabresi già retrocessi da un po’. Così i due tecnici optano per la linea giovane e regalano la vetrina ad alcuni talenti dei propri vivai. Il pubblico sugli spalti fischia e contesta la società e il ritmo in campo è lento e macchinoso. La Reggina si porta avanti con Stuani su calcio di rigore, il Siena pareggia i conti con il solito Maccarone. Nel finale il Siena resta anche in 10 uomini: l’esordiente Scoditti espelle infatti Calaiò per doppia ammonizione, la seconda per aver accentuato un contatto in area.

Serie B

Tempo di verdetti in B: Pisa in Lega Pro, il Livorno salva il 3° posto

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Zambrella condanna il Pisa

Finiti i “tempi regolamentari” il campionato di Serie B questo sabato ha emesso i suoi verdetti: il Pisa è la terza squadra, dopo Avellino e Treviso a retrocedere direttamente, mentre Ancona e Rimini si giocheranno una chance di permanenza in cadetteria tramite i play out. Non riesce il Sassuolo ad accedere ai play off, con Livorno, Brescia, Empoli e Grosseto che si daranno battaglia per la massima serie. Ultimo un applauso al Modena che ha disputato un girone di ritorno senza eguali, centrando la salvezza diretta, secondo per bottino di punti solo al Bari-extraterrestre di Antonio Conte.

Albinoleffe - Ancona 3-4

Vittoria in rimonta per l’Ancona, che dopo aver subito il doppio svantaggio, ad opera di Ruopolo (25°) e Perico (58°), entrambi di testa, accorcia le distanze con Colacone (60°), anche lui di testa. I lombardi non ci stanno e allungano di nuovo, questa volta con Cisse che firma il 3 a 1 al 68°. Sembra finita per i marchigiani che però in 2 minuti riequilibrano le sorti del match, prima con Mastronunzio (70°),  che brucia con il destro il portiere dell’Albinoleffe e poi con De Falco (72°) lasciato libero sul dischetto del calcio di rigore. Il goal del definitivo sorpasso, che lascia accese speranze di salvezza, mentre condanna alla retrocessione diretta il Pisa, lo firma al 90° Rizzato.

Ascoli - Livorno 2-3

Il Livorno centra l’obiettivo minimo, cioè il terzo posto grazie a Tavano che raddrizza una partita messa sui binari sbagliati. Il vantaggio dell’Ascoli arriva ad inizio ripresa con Belinghieri (47°), abile a raccogliere un cross rasoterra da destra e a bruciare la difesa amaranto. Ci pensa però Diamanti a piazzare una bomba da fuori area sul secondo palo che l’estremo difensore marchigiano può solo guardare insaccarsi nella rete (55°). Il Livorno però non ha fatto i conti con Soncin, che si infila nella difesa avversaria come un coltello caldo nel burro e dopo averli saltati tutti batte a rete per il nuovo vantaggio dei padroni di casa (77°). Il pareggio è questione di un attimo (79°) e Tavano è il marcatore che raccoglie sul secondo palo un cross di Diamanti. Il goal partita è ancora di Tavano che al 90° raccoglie da Danilevicius e piazza il goal che permette ai toscani di mantenere la 3° posizione e a lui di siglare il suo 24° personalissimo centro stagionale.

Avellino - Empoli 0-1

L’Empoli arriva al 5° posto e si gioca assieme a Livorno, Grosseto e Brescia un posto per la massima serie. Vince con il minimo scarto contro un già retrocesso Avellino. il goal partita è di Saudati, che riceve un cross rasoterra dalla sinistra e di tacco insacca a due passi dalla linea di porta (75°).

Bari - Treviso 4-1

Il Bari travolge un Treviso già retrocesso. Apre le danze Guberti su bell’assist di Barreto dopo 180″. I veneti pareggiano con Musetti al 14°, che trova una deviazione bella quanto fortunata. Ma la squadra di Conte vuole regalare al proprio pubblico per l’occasione una bella partita e ci riesce quando già al 26°, ancora Guberti batte il portiere ospite, ancora servito da Barreto. Nella ripresa c’è gloria anche per Caputo che libera un bel tiro da appena dentro l’area di rigore (49°) e per Barreto, che dopo essere stato per due volte uomo assist, sigla ribattendo un rigore parato da lui stesso.

Cittadella - Rimini 2-0

Il Rimini rischia seriamente la Lega Pro, in una giornata dove ai romagnoli bastava un pareggio o una sconfitta per 2 a 1. Il Cittadella, si salva meritatamente alla fine dei 90′. I padroni di casa vengono fuori nel secondo tempo, dopo che nel primo tempo i romagnoli avevano centrato 2 legni con Docente. Carparelli al 53° apre le marcature con un tiro da fuori area che Agliardi può solo guardare insaccarsi alla sua destra. Il raddoppio al 78° con bomber Meggiorini alla sua 18° marcatura, che raccoglie un pallone dal fondo, dopo una bella azione sulla sinistra.

Grosseto - Frosinone 2-1

Il Grosseto centra dei playoff storici sotto il segno del cileno Cordova autore di una doppietta. Il vantaggio toscano arriva su punizione, sulla quale il cileno piazza un tiro chirurgico alle spalle del portiere ciociaro (39°). Scarlato al 50° riporta il match in parità, abile a raccogliere e scaricare in fondo la rete un calcio d’angolo. Ma per il Grosseto oggi è giornata di festa, soprattutto per Cordova che all’82° si inventa un’altra magia e dal limite dell’area trova un tiro al volo tanto bello quanto importante per il definitivo 2-1.

Mantova - Salernitana 1-1

Punti che evitano i play-out tra Mantova e Salernitana. I lombardi sbloccano il match dopo 14′, con Godeas che insacca di testa sul palo lontano, decisamente ritrovato dopo una seconda parte di campionato anonima. Gli ospiti giungono al pareggio al 32° con Ganci, l’uomo in più della Salernitana in queste ultime giornate con 5 goal nelle ultime 4 partite, che raccoglie di testa sulla linea di porta.

Pisa - Brescia 0-1

Il Pisa è condannato alla Lega Pro, grazie al goal al 90° di Zambrella lasciato solo in mezzo l’area di rigore e al goal dell’Ancona a tempo scaduto contro un già appagato Albinoleffe. I toscani  non riescono a sfruttare una superiorità numerica importante in quanto già al 18° i bresciani rimangono in 10 per l’espulsione di Vass per doppia ammonizione.

Sassuolo - Parma 2-2

Si illude il Sassuolo di poter agganciare i play-off. Dopo essere andato in vantaggio con Noselli e Martinetti (23° e 28°), entrambi di testa (il primo su angolo di Salvetti, il secondo su azione), il Sassuolo si fa raggiungere allo scadere. Il Parma prima accorcia con Leon su calcio di rigore (31°), poi con Reginaldo firma il 2 a 2 finale allo scadere con un bellissimo sinistro a giro da fuori area.

Triestina - Modena 0-1

Un tiro al bersaglio quello che il Modena ha effettuato sul portiere della Triestina Agazzi, che dopo essere stato super ed aver parato un rigore ai Canarini, si deve arrendere a 6′ dalla fine a Pinardi che sigla il goal vittoria e sopratutto il goal salvezza, meritatissimo, per gli emiliani, contro una Triestina che arrivata ai margini della zona play-off ha mollato la presa incredibilmente.

Vicenza - Piacenza 1-2

Il Vicenza dopo aver assistito ai funerali del tifoso scomparso dopo l’episodio di Parma, subisce una sconfitta nella partita ininfluente con il Piacenza. Ospiti in vantaggio con una bella punizione di potenza di Passoni al 38°. Sorti del match ristabilite ad opera di Rigoni 1′ più tardi bravo a raccogliere ai limite dell’area di rigore un buon assist e a scaricarlo di precisione in rete. Nella ripresa Passoni, ancora su punizione, porta in vantaggio il Piacenza per il definitivo 1-2  a 9′ dal termine.

Genoa

Crespo-Genoa, trovato l’accordo. In arrivo anche Quaresma

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Crespo-Genoa: manca solo l’ufficialità
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GENOVA - Crespo è un giocatore del Genoa, parola di Enrico Preziosi. Manca ancora la conferma ufficiale ma le parole del presidente rossoblu non lasciano più spazio a dubbi. L’argentino, 34 anni, ha firmato un contratto biennale col Grifone che il prossimo anno giocherà l’Europa League.

BIENNALE - “Crespo diventerà presto un calciatore del Genoa - si legge in una nota del sito ufficiale rossoblu -. Ci siamo incontrati con il suo procuratore Hidalgo e abbiamo raggiunto un accordo che verrà ratificato nei tempi e nelle modalità previste dai regolamenti. Siamo molto soddisfatti”.
I dettagli del trasferimento sono stati resi noti dallo stesso Hidalgo. “Abbiamo raggiunto l’accordo per un contratto biennale con il Genoa. Questa è una dimostrazione di fiducia importante per Hernan. La Fiorentina? Ha fatto un’offerta bassa e solo per un anno. Crespo è felicissimo di arrivare al Genoa - continua Hidalgo - ieri ha già cercato casa, ha grande voglia di dimostrare il suo valore in Italia e in Europa, in una stagione importante come quella che precede il mondiale”.

QUARESMA - Al Grifone potrebbe approdare un altro nerazzurro, Ricardo Quaresma. Il portoghese silurato dall’Inter, non ha sfoderato le sue qualità neanche al Chelsea dove era finito in prestito col mercato di gennaio. “La questione Quaresma - ammette Preziosi - è molto semplice: gli accordi tra le società sono già presi e fatti, quello che manca è la firma del giocatore. Io non credo che ci saranno grandissime difficoltà, ma la prossima settimana affronteremo il tutto per risolverle. Gli arrivi di Quaresma e Crespo - conclude il numero uno rossoblu - spero che possano far si che cresca un grande Genoa. Bisogna sempre vedere gli acquisti come si comportano sul campo”.

Copa Libertadores

Quarti Libertadores: colpo Estudiantes, Nacional frena il Palmeiras

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Desabato firma il blitz dell’Estudiantes

Si sono giocati martedì e mercoledì notte i match d’andata dei quarti di finale di copa Libertadores. In attesa delle gare di ritorno che si disputeranno tra ben tre settimane (17-18 giugno) andiamo a vedere quanto successo.
-guarda i video delle quattro partite sul nostro profilo di Facebook cliccando QUI-

Caracas - Grêmio 1-1
Rischiano grosso i brasiliani in Venezuela, ma alla fine strappano un ottimo pareggio in vista del ritorno a Porto Alegre. Il sorprendente Caracas avrebbe infatti meritato la vittoria di fronte al proprio pubblico. La formazione di Noel Sanvicente parte fortissimo, trovando subito il vantaggio con un colpo di testa del difensore Cichero sugli sviluppi di un calcio di punizione (9′). I venezuelani sono ben messi in campo, girano la palla velocemente e irretiscono la manovra ospite, che non riesce a trovare il proprio ariete Maxi Lopez. La pressione è costante, ma non viene concretizzata come al 65′, quando Rodrigo Prieto non segna praticamente a porta sguarnita. Dopo un legno a testa, al secondo tiro in porta di serata, il Gremio trova l’1-1 con l’inzuccata -anch’essa su calcio da fermo- di Fabio Santos. E’ una vera e propria mazzata per i locali, che rischiano il tracollo nel finale sulla conclusione di Alex Mineiro. A Porto Alegre servirà un mezzo miracolo.

Cruzeiro- São Paulo 2-1
Va alla Raposa il primo atto del combattutissimo derby carioca. La prima frazione è all’insegna del tatticismo: da una parte Jean segue come un’ombra il fantasista Ramires, dall’altra la mediana locale ’soffoca’ il cervello del Tricolor Hernanes. E’ il Cruzeiro a farsi più pericoloso, specialmente con Gerson Magrao, e a trovare il meritato vantaggio al 44′ con il colpo di testa di Leonardo Silva sugli sviluppi di un corner. Il gol è una sveglia per la formazione di Ramalho che inizia la ripresa con un piglio diverso. La reazione dei campioni carioca è affidata a Washington che prima ’spaventa’ Fabio, bravo in uscita, poi lo fulmina ribadendo in rete una sua respinta sull’inzuccata di Dagoberto. Il derby si accende e le occasioni fioccano da una parte e dall’altra.  E’ solo il debuttante Ze Carlos, però, a trovare ancora la via del gol al 19′ a termine di una bella triangolazione, e riportare in vantaggio i locali. Il finale è concitato: il San Paolo va vicino al nuovo pareggio, ma la truppa di Batista sciupa una chanche ghiottissima al 90′. Finisce 2-1, risultato tutto sommato più che giusto che lascia il discorso qualificazione aperto in vista del ritorno.

Defensor Sporting- Estudiantes La Plata 0-1
Colpaccio degli argentini che ipotecano il passaggio alle semifinali. Un colpo in mischia del centrale Leandro Desabato su punizione di Veron permette infatti all’undici allenato da Astrada di espugnare il “Centenario” di Montevideo ed affrontare con più tranquillità il ritorno. Agli uruguaiani, invece, servirà un altro miracoloso blitz come quello degli ottavi alla “Bombonera”, anche se i segnali non sono stati incoraggianti. Dopo un buon avvio, infatti, non si è più vista la squadra capace di battere a domicilio il Boca. I tentativi di rimonta son affidati a lanci lunghi e a mischie furibonde, come quella che porta alla doppia espulsione di Curbelo (Defensor) e Angeleri (Estudiantes). L’Estudiantes amministra e Andujar non è mai  costretto ad interventi decisivi; anzi, è il bomber platense Boselli a centrare la traversa dopo una bella azione personale.

Palmeiras- Nacional 1-1
La sorpresa di questi match d’andata arriva dal “Palestra Italia”. Un ottimo Nacional coglie un preziosissimo quanto meritato pari nel finale e inguaia il Verdao di Luxemburgo, costretto ora a vincere in Uruguay o a pareggiare segnando almeno due reti. Gli uomini di Pelusso impongono il loro gioco, mettendo in difficoltà i brasiliani soprattutto sui calci da fermo, con  il numero uno carioca Marcos costretto sovente agli straordinari. Sono i brasiliani, però, a metter la testa avanti con un gran destro da fuori di Diego Souza su cui Viera è tutto fuorchè impeccabile (55′). Quando la beffa sembra ormai materializzarsi, gli ospiti trovano il pari con un piattone di Sergio Garcia, ben servito in profondità da Morales (80′). L’assalto finale del Verdao è inutile, il Nacional torna a casa con un ottimo risultato.

Amarcord di calcio, Calcio

Superteam: Boca Juniors

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La prima formazione del Boca Jrs nel lontano 1905

Il Boca, la Boca. Difficile scindere la squadra dal barrio, quel lembo di terra a sud di Buenos Aires bagnato dal Riachuelo, approdo alla fine dell’Ottocento dell’immigrazione italiana, soprattutto genovese,  in Argentina. Ecco, parlare del Boca Juniors significa non dimenticarne mai le origini. Xeneizes, genovesi, anche di là dell’Atlantico. Tempi duri, quei tempi, storie di emigranti, di uomini in cerca d’autore, di un futuro, di una nuova casa. Storie non sempre felici, anzi soffocate nel sangue e condite dall’orgoglio. Anno domini 1872, operai genovesi in lotta contro i padroni e la repressione della polizia, bandiera della Superba in mano, occupano il quartiere ed inviano al re d’Italia Vittorio Emanuele II una lettera, in cui gli notificano che da quel momento il suo regno comprendeva anche “un sobborgo americano, la Repubblica della Boca”.

La Boca, il Boca. Da gente così non poteva che nascere una squadra di lotta e di popolo, ben lontana dai rivali di sempre, i millonarios del River Plate. 13 aprile 1905, un gruppo di giovani rapiti dal nuovo gioco portato dai marinai inglesi decidono di metter su una squadra: si chiamano Esteban Baglietto, Alfredo Scarpatti, Santiago Pedro Sana e i fratelli Farenga. Primo scoglio il nome: proposte? “Figli d’Italia”, “Stella d’Italia“, perchè non “I difensori della Boca”? Ma sono tutti ragazzi, benchè guerrieri nello spirito: Boca Juniors calza a pennello. Secondo problema: i colori sociali. Bianco e blu. Scelta poco felice, sono i colori del Boerio, un sodalizio rivale. Si decide per uno spareggio risolutore: il Boca perde. Punto e a capo… Secondo la leggenda fu Juan Brichetto a risolvere la questione. Un giro al porto e un piroscafo battente bandiera svedese, giallo e blu. Perchè no? Il mito può cominciare.

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La “Bombonera”

Nel 1919 è già scudetto. Certo, le strutture son quelle che sono e il torneo è amatoriale, ma non per questo vale di meno. Saranno sette alla fine i titoli prima dell’approdo al professionismo, nel 1931. Ma la musica non cambia, gli xeneizes sono anche i primi campioni pro. Nel mezzo la tournée europea del 1925. 19 partite tra Spagna, Francia e Germania. Bilancio: 15 vittorie, un pareggio, 3 sconfitte. Tra gli scalpi nobili, quelli del Real e dell’Atletico Madrid, sotto gli occhi, e tra gli applausi, di re Alfonso XII. Tra gli eroi dell’impresa il cannoniere Seoane, il capitano Elli e il portiere Americo Tesorieri. Tornato in patria la Federazione proclamerà il Boca ”Campeon de Honor”, per i servizi spesi all’estero.

Nel 1940 si inaugura il nuovo stadio, un tempio degno di una grande squadra: la “Bombonera“. Una curiosità, lo stadio era stato costruito dove sorgeva una fabbrica di mattoni che, tra le materie prime, usava la bosta de caballos, lo sterco di cavallo. I tifosi del River e dell’Independiente non gliel’hanno mai perdonata: xeneizes? Bosteros… Un marchio d’infamia per i rivali, un vezzo per i boquensi.

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Juan Carlos Lorenzo con la prima storica Libertadores

Se in patria il suo mito è sempre oscurato dai borghesi del River Plate, la sua grandezza il Boca Juniors se la costruisce all’estero. Con il Milan, infatti, gli xeneizes sono la squadra con più titoli internazionali, 18. Prima squadra argentina ad arrivare in finale della Copa Libertadores nel 1963, battuti dal Santos di Pelè (nientepopodimeno…), il Boca deve attendere il 1977 per aggiudicarsi il massimo alloro latino-americano: in panchina un santone, Juan Carlos Lorenzo. Scaramantico ai limiti dell’assurdo (lo si ricorda anche in Italia per i suoi siparietti a Roma), Lorenzo costruisce una squadra perfetta che unisce ritmo e gioco maschio ed è letale in contropiede, capace di vincere i campionati Metropolitano e Nazionale nel 1976. Un anno dopo, come detto, cade, matura, la prima Libertadores regolando in finale i brasiliani del Cruzeiro vincendo ai rigori la bella di Montevideo. Un anno dopo è subito bis. Questa volta in finale ci sono i malcapitati colombiani del Deportivo Calì: 0-0 all’andata, 4-0 al ritorno grazie a Salinas, Mastrangelo e Perotti (doppietta). A marzo era in compenso già arrivata la ciliegina sulla torta: quell’Intercontinentale che i campioni europei del Liverpool avevano disertato a causa del gioco “amichevole” degli argentini. Al loro posto i tedeschi del Borussia Mönchengladbach, finalisti in Coppa dei Campioni. In casa, il Boca deve accontentarsi del 2-2, ma è nel ritorno di Karlsrhue che Lorenzo costruisce il miracolo. Da fine stratega lascia campo ai panzer tedeschi per colpirli in contropiede dopo averne saggiamente sabotato la manovra (passateci il gergo “militaresco”). Finirà 3-0 grazie ad una doppietta di Salinas e a Mastrangelo.

Negli anni Ottanta il Boca è stato Luis Cesar Menotti e Oscar Tabarez, santoni del calcio sudamericano male adattati da noi, ma soprattutto è stato Diego Armando Maradona, anche se per una sola stagione. Anno domini 1981 Dieguito firma 28 gol in 40 partite e vince lo scudetto, prima di passare al Barcellona per ragioni di bilancio. Già il bilancio: in suo onore se ne sono andati in tanti: da BatistutaCaniggia fino a Samuel e Tevez. Gente che ha fatto la fortuna delle squadre che hanno creduto in loro, i ragazzi della Boca; gente che ha dato tanto alla causa. A Romancito Riquelme, croce e delizia degli ultimi 10 anni boquensi è legato un altro nome: quello di Carlos Bianchi, il suo scopritore, l’edificatore del Boca più forte di tutti i tempi. E secondo tradizione, un fallimento oltreoceano (non capì Totti…).

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Carlos Bianchi, il santone due volte campione del mondo

A cavallo del millennio Bianchi doveva fare le nozze con quello che aveva…non fichi secchi, ma casse vuote. E lo fece benissimo, portando la squadra ripetutamente ai massimi allori. In porta un bizzoso colombiano, Oscar Cordoba, in difesa il mastino Samuel, Cagna a mordere, Riquelme ha inventare e Palermo a castigare. Nel 1999 i Bianchi-boys riportano a casa un titolo che mancava dal 1992, facendo bottino pieno (Apertura più Clausura); un anno dopo ecco la terza Libertadores, la seconda ai rigori, contro i brasiliani del Palmeiras: 2-2 a Baires (doppietta di Arruabarrena); 0-0 nel ritorno a San Paolo. Ai rigori Boca vincitore per 4-2. Un anno dopo è ancora bis… e ancora ai rigori. I rivali sono i messicani della Cruz Azul. Il Boca va a vicere all’Azteca 1-0 grazie a Delgado, ma cade in casa con lo stesso risultato… Cordoba, tra i pali, ancora una volta è l’eroe di giornata e consegna la quarta Libertadores ai suoi. Tra i due titoli arriva anche, soprattutto, l’Intercontinentale: di fronte i galacticos del Real Madrid di Figo, Roberto Carlos e Raul, fulminati nei primi cinque minuti da Martin Palermo e poi irretiti nel possesso del Boca.

Un gruppo fantastico, quello costruito da Bianchi, capace di vincere pur perdendo i suoi idoli: Samuel e Burdisso emigrano in Italia; Palermo, Cagna, Ibarra, Riquelme in Spagna eppure la festa è sempre qui: nel 2003 ecco la quinta “pera”. Dopo quarant’anni il Boca può prendersi la ricincita su un Santos di nuovo competitivo. O’Rey è ormai lo sbiadito passato, ma ci sono Robinho e Diego, nuovi astri verdeoro contesi dai principali club europei. Entrambi continuano a ripetere: andremo in Europa, ma solo dopo aver riportato la Libertadores a casa. Non ci riusciranno… troppo forte quel Boca: Delgado con una doppietta chiude i giochi già nell’andata alla Bombonera, ma è al Morumbi che si scrive la storia… Tevez, Delgado e Schiavi zittiscono le cicale brasiliane, il gol di Alex serve soltanto per gli almanacchi… In dicembre, per la terza volta (la seconda in tre anni), il Boca Juniors sale sulla cima del mondo: questa volta gli avversari sono gli italiani del Milan, non ancora schiavi del joga bonito, ma comunque pieni di campioni (Shevchenko, Kaka, Pirlo, Maldini e compagnia cantante). Ancora una volta il pronostico è a senso unico… Ancora una volta i rigori saranno benevoli con Cagna e compagni. L’eroe questa volta non è Cordoba, ma Abbondanzieri, capace di ipnotizzare Pirlo, Seedorf e Costacurta (memorabile la sua “zappata”). Particolare degno di nota: dal 1996 (anno della sentenza Bosman e dell’inizio dell’esodo di massa di sudamericani verso l’Europa) al 2004 (ultima Intercontinentale), il Boca di Bianchi è stata l’unica squadra di là dell’Atlantico ad imporsi a Tokyo… Onore al merito.

Siamo ormai ai giorni nostri…Bianchi non è più in panchina e Palermo e Riquelme son tornati alla base dopo esperienze contraddittorie in Spagna. C’è ancora il tempo per parlare dell’ultimo sigillo in Libertadores (il sesto), nel 2007 contro il Gremio (3-0 in casa, 2-0 a Porto Alegre), o dei nuovi talenti sfornati da un vivaio che sembra inesauribile (Palacio, Gago e Banega)… In realtà dopo dieci anni di trionfi il ciclo iniziato nel 1998 sembra al termine. Un ciclo strepitoso, che ha portato, oltre a quattro Cope Libertadores e due Intercontinentali, 7 campionati argentini, 2 Cope Sudamericane e 3 Recope Sudamericane. Palermo e Riquelme non bastano più, l’allenatore Ischia è contestato dai tifosi, in campionato la Boquita stenta e l’obbiettivo Libertadores, fertile terreno di caccia, è svanito sotto i colpi del Defensor Sporting. Eppure alla Boca hanno visto momenti peggiori… L’orgoglioso xeneize risorgerà ancora una volta…

Palmarès

7 Campionati Amatoriali: 1919, 1920, 1923, 1924, 1925 (Copa de Honor), 1926, 1930
23 Campionati Argentini: 1931, 1934, 1935, 1940, 1943, 1944, 1954, 1962, 1964, 1965, 1969 (Copa Argentina), 1969 Nacional, 1970 Nacional, 1976 Metropolitano, 1976 Nacional, 1981 Metropolitano, 1992 Apertura, 1998 Apertura, 1999 Clausura, 2000 Apertura, 2003 Apertura, 2005 Apertura, 2006 Clausura, 2008 Apertura

3 Coppa Intercontinentale: 1977, 2000, 2003
6 Copa Libertadores: 1977, 1978, 2000, 2001, 2003, 2007
2 Copa Sudamericana: 2004, 2005
4 Recopa Sudamericana: 1990, 2005, 2006, 2008
1 Supercopa Sudamericana: 1989
1 Supercopa Masters: 1992
1 Copa de Oro: 1993

Milan

Milan, inizia l’era Leonardo. Lunedì l’annuncio

leonardo

Leonardo pronto a subentrare ad Ancelotti

Milano- Leonardo come Guardiola. E’ questa l’intenzione di Berlusconi e del Milan, pronti a dar il definitivo addio, dopo otto anni di successo, a Carlo Ancelotti. Salvo scossoni dell’ultima ora, il tecnico di Reggiolo tenterà l’avventura londinese al Chelsea di Abramovich, mentre la scottante panchina rossonera verrà affidata al giovanissimo ed inesperto 39enne carioca.

Salto al buio- Un milanista alla guida del Milan come da tradizione societaria, privo però del tutto di esperienza. Al contrario degli altri papabili -Rijkaard e Van Basten- l’ex fantasista non si è mai seduto in panchina, ricoprendo per ora soltanto incarichi di diverso tipo (osservatore per i campionati sudamericani). Il parallelo con Guardiola regge dunque fino ad un certo punto: certo, l’avvento del Pep è stato sì accolto con molto scetticismo in Catalogna vista l’inesperienza, ma perlomeno veniva da un anno di gavetta nel Barcellona B. Il suo ‘triplete’ coronato dal successo in Champions ha convinto però la dirigenza rossonera a dar il via ad un radicale progetto di rinnovamento partendo proprio dalla panchina, sebbene si tratti di un rischioso salto al buio.
All’orizzonte ci sono anche altri cambiamenti all’interno dello staff: Tassotti è riconfermato, ma sulle altre figure aleggia un grosso punto interrogativo, che verrà dissipato soltanto lunedì, a campionato concluso. Quel che è certo è che a Milanello sta per sorgere un nuovo ciclo, una nuova era dopo otto stagioni ‘ancelottiane’.

Calcio in Romagna, Cesena Calcio

Cesena e Bisoli insieme anche in B. Rinnovo fino al 2010

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Bisoli rinnova con il Cesena fino al 2010

Cesena- La telenovela è finita. Con grande sollievo e gioia del popolo bianconero, Pierpaolo Bisoli rimarrà alla guida del Cesena per un’altra stagione. Il trainer di Porretta Terme, dopo aver riportato il Cavalluccio in serie B, lo condurrà anche in cadetteria. L’accordo, valido fino a giugno 2010, è stato annunciato dal presidente bianconero Igor Campedelli e il responsabile dell’area tecnica Lorenzo Minotti.

L’ex tecnico di Prato e Foligno ha dunque ascoltato le ragioni del cuore, rifiutando diverse succose offerte da club di B, come rivela lui stesso: “Ho ragionato con il cuore, la passione, davanti alla professionalità. Quando farò l’inverso forse dovrò cambiare mestiere. Avevo ricevuto una buona offerta da un’altra squadra di serie B ma mi ero prefisso che prima avrei parlato con il Cesena. Resto qui per amore della piazza e di un programma che mi convince, potendo contare su un gruppo di giocatori che non andrà stravolto”. Il Cesena potrà così contare sul suo valido condottiero, il maggior artefice della promozione in B, e proseguire con il suo progetto. Il presidente Campedelli ha anche annunciato il nuovo ds, che sarà Antonio Recchi, 38 anni, figlio di Angelo ex portiere di Inter, Mantova e Cesena. Dopo questa lieta novella, la band Bisoli si appresta ad affrontare l’ultimo impegno stagionale, la finale di ritorno di Supercoppa di Lega Pro contro il Gallipoli. In Puglia l’andata si è chiusa sullo 0-0, lasciando aperto ogni risultato per il match del “Manuzzi”. Ma sabato (calcio d’inizio alle 20.30), comunque vada, sarà festa doppia per la promozione e il rinnovo dell’amatissimo tecnico.

Calcio Internazionale, Italia

Lippi, 8 novità tra cui Santon. Già noti 13 nomi per la Confederations

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Prima chiamata nella Nazionale maggiore per Santon

Roma- Convocazioni a 360° gradi per Marcello Lippi in vista dei prossimi impegni della Nazionale. Il ct azzurro ha infatti reso nota sia la rosa per l’amichevole del 6 giugno contro l’Irlanda del Nord che una prelista di 13 nomi per la successiva Confederations Cup. Ben otto i volti nuovi per la partita amichevole di Pisa: in primis il nerazzurro Santon (chiamato soltanto pochi mesi fa per la prima volta da Casiraghi nell’under 21), i difensori del Lecce Esposito e del Palermo Cassani, Biagianti (Catania), Galloppa (Siena), Mascara (Catania) e Pellissier (Chievo). Come annunciato dal ct, sono stati ‘ premiati’ in questo modo i giocatori che si sono messi in evidenza -senza badare alla carta d’identità, vista la chiamata del 18enne terzino interista- in campionato nei rispettivi club; contro l’Irlanda del Nord scenderà dunque in campo una sorta di Nazionale sperimentale.
Per l’avventura in Sudafrica, invece, Lippi si affida a 13 elementi della vecchia guardia, 10 dei quali campioni del mondo in Germania. La lista dei 23 verrà completata entro il 4 giugno, mentre il raduno a Coverciano è previsto due giorni dopo. Tra l’amichevole di Pisa e la partenza per il Sudafrica, l’Italia affronterà un altro test amichevole con la Nuova Zelanda.

I CONVOCATI CONTRO L’IRLANDA DEL NORD (Pisa, 6 giugno ore 20.30)

Portieri: De Sanctis (Galatasaray), Marchetti (Cagliari).
Difensori: Cassani (Palermo), Dossena (Liverpool), Gamberini (Fiorentina), Grosso (Lione), Esposito (Lecce), Legrottaglie (Juventus), Santon (Inter)
Centrocampisti: Biagianti (Catania), Brighi (Roma), D’Agostino (Udinese), Galloppa (Siena), Gattuso (Milan), Montolivo (Fiorentina), Palombo (Sampdoria)
Attaccanti: Foggia (Lazio), Mascara (Catania), Pazzini (Sampdoria), Pellissier (Chievo), Rossi Giuseppe (Villarreal).

PRELISTA CONFEDERATIONS CUP

Portieri: Buffon (Juventus), Amelia (Palermo)
Difensori: Cannavaro (Real Madrid), Chiellini (Juventus), Zambrotta (Milan)
Centrocampisti: Camoranesi (Juventus), De Rossi (Roma), Pepe (Udinese), Pirlo (Milan)
Attaccanti: Gilardino (Fiorentina), Iaquinta (Juventus), Quagliarella (Udinese), Toni (Bayern Monaco).

Calcio mercato, Milan

Milan, adieu Gourcuff. Il Bordeaux lo riscatta per 15 milioni

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Il Bordeaux riscatta Gourcuff

Bordeaux- A Milano era sottoutilizzato e forse sottovalutato, fagocitato dalla presenza di tante stelle e alle prese con un  difficoltoso impatto con il calcio italiano. In patria è esploso, disputando una stagione con i fiocchi ed avviandosi a riportare dopo 10 anni d’assenza il titolo nazionale a Bordeaux. Logico allora il club girondino abbia deciso di riscattare Yohan Gourcuff, nominato la scorsa settimana miglior giocatore della Ligue 1 2008-’09, versando nelle casse del Milan 15 milioni di euro come da clausola prestabilita. Ed è altrettanto normale che il fantasista transalpino abbia accettato di buon grado firmando un contratto quadriennale da 3,6 mln l’anno. Un investimento importante giustificato però dal rendimento e futuribilità del giocatore.

Stagione super e Nazionale- 12 gol, 10 assist, una Supercoppa in bacheca e lo scudetto ad un solo punto: Gourcuff, arrivato la scorsa estate in Gironda in prestito, ha ripagato appieno la fiducia accordatagli dal tecnico Blanc. Al contrario di quanto successo al Milan, il tecnico francese ha impostato il gioco attorno al giovane fantasista, le cui qualità sono inevitabilmente venute a galla. Al punto che ha convinto persino Domenech ad inserirlo in pianta stabile nel giro della Nazionale: un ritorno a Milano avrebbe potuto compromettere la sua ormai scontata presenza al Mondiale del 2010. Inutile l’ultimo tentativo di Galliani di riportarlo in rossonero, Gourcuff e il Bordeaux avevano già deciso di non volersi più separare. E si apprestano ora a vivere ancora più uniti una giornata attesa 10 lunghissimi anni.

Champions League

BARCELLONA SUL TETTO D’EUROPA

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Barcellona Campione d’Europa

ROMA - Nella notte dei gladiatori è il Barcellona ad alzare al cielo la coppa più bella. Il 2-0 con cui i blaugrana affondano il Manchester permette alla squadra catalana di aggiudicarsi la terza Champions della sua storia, quindi il terzo trofeo stagionale dopo la Liga e la Coppa del Re. Sotto i colpi di Eto’o e Messi sfuma, quindi, il sogno dello United di bissare il successo ottenuto lo scorso anno interrompendo a 25 il numero di gare utili consecutive in Europa.

LA SFIDA PIU’ ATTESA - Barcellona-Manchester era la sfida più attesa. Il presidente Laporta l’aveva definita “la più bella della storia” e a guardarla dall’esterno nessuno avrebbe potuto obiettare: il giovane Guardiola contro l’esperto Ferguson, la potenza di Eto’o contro la furbizia di Rooney, la classe di Cristiano Ronaldo contro l’arte raffinata di Lionel Messi. Tutto alla fine è stato vinto dagli spagnoli. Già, perché il giovane “Pep” pur non disponendo dei tre quarti della difesa titolare è riuscito a inventare un reparto solido e concentrato bloccando sul nascere le iniziative di Ronaldo con la classica marcatura a uomo firmata Puyol. Di fatto Valdes non ha mai corso seri pericoli. Anche il duello più atteso, a conti fatti, è improponibile. Messi, con Iniesta, è stato il faro del Barcellona per tutta la serata. Sempre in movimento, la “Pulce” non ha mai dato punti di riferimento agli avversari. Una prestazione coronata con un gol fantastico nella ripresa. Ronaldo, invece, ha sofferto la marcatura stretta del capitano blaugrana mostrando un atteggiamento nervoso ed immaturo commettendo tre brutti falli che avrebbero meritato ciascuno il cartellino giallo. Busacca legge bene la gara e lo grazia in un paio di occasioni.

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A Messi la sfida con Ronaldo

STOCCATA ETO’O - Ma veniamo alla partita. Parte subito bene il Manchester United che dopo due minuti va vicino al vantaggio con Park lesto nel ribattere una respinta corta di Valdes su punizione di Ronaldo. Provvidenziale il recupero di Pique. Passano pochi minuti e il pallone d’oro sfiora il palo con un diagonale alla sinistra del portiere. Al primo affondo, però, il Barça va in vantaggio. E’ il 10′ quando Iniesta vede e serve in area a destra Eto’o. Il camerunense supera in dribbling Vidic e con un tocco d’esterno destro dai 7 metri sorprende Van der Sar sul primo palo. La reazione inglese è sterile e tocca a Ronaldo prendere per mano la squadra. Il portoghese ci prova al 20′ con un tiro dalla distanza che termina alto. Immediata la risposta spagnola con un bel destro a girare dal limite di Xavi che sfiora la traversa. Poi il nulla. Il primo tempo scorre lento con la formazione di Guardiola brava a controllare le redini del centrocampo col Manchester completamente impacciato.

INVENZIONE MESSI - Nella ripresa c’è solo il Barcellona. Prima Henry entra in area dalla sinistra e impegna Van der Sar in uscita (48′), poi Messi manca la deviazione sotto porta su un cross rasoterra di Eto’o dalla destra (50′), quindi Xavi colpisce in pieno il palo con una punizione dal limite (53′). La sensazione è che il Manchester abbia scelto la serata sbagliata per prendersi una pausa e puntualmente al 70′ arriva il raddoppio di Lionel Messi. La “Pulce” infila il numero uno olandese con un perfetto colpo di testa in controtempo su cross dalla destra del solito Xavi. La risposta dello United questa volta non si fa attendere, ma Ronaldo calcia addosso a Valdes (in uscita) a un passo dalla porta. A questo punto Ferguson prova la carta della disperazione: fuori Giggs, dentro Scholes. Ma neanche l’esperienza del giocatore inglese può nulla contro questo Barcellona. Al triplice fischio finale esplode la gioia dell’Olimpico “spagnolo”. Che la festa blaugrana abbia inizio.

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