17/12/2017

Ibra non basta, la Samp vola a Roma

aprile 23, 2009 di  
Inserito in Coppa Italia, Inter, Sampdoria

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Le magie di Ibracadabra non bastano
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MILANO – Niente da fare. Tre gol da rimontare sono troppi anche per l’Inter capolista. Dopo 4 anni di Inter – Roma, la finale del 13 maggio vedrà di fronte Lazio e Sampdoria. Ai nerazzurri non basta il gran gol di Ibrahimovic, la Samp difende con ordine l’ampio vantaggio e approda meritatamente alla finale di Roma. Onore comunque all’Inter, per aver trasformato quella che poteva essere una semplice formalità in una partita vera e per aver tentato la rimonta impossibile. Mourinho manda infatti in campo una formazione pseudo-titolare, risparmiando soltanto Samuel, Stankovic e Cambiasso. Anche la Samp si presenta in formazione tipo, visto che per la formazione doriana il campionato non ha più molto da dire.

SUBITO SAMP – L’avvio di gara, nonostante i 3 gol realizzati all’andata facciano pensare il contrario, è tutto di marca blucerchiata. Cassano è particolarmente ispirato ed è proprio lui a lanciare Sammarco, che mette in mezzo un sinistro pericoloso su cui Julio Cesar para d’istinto. Sampdoria dunque vicina al gol che chiuderebbe definitivamente il discorso qualificazione. L’Inter fa poco in questa fase, si affida soprattutto ai lanci lunghi a scavalcare il centrocampo, che puntualmente la difesa doriana controlla senza problemi. Ma al 27′ la gara cambia inaspettatamente: Julio Cesar rinvia lungo, Cruz fa sponda per Ibrahimovic che mette dentro un destro imparabile.

SVOLTA – L’Inter adesso ci crede e cambia decisamente passo. E’ ancora Ibra ad ispirare tutte le azioni offensive nerazzurre. Prima sfiora il gol di testa, poi colpisce il palo con un meraviglioso pallonetto. L’ultimo brivido arriva nell’ultimo dei 5 minuti di recupero concessi da Orsato: il solito Ibra mette dentro per Cruz che di testa mette la palla di poco a lato. Il primo tempo termina così, con l’Inter in vantaggio ma consapevole della necessità di altri 2 gol per ambire almeno ai supplementari. Il secondo tempo riparte con lo svedese ancora imprendibile, che sfiora il gol con un gran diagonale. Chivu va in campo al posto di Cordoba, ammonito nel primo tempo.

PROTESTE – C’è spazio, ovviamente, anche per le polemiche. Prima la Samp reclama un rigore per una trattenuta di Chivu su Pazzini, poi tocca a Materazzi reclamare invano un fallo di Raggi. Mourinho in panchina è una furia e decide di giocarsi gli ultimi due cambi: dentro Crespo e Cambiasso per Cruz e Vieira. Tuttavia è ancora Cassano a creare i maggiori pericoli con una grande incursione in area nerazzurra, dopo aver saltato due avversari, che viene neutralizzata ancora da un grande Julio Cesar. Il portiere nerazzurro non è perfetto invece nell’occasione successiva, quando sbaglia l’uscita e deve costringere Maxwell ad un grande salvataggio sulla linea su tiro in mischia di Campagnaro.

GRAN FINALE – L’Inter continua a crederci, nonostante i minuti diminuiscano e i gol da fare siano sempre 2. Nel finale Mourinho chiede persino a Materazzi di salire e di giocare come attaccante aggiunto. Ibra si rende ancora una volta pericoloso, sfruttando una sponda di Cambiasso e sparando un destro al volo di poco alto. Le speranze dell’Inter si infrangono di nuovo su un legno, colpito ancora una volta dall’attaccante svedese. Ci provano anche Burdisso e Materazzi, poi espulso nel recupero, ma il 2-0 non arriva. A Roma il 13 maggio ci sarà dunque la Samp, che contenderà alla Lazio la vittoria della sua quinta Coppa Italia.