22/08/2017

Il Liverpool non muore mai, ma la festa è tutta dei Blues

aprile 14, 2009 di  
Inserito in Champions League

lampard-drogba

La gioia di Drogba e Lampard
grandi protagonisti della pazza notte di Stamford

LONDRA – Epilogo di una partita infinita. Otto gol segnati, tanti altri solo sfiorati e alla fine non si sa chi applaudire. Il Chelsea, che ha legittimato l’accesso alle semifinali con una prestazione stratosferica all’andata, oppure il Liverpool, che nonostante il pesante passivo di Anfield ha accarezzato più volte il passaggio del turno senza mai però toccarlo davvero? Qualunque sia stato l’esito finale, le due squadre hanno regalato una gara memorabile, che racchiude in sé tutta l’attuale superiorità del calcio inglese rispetto al calcio italiano. E’ emblematico il fatto che, nonostante i Blues venissero da un rassicurante 3-1 esterno all’andata, la qualificazione sia rimasta in bilico fino all’89’, quando il secondo gol di Lampard ha spento definivamente le speranze del Liverpool. E che i 4 gol segnati dai Reds in trasferta alla fine non siano bastati per passare il turno.

INIZIO SHOCK – Il primo tempo è un monologo del Liverpool. Il Chelsea toppa clamorosamente la prima frazione di gara, compiendo l’errore fatale di consegnare agli avversari il pallino del gioco. I Reds si rendono subito pericolosi con Torres e passano in vantaggio con una punizione di Fabio Aurelio. L’errore di Cech, in questa occasione, appare evidente sia nel piazzamento della barriera che nella posizione fra i pali: il tiro del mancino spagnolo non pareva irresistibile. Poco dopo, ancora da un calcio piazzato, scaturisce il 2-0.  Ivanovic, eroe dell’andata, atterra nettamente in area Xabi Alonso compiendo fallo da rigore. Lo stesso regista spagnolo si incarica della realizzazione, con un un destro potente che spiazza Cech. A qusto punto, Hiddink si gioca il tutto per tutto e dà un segnale forte ai suoi: fuori Kalou e dentro Anelka, due punte forti in campo. Scelta insolita da parte del tecnico olandese, che quest’anno aveva mostrato di preferire la presenza in campo del solo Drogba, che però alla fine si rivelerà decisiva.

RIMONTA CHELSEA – I Blues riescono miracolosamente a non sprofondare nel finale di primo tempo e, ad inizio ripresa, Drogba dà il via alla rimonta. L’ivoriano mette in mezzo un pallone dalla destra e Reina si fa colpevolmente sorprendere sul proprio palo. Serata da dimenticare per i portieri… Poco dopo, Alex su punizione infila il gol del 2-2. Si avverte la sensazione che la semifinale sia ormai a portata di mano, ma il Liverpool non molla. Tuttavia, stavolta è il Chelsea a portarsi in vantaggio: Drogba si rende protagonista nelle vesti di assist man e Lampard firma il gol che vale il passaggio del turno.

ORGOGLIO LIVERPOOL – I Reds non ci stanno e ci provano fino alla fine. Lucas riporta il punteggio sul 3-3 con un tiro deviato da Essien. Mancano 10 minuti ed altri due gol qualificherebbero i Reds. Due minuti dopo, nuovo vantaggio del Liverpool ad opera dell’immancabile Kuyt, abile nello sfruttare al meglio un cross del neoentrato Riera. I timori del Chelsea sembrano concretizzarsi definitivamente. Al Liverpool mancherebbe un solo gol, ma all’89’ Lampard spazza via definitivamente le speranze della squadra di Benitez. Superfluo dire che il Liverpool esce a testa altissima, pagando oltremisura la brutta prestazione dell’andata. Ad ogni modo, a Stamford Bridge ha vinto lo spettacolo.

  • Alessandra Stefanelli scrive:

    Ieri si è visto chiaramente che le due squadre giocavano senza pressioni. Per entrambe, l’eliminazione non sarebbe stata un dramma. In Italia si deve fare i conti con i processi del giorno dopo… Non si ha la pazienza di aspettare. Al primo anno in cui non si vince, si grida già al fallimento.
    E poi bisogna riflettere sul perché questi giocano più di noi e a questo punto della stagione sono ancora in forma smagliante…

  • Michael Vittori scrive:

    che spettacolo a Stamford Bridge! in Italia ci sogniamo una partita del genere, ma non per il punteggio e i gol, figli anche delle topiche dei portieri, bensì per l’intensità espressa nell’arco dei 90′. all’estero, specie in inghilterra, si viaggia a velocità doppia, e noi non riusciamo a reggere questi ritmi -vedi i primi 30′ di chelsea-juve e inter-man utd. urge un cambio di filosofia, più programmazione e qualche campione in più…

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