18/12/2017

Bayern, niente da fare. Il Barça amministra e vola in semifinale

aprile 14, 2009 di  
Inserito in Champions League

keita

Keita firma il pari all’Allianz Arena
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Monaco– All’Allianz Arena il Barcellona s’accontenta del pari (1-1) e vola meritatamente alle semifinali di Champions, dove affronterà il Chelsea. Tutto facile, quindi, per gli uomini di Pep Guardiola, che amministrano senza affanni il roboante 4-0 dell’andata. Al Bayern non rimane nemmeno la piccola soddisfazione della vittoria, perchè al vantaggio siglato dal solito Ribery ad inizio ripresa risponde il maliano Keita.
I bavaresi escono a testa bassa dalla Champions League, consapevoli di non aver riserve degne dei titolari (troppo pesanti le assenze di Lahm e Lucio all’andata, oltre a quella perdurante di Klose e ai nuovi infortuni occorsi a Schweinsteiger e Podolski) e di dover ulteriormente rafforzare l’organico per far più strada; i catalani, invece, s’apprestano alla supersfida con i Blues di Londra con in mente un unico obiettivo: la finale.

AmministrazioneKlinsmann recupera Lucio e Lahm, ma ha il solo Toni disponibile in attacco (ko Klose, Podolski e Schweinsteiger) e sa che per ribaltare il risultato del Camp Nou ci vuole un vero e proprio miracolo sportivo. Guardiola, seduto in tribuna per squalifica, lascia Henry in panchina e lancia Iniesta nel tridente con l’intento di addormentare la partita. Al Bayern serve un gol subito per riaccendere una flebile speranza, e al 5′ Toni ha sulla testa la palla buona: il panzer azzurro, però, cicca la conclusione. I bavaresi s’aggrappano come di consueto alle serpentine e invenzioni di Ribery, che costringe al giallo Dani Alves e Puyol. I catalani, però, non corrono grossi pericoli, e dal canto loro si limitano ad amministrare, limitandosi a qualche scambio tra Eto’o e Messi e alle sgroppate del terzino carioca. Niente a che vedere, insomma, con lo spettacolo espresso sei giorni fa. Ma il quadruplo vantaggio fa dormire sonni tranquilli alla band Guardiola, e così la prima frazione si chiude inevitabilmente sullo 0-0.

Nessun scampo– Ad inizio ripresa il sussulto che può cambiare il match. Ribery viene lanciato in profondità sul filo del fuorigioco, mette a sedere Valdes con un paio di finte e scaraventa in rete. Il gol del francese -senza alcun dubbio il miglior in campo- galvanizza il Bayern, che tenta perlomeno di ridare un senso alla sfida e di portare a casa un prestigioso successo. Piquè mette i brividi ai tifosi catalani spingendo Toni in area, ma Rosetti sorvola. Fiutato il (relativo) pericolo, il Barcellona inizia a gestire maggiormente la palla, mandando a vuoto il pressing avversario. E, quando vuole, accelera e trova il pari con Keita, la cui botta chiude una splendida azione  tutta di prima scaturita dai piedi di Xavi e Iniesta (27′).  L’1-1 spegne qualsiasi velleità tedesca e sancisce la netta superiorità degli spagnoli, che sfiorano il colpaccio con Xavi.
Troppo forte la capolista della Liga, macchina da gol e spettacolo, per una squadra che sta stentando pure in Bundesliga e rischia di archiviare l’annata -partita con ben altri auspici- con un totale fallimento. La disfatta con il Barça chiarisce che per competere con le migliori, al di là dell’alibi delle pesanti assenze, urgono cambiamenti: il solo immenso Ribery non è sufficiente.