Archivio per aprile 2009

Calcio, Serie A, Serie B

Lega calcio, storica spaccatura. Nasce la nuova Lega Serie A

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La Lega calcio si spacca
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Milano- E’ finita un’epoca. E’ datata 30 aprile 2009 la clamorosa e definitiva spaccatura tra i club di serie A e B che frantuma i vertici del calcio professionistico nostrano. Da questa scissione nasce un nuovo organismo, la Lega calcio serie A, al cui capo è stato posto Maurizio Beretta, ex direttore generale di Confindustria. Una decisione raggiunta quasi all’unanimità dei voti: soltanto il Lecce, tra le 20 società di massima serie, non ha appoggiato la scissione. Il processo di separazione, punta d’iceberg di una tensione neanche troppo latente tra le due sfere in gioco, sarà probabilmente gestito da un commissario.

La decisione è stata assunta -si legge nel comunicato ufficiale - in conseguenza della verificata impossibilità di raggiungere intese con le società di serie B. La decisione delle 19 società di serie A è conforme allo scenario europeo: va dunque letta e interpretata quale normale evoluzione verso le più moderne linee del calcio professionistico. È diretta a valorizzare tutte le componenti del settore a cominciare dalla serie B quale categoria di supporto della Lega maggiore“. Insomma, si fa riferimento al modello della Premier League. Ma, com’era prevedibile, le società cadette non hanno accolto di buon grado questa spaccatura, che di fatto le indebolisce ulteriormente sia sul piano decisionale che economico: “Oggi abbiamo assistito a una farsa, la cui gravità è di tutta evidenza” è il lapidario commento di Gianfranco Andreoletti, presidente di categoria della serie B. “E’ in atto un gioco per trasformare uno sport in cui c’è chi vince e chi perde, in un altro in cui vincono tutti“, ha aggiunto il patron dell’Albinoleffe, annunciando che “ora ci faremo assistere da uno studio legale e faremo partecipi della nostra preoccupazione la Federcalcio, il Coni e il Governo“. Ancor più duro e diretto il numero uno della Triestina, Stefano Fantinel:Oggi si voleva eliminare la serie B, la fase due sarà eliminare le piccole di serie A“.

Champions League

O’Shea decide il derby. Troppo Manchester per questo Arsenal

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O’Shea decide il derby
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MANCHESTER - “Glory glory Man United, as the reds go marching up up up!” Le note dell’inno del Manchester risuonano forti all’interno dell’Old Trafford dopo l’1-0 con cui i Red Devils hanno liquidato l’Arsenal nella semifinale d’andata della Champions League. Un derby tutto inglese che si tinge di rosso fuoco, quello dei diavoli di Alex Ferguson in marcia verso la finale di Roma del 27 maggio. L’eroe di giornata è l’irlandese John O’Shea che al 17′ del primo tempo ha steso i Gunners.

I campioni d’Europa e del Mondo in carica hanno mostrato ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, la propria supremazia tecnico-tattica nei confronti di un avversario giovane e grintoso ma non per questo inesperto di fronte a determinati eventi. L’1-0 finale va stretto agli uomini di Sir Alex che dopo aver dominato il primo tempo, sono andati vicinissimi al raddoppio anche nella ripresa. Il ritorno tra una settimana all’Emirates Stadium.

DOMINIO UNITED - Ma veniamo alla gara. Partono subito forte i padroni di casa che già dopo due minuti potrebbero passare in vantaggio con un colpo di testa di Rooney che Almunia devia prodigiosamente. Il numero uno dei Gunners deve superarsi al 16′ sull’asse Ronaldo-Tevez-Rooney. La palla ritorna sui piedi dell’argentino che calcia a botta sicura davanti alla porta, ma trova il portiere spagnolo a salvare ancora una volta i suoi. Un minuto più tardi, però, l’Arsenal affonda: O’Shea risolve un’azione di mischia con un bel destro che si infila alle spalle del portiere iberico. E’ un assolo: alla mezzora Almunia fa gli straordinari su Cristiano Ronaldo. Infine è il turno di Rooney che sfiora il palo alla sinistra dell’estremo dei Gunners.

L’ARSENAL STRONGE I DENTI - La ripresa è più equilibrata, ma è sempre il Manchester a mantenere il pallino del gioco. Al 23′ sfiora il raddoppio con Cristiano Ronaldo che dalla distanza colpisce in pieno la traversa. Al 40′ il primo vero sussulto degli ospiti: su una punizione di Fabregas, Bendtner anticipa di testa l’uscita di Van der Sar ma manda di poco alto sopra la traversa. Il finale non vive più alcuna emozioni. L’Arsenal si accontenta di tornare a casa col passivo minimo sperando di ribaltare il risultato tra una settimana all’Emirates Stadium.

Champions League

Resiste il muro del Chelsea, 0-0 al Camp Nou

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Hiddink ingabbia il Barça
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BARCELLONA - Nella prima semifinale di Champions League, Hiddink riesce ad arginare l’attacco stratosferico del Barcellona e ad uscire dal Camp Nou con uno 0-0 che, per i numeri spaventosi della squadra di casa, costituisce un risultato di tutto rispetto. Lo 0-0 finale, probabilmente, premia soprattutto gli ospiti ma può rivelarsi un’arma a doppio taglio. Il pareggio senza gol in trasferta, infatti, obbligherà il Chelsea a fare la partita in casa e a vincerla. Ed immaginare il Chelsea odierno con un atteggiamento più spregiudicato riesce attualmente difficile.

LA GARA - Hiddink imposta la gara nella maniera più tattica possibile, mentre il Barcellona parte subito forte. Il Chelsea, comunque, si rende pericoloso sulle ripartenze e costringe in questo modo anche la squadra di Guardiola ad attaccare con maggior criterio. L’iniziativa resta ad ogni modo in mano ai catalani, mentre gli inglesi difendono senza troppe apprensioni, sfoderando a tratti un vero e proprio catenaccio all’italiana, con tutti gli uomini dietro la linea della palla ad eccezione di Drogba, solo in avanti come unica punta. Viste le difficoltà a trovare varchi, i blaugrana ci provano con il tiro da fuori, andando vicini al gol con Xavi. Le poche volte che il Barça arriva al tiro, Cech si presenta in forma smagliante e respinge senza problemi. Tuttavia, nonostante l’atteggiamento apparentemente rinunciatario, il Chelsea costruisce la più grande palla gol del primo tempo: nel finale di frazione, uno sciagurato retropassaggio di Marquez consegna la palla a Drogba, che per ben due volte si vede respingere la conclusione da uno straordinario Valdes.

MURO IMPERFORABILE - Nel secondo tempo, il copione è lo stesso, anche se condito da maggior nervosismo. I fuoriclasse del Barça non sembrano in serata: Messi viene puntualmente raddoppiato e non riesce mai ad andare in uno contro uno ed Henry appare piuttosto spento. Il più tonico dell’attacco blaugrana, Eto’o, costruisce la palla gol più clamorosa del secondo tempo, su cui Cech si esalta, prima di essere inspiegabilmente sostituito da Krkic. Ballack sfiora la traversa di testa e, poco dopo, viene graziato dal secondo giallo. Il Barça ora attacca con più decisione, ma il muro non accenna a sgretolarsi. Nel prevedibile assedio finale, prima Krkic di testa mette fuori da due passi (naturale chiedersi cosa sarebbe successo se ci fosse stato Eto’o…) e poco dopo Hleb si vede negare ancora da Cech la gioia del gol. Lo 0-0 sembra dunque il risultato più giusto per una partita nervosa e poco spettacolare.

Ancona Calcio, Parma, Serie B

Sorride solo il Cittadella nei match del lunedì. I legni frenano il Parma

Roma- E’ il Cittadella ad uscire con il morale più alto tra le quattro squadre che si sono affrontate nel posticipo del lunedì. Infatti nulla di fatto nel match delle 21 tra Parma e Salernitana, con i primi che volevano continuare ad inseguire il Bari nella corsa per la Serie A diretta, mentre i secondi cercavano punti salvezza importanti al Tardini. Nel match pomeridiano delle 19 passa invece il Cittadella al Conero grazie al match winner Gerardi conquistando così 3 punti di platino per la corsa alla salvezza.

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Gerardi match winner per il Cittadella
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Ancona - Cittadella 1-2

Chi è arrivato in ritardo oggi allo stadio Del Conero di Ancona probabilmente non ha vissuto le emozioni del match a pieno in quanto ci vogliono solo 120″ per vedere già esplodere il pubblico ospite grazie a Meggiorini, che dopo un tocco di Teoldi insacca alle spalle di Da Costa con un perfetto diagonale di sinistro. L’Ancona però non accusa il colpo e al 5′ ristabilisce in parità l’incontro grazie al secondo goal stagionale di Richard Vanigli che viene pescato bene da Soddimo su calcio piazzato. La partita è sicuramente viva e il vento che soffia forte non aiuta di certo i due portieri Da Costa e Pierobon. E’ forse il vento la causa scatenante il raddoppio del Cittadella che al 14′ segna il goal partita: botta di Meggiorini sul quale Da Costa non blocca e Gerardi ringrazia e insacca. L’Ancona tiene il possesso della sfera ma non riesce ad imbastire nessuna azione che riesca veramente ad impensierire il Cittadella ed anche il pubblico fischia la prestazione della squadra marchigiana. L’unico che prova a impensierire Pierobon è Soddimo che dalla distanza prova prima dai 30 mt senza però inquadrare la porta, poi grazie anche all’aiuto del vento rischia di beffare l’estremo difensore del Cittadella al 31′ con un tiro che sembrava innocuo.
Il secondo tempo procede sulla falsa riga del primo e cioè con l’Ancona a fare possesso palla ma senza riuscire a tessere delle trame di gioco che evitino almeno i fischi dagli spalti. Così Monaco prova a mischiare le carte inserendo al posto di uno spento Siqueira l’argentino Miramontes. Ma è il Cittadella a farsi pericoloso al 55° quando un Meggiorini in formato “alieno” si porta a spasso tutta la difesa marchigiana e appoggia facile per Volpe che però arriva sbilanciato e non trova la porta. 5′ e ancora Meggiorini controlla in corsa e piazza un pallonetto che si stampa sul palo con Da Costa immobile e scavalcato. Il conto dei legni però viene ristabilito al 62° quando Soddimo, il migliore dell’Ancona, spara un bolide che si stampa sulla traversa per la disperazione del pubblico di casa. Al 76° Meggiorini potrebbe chiudere il match ma un po’ Da Costa che lo ipnotizza e un po’ la poca freddezza fanno sfumare una grande occasione per chiudere il match. A Meggiorini risponde, tanto per cambiare, Soddimo che non trova il colpo giusto dopo un grande suggerimento di Mastronunzio: piattone sbilenco e palla che si alza sopra la traversa. Al 90° è bravo Da Costa a non farsi sorprendere e a compiere una gran parata sulla botta violenta di De Gasperi.

Parma - Salernitana 0-0

Partita che inizia subito bene per gli uomini di Guidolin quando al 4° Paloschi ruba palla a Cardinale e serve un pallone al bacio per Mariga (preferito a Lunardini) che di prima intenzione colpisce il cuoio che però termina a lato. La risposta degli ospiti non si fa attendere e al 7° Ganci su invenzione di Merino conclude con Pavarini però attento che blocca in due tempi. Il Parma ci riprova al 12° quando Mariga scarica un bel tiro sul quale Berni devia su Paloschi che scarica dietro per Vantaggiato che esplode un tiro che passa non di molto vicino al palo. Botta e risposta della Salernitana con Fava, imbeccato ancora da Merino, si coordina e tira impegnando Pavarini. Dopo un bell’avvio delle due squadre tocca arrivare al 41° per segnalare un azione degna di nota, su calcio piazzato tirato da Vantaggiato che impegna Berni grazie all’aiuto di un terreno di gioco reso scivoloso dalla pioggia.
La ripresa inizia in modo blando, con le squadre che si annullano a vicenda, sia per merito reciproco sia per i tanti errori in fase di impostazione di gioco. Un sussulto però lo regala Paloschi che su pallone proveniente dal fondo si esibisce in una rovesciata che vede però la gioia per il goal del pubblico emiliano stroncarsi sulla traversa (59°). Passano 2 minuti ed ancora un’esultanza stroncata dal legno per i tifosi del Parma: questa volta a farne le “spese” è Leon che su punizione aggira la barriera e centra il legno superiore della porta a Berni completamente battuto. La Salernitana, a differenza di quanto visto nel primo tempo, sembra meno decisa a creare occasioni da rete e così inizia la lunga girandola di sostituzioni che vede entrare sul terreno di gioco Cristiano Lucarelli e Manzoni per il Parma e Pestrin per la Salernitana. Un sussulto lo ha il nuovo entrato Cristiano Lucarelli ben servito da Budel salta un uomo, ma poi si intestardisce in un secondo dribbling quando avrebbe avuto tutta la possibilità di tirare a rete e perde l’occasione giusta (78°). Dopo l’ingresso di Di Napoli e Ledesma l’ultimo sussulto del match arriva proprio all’ultimo minuto di recupero da Paci che su calcio d’angolo si libera bene del diretto marcatore ma conclude sopra la traversa dopo aver schiacciato di testa e forte il pallone.

Apertura/Clausura

Super rimonta Velez, tiene il Lanus. Boca in caduta libera

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Il capocannoniere Hernan Lopez trascina il Velez
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Buenos Aires- Segnale forte. E’ quello lanciato dal Velez Sarsfield al campionato nell’11esimo turno del Clausura. La capolista fa suo il big match di Santa Fè, rimontando da 0-2 a 4-2 il Colon e candidandosi alla vittoria finale. La rivale più accreditata è il Lanus che, seppur a fatica, passa a Godoy Cruz e rimane in scia. Tiene il passo anche il River Plate, che si tiene aggrappato al campionato dopo la precoce eliminazione dalla Libertadores.  Ha mollato del tutto la presa, invece, il Boca Juniors, caduto a Central e con la mente completamente rivolta alla coppa. Tempo d’esordi per due big della panchina come Russo, che sgambetta appunto gli xeneizes, e il suo sostituto Simeone, a cui sfugge la vittoria nei minuti di recupero.

Lopez trascinatore- Prova di forza, dunque, del Velez. La formazione di Tocalli ne fa quattro alla seconda miglior difesa del torneo, ma soprattutto risorge dopo esser andata sotto di due gol contro la sorpresa di queste prima metà stagione. Il Colon, infatti, s’illude con Prediger e Sciorilli, ma poi si scatena Hernan Lopez. Il bomber uruguaiano fa doppietta -e sono già otto i centri in questo Clausura- guidando la riscossa dei suoi, Cristaldo e Martinez fanno il resto. Fallisce così l’assalto del Colon, che scivola a -4. Tiene il passo, invece, il Lanus. E’ ancora il trottolino Eduardo Salvio a togliere le castagne dal fuoco a Zubeldia, mettendo la firma sul prezioso blitz a Godoy Cruz. El Granate rimane ad un solo punto dalla vetta.

Follia Pezzutti- Malamente eliminato dalla fase a gironi di Libertadores, dove c’è stata una vera e propria ecatombe di club argentini, il River era chiamato al riscatto in campionato. Riscatto arrivato contro il Gimnasia Jujuy grazie a Gallardo (assist-man) e Falcao (goleador), ma soprattutto al gesto di follia del numero uno ospite Pezzutti, reo di aver colpito con una pallonata il raccattapalle perchè ritardava la consegna del pallone. Millonarios ancora in corsa a sei punti dalla vetta. A quota 19 c’è anche l’Huracan corsaro sul campo del Tigre; decide Gonzalez.

Debutto coi fiocchi- Dietro le prime, il vuoto. L’11esima turno si contraddistingue allora come giornata di esordi importanti in panchina. Inizia nel miglior dei modi l’avventura di Miguel Angel Russo alla guida del Rosario Central: i suoi fanno fuori un Boca quanto mai rimaneggiato (due soli titolari in campo) con un secco 2-0. Gli xeneizes, uno dei due superstiti argentini in coppa, veleggiano ormai lontanissimi dalle prime posizioni. Pari beffa, invece, per colui che ha sostituito Russo alla guida del San Lorenzo, Simeone. Il gol di Solari all’81′ sembra regalar la vittoria al Cholo, ma il Racing acciuffa un punto in pieno recupero con Martinez. Tira brutta per Sensini: il suo Newell’s non vince più dallo scorso 15 febbraio e perde anche a La Plata con l’Estudiantes (1-0). Torna a sorridere dopo tre turni il Banfield, vittorioso per 3-1 sul Gimnasia La Plata. Il solito Montenegro salva in extremis l’Independiente dalla sconfitta con l’Argentinos, finisce in parità (1-1) anche Arsenal-San Martin.

Bundesliga

Bayern, capolinea per Klinsmann. Bene solo Hertha e Stoccarda

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Klinsmann esonerato dalla panchina del Bayern
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BERLINO- La Bundesliga si conferma, a 5 giornate dal termine, il campionato più combattuto d’Europa: ancora 5 le squadre in lizza per il titolo, divise soltanto da 3 punti. Giornata sfavorevole al Wolfsburg capolista, al Bayern che ufficializza l’addio di Klinsmann -al suo posto Jupp Heynckes, già timoniere dei bavaresi dall’87 al ‘91- e all’Amburgo. Risalgono le quotazioni dell’Hertha, mentre continua l’esaltante galoppata dello Stoccarda. Gli svevi hanno anche un precedente a loro favore, visto come han vinto lo Schale appena due stagioni fa. In coda passo avanti dell’Energie Cottbus e del Karlsrhue nella strada che porta alla salvezza.

In testa- Il Wolfsburg capolista si inceppa a Cottbus. Gli uomini di Magath perdono 2-0 contro una squadra bisognosa di punti salvezza. A segno il solito Rangelov e Skela. Nulla di compromesso comunque per la squadra della Volkswagen, visto i concomitanti passi falsi del solito Amburgo in versione trasferta, questa volta battuto da un Borussia Dortmund in grande spolvero per 2-0 (Kehl e Frei i marcatori), ma soprattutto del Bayern Monaco, piegato in casa dallo Schalke 04 grazie ad un gol di Halil Altintop. Ko fatale a Klinsmann, esonerato dal club bavarese dopo una stagione piena di ombre e con poche tenue luci.  Vedremo se Heynckes saprà dare la giusta scossa. Per quanto riguarda lo Schalke, una delle favorite della vigilia, vale il solito discorso: dopo un girone d’andata pessimo, il risveglio primaverile è inutile o quantomeno tardivo, anche per entrare in Europa dalla porta di servizio. Passiamo alle note liete, come la vittoria dell’Hertha in trasferta contro la ex rivelazione Hoffenheim, che ormai sembra aver davvero tirato i remi in barca. Ebert al 41° firma il gol partita per i berlinesi, ora secondi in classifica a due punti dal Wolfsburg. Ennesima vittoria infine per lo Stoccarda: con Babbel in panchina, gli svevi hanno cambiato marcia ed ora sono a soli tre punti dalla vetta. Il risveglio di Mario Gomez (a segno anche sabato con l’Eintracht Francoforte) è stato determinante per il cambio di passo. Di Cacau l’altro gol nel definitivo 2-0 di sabato.

In coda- Guizzo esterno del Karlsrhue, che porta a casa da Leverkusen 3 punti fondamentali per rientrare in corsa per salvezza. Langkamp è l’uomo partita, la zona salvezza dista ora quattro punti. Inutile il pareggio tra Borussia Mönchengladbach e Arminia Bielefeld. L’1-1 finale non serve a nessuno, anzi, visti i risultati concomitanti, rischia di essere decisivo in negativo. Succede tutto nella prima mezzora: vantaggio del Borussia con Matmour al 13°, pareggio ospite di Tesche al 32°. Vittoria in rimonta del Werder Brema in casa contro il Bochum. I blau, in cerca di punti salvezza, segnano due volte con il solito Sestak nel primo tempo. La ripresa però è tutta di marca anseatica: Almeida, Naldo e Diego firmano la rimonta e il successo finale. Chiudiamo con la vittoria dell’Hannover contro il Colonia per 2-1, a segno Andreasen, autore di una doppietta, per i padroni di casa e Novakovic per gli ospiti. Ora entrambe le squadre sono a quota 32, a sette lunghezze dal terzultimo posto. Tranquillità relativa…

Ligue 1

Ligue 1: l’OM ci prova

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I gemelli del gol Cheyrou-Niang
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PARIGI- 33° giornata di Ligue 1 favorevole al Olympique Marsiglia capolista, che approfitta del pareggio per 0-0 tra Lione e Paris S.G. per allungare in classifica. Sono sei ora i punti di vantaggio dei marsigliesi sui sette volte volte campioni di Francia. A cinque giornate dal termine, l’unico avversario dei focesi è il Bordeaux, che sabato a battuto il Vannes 4-0 nella finale di Coppa di Lega, e recupererà domani la gara di campionato contro il Rennes. Dovesse uscire vincitore dal Route de Lorient, il Bordeaux sarebbe a due soli punti dalla vetta.

In testa- La capolista va a vincere sul difficile campo del Lille, in piena corsa per un posto in Europa e fino a due settimane fa, con sogni di gloria in campionato. I nordisti passano in vantaggio a inizio ripresa con Hazard, ma nel giro di 8 minuti il Marsiglia rovescia la situazione con Cheyrou e Niang. Pareggio casalingo per il Tolosa contro il Lorient: succede tutto negli ultimi 5 minuti: vantaggio degli ospiti con Ayew all’86°, pareggio di Cetto all’89°.

In coda- Manca soltanto la matematica, che potrebbe arrivare nel prossimo weekend, ma il Le Havre, dopo una sola stagione, tornerà in Ligue 2: le ultime speranze di rimonta si infrangono contro il Grenoble, che al contrario raggiunge quota 41 e può dirsi salvo. Di Boya il gol partita al 41°. Dietro, la bagarre per evitare gli altri due posti che condannano alla retrocessione sembra ristretta a 4 squadre: Sochaux e Nantes a quota 33 punti, Saint Etienne 32, Caen 31. I normanni sono ormai in caduta libera, dopo una stagione passata a metà classifica. Sabato hanno perso 2-1 ad Auxerre, contro una squadra ormai salva e senza obbiettivi: nonostante il vantaggio iniziale di Proment, i borgognoni recuperano nel finale con Jelen, autore di una doppietta tra l’86° e l’89°. Cadono in trasferta i verts, anche qui contro un Nizza senza ambizioni: 3-1 il risultato finale. A segno SaadaTavlaridis (autogol) e Mouloungui per i rossoneri; al 90° il gol della bandiera di Ilan. Scontro salvezza a Nancy: i padroni di casa si impongono 2-0 sul Nantes e volano a +7 dalla terzultima. I canarini invece mantengono un solo punto sopra la soglia di guardia. André Luiz e Feret i protagonisti del 2-0 finale. Tra le quattro pericolanti l’unica a far punti è il Sochaux, che pareggia al 90° con Sverkos l’iniziale vantaggio del Valenciennes con Bangoura. Chiudiamo con la vittoria esterna del Monaco a Le Mans. Gol partita di Park a 3 minuti dal fischio finale.

Premier League

Vincono tutte le grandi, ma lo United è sempre più vicino al titolo

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Una doppietta a testa per Rooney e Ronaldo
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Manchester United-Tottenham 5-2
Con quattro gare ancora da disputare (cinque per i Red Devils), la coccarda della Premier League sembra destinata a rimanere a Manchester, che contro il Tottenham disputa una super ripresa, rimontando lo 0-2 dell’intervallo. Gli Spurs, che in questa stagione hanno sempre messo in grande difficoltà le potenze del campionato, partono alla grande con un uno-due micidiale. Al 29′ Bent da due passi batte Van der Sar e due minuti più tardi Modric raddoppia: in entrambi i casi, Ferdinand sbaglia nell’intervento a liberare l’area di rigore. La batosta del doppio svantaggio carica lo United, che si presenta sempre più di frequente dalle parti di Gomes, con il portiere brasiliano che si fa trovare sempre pronto. La palla non sembra voler entrare e così ci pensa l’arbitro a dare una mano ai campioni d’Europa, assegnando un rigore dubbio per un fallo di Gomes in uscita su Carrick. Dagli undici metri, Ronaldo è spietato e riapre il match (57′). Nel giro di un minuto poi, il Manchester si porta in vantaggio, con le segnature di Rooney al 67′ e ancora Ronaldo qualche secondo dopo, batte per la terza volta la porta degli Spurs. Se i locali hanno saputo riprendersi dai due gol segnati in poco tempo, gli ospiti non fanno altrettanto, evidenziando così i tutti i limiti caratteriali del Tottenham, sulle ginocchia per un parziale ingiusto per il gioco espresso. Così al 71′ arriva anche il 4-2 ad opera di Rooney ed al 79′ l’ex Berbatov chiama la cinquina in tap-in. Tre punti di vantaggio per la capolista che possono diventare sei, con il recupero ancora da giocare contro il Wigan: il sarto è già pronto a ricucire lo scudetto sulle maglie dei Red Devils.

Hull City-Liverpool 1-3
Il Liverpool fa il suo dovere e spera in uno scivolone dello United nei prossimi turni. Contro il pericolante Hull, il risultato viene sbloccato in avvio ripresa con lo spagnolo Xabi Alonso. Poi sale in cattedra Kuyt, autore di una doppietta, al 69′ e all’89′. Tra le due marcature dell’olandese, era andato a segno Geovanni per i padroni di casa.

West Ham-Chelsea 0-1
E’ un grande momento per il Chelsea, che fa suo anche il derby contro il West Ham. Hiddink non solo ha rivitalizzato una squadra che sembrava in forte difficoltà, ma l’ha elevata ad una delle formazioni più in forma d’Europa. Il gol che decide il match è firmato Kalou al 55′. Per gli Hammers di Zola, non ci sono troppi rimpianti, dato che la classifica continua ad essere buona, dopo lo spavento di inizio stagione.

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Doppietta di Fabregas, quarto posto assicurato
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Arsenal-Middlesbrough 2-0
E’ tornato Cesc Fabregas. Lo spagnolo trascina i suoi Gunners alla vittoria contro il derelitto Middlesbrough, che vede ormai lo spettro della retrocessione. Il capitano dell’Arsenal gioca una partita perfetta andando a segno per due volte, una per tempo. Tre punti che significano la quasi definitiva certezza del quarto posto in campionato per i ragazzi di Arsene Wenger.

Bolton-Aston Villa 1-1
L’Aston Villa si è svegliato. La squadra rivelazione dell’anno ha praticamente salutato le speranze di conquistare un posto nei preliminari di Champions League: ora i punti di distacco dall’Arsenal sono dieci. In vantaggio nel finale di primo tempo i Villans, con Young, il Bolton impatta a metà ripresa con Cohen.

Everton-Manchester City 1-2
Colpaccio corsaro per i Citizens che sbancano Goodison Park, campo tabù per molte squadre in questa stagione. Robinho porta in vantaggio il City al 35′ e Ireland al 52′ fissa il punteggio sullo 0-2. Nelle battute finali, gol della bandiera di Gosling per l’Everton, che probabilmente pensa già alla finale di FA Cup.

Fulham-Stoke City 1-0
Comunque vada a finire la stagione, a Craven Cottage possono essere soddisfatti del torneo del Fulham. I ragazzi di Roy Hodgson sono in una posizione tranquilla e mai durante il campionato sono apparsi in difficoltà. Contro la neopromossa Stoke City, decide una rete di Nevland al 30′. Agli ospiti mancano un paio di punti per poter festeggiare la salvezza.

Blackburn Rovers-Wigan 2-0
Bel balzo in avanti dei Rovers che conquistano una vittoria basilare per la salvezza davanti al proprio pubblico, inguaiando così Newcastle e Middlesbrough. Le reti, una per tempo, sono figlie di McCarthy e Nelsen, che portano il Blackburn ad un rassicurante +6 sul terz’ultimo posto.

Newcastle-Portsmouth 0-0
L’occasione era di quelle irripetibili per far punti ed i Magpies l’hanno sciupata. Finisce infatti a reti bianchi il Monday Night, con la squadra di Alan Shearer sempre più con l’acqua alla gola. Terz’ultimo posto e tre punti di distacco dall’Hull City quart’ultimo. A quattro giornate dal termine, a Newcastle ormai non sorride nessuno, anche perchè nel prossimo weekend, c’è la trasferta a Liverpool contro i Reds.

W.B.A.-Sunderland 3-0
Una vittoria che serve davvero a poco al fanalino di coda West Browich. Il Sunderland capitola ma non si dispera, visti i risultati delle altre concorrenti per la salvezza. Olson, Brunt e Menseguez regalano la settima vittoria stagionale agli Albions che hanno ancora un barlume di speranza di rimonta, ma la salvezza a questo punto, sarebbe davvero un miracolo sportivo.

Rimini Calcio, Serie B

Via Selighini, dentro Carboni per centrare la salvezza a Rimini

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Carboni è il
nuovo allenatore del Rimini

Rimini- In questo finale di campionato di Serie B, viene esonerato Elvio Selighini dalla panchina del Rimini, dopo un campionato altalenante contornato da momenti di ottime prestazioni, soprattutto fuori casa, ma anche di frustrazione della squadra romagnola. Sicuramente l’allenatore-professore di Santarcangelo paga un po’ per tutti: società che ha preferito chiudere i rubinetti delle spese, sopratutto in campagna acquisti nel mercato di gennaio, giocatori che non trovano i giusti stimoli nonchè la giusta condizione (lunghissima quest’anno la lista dell’infermieria biancorossa, con praticamente 1/3 della squadra titolare sempre Ko, sopratutto in fase difensiva dove sono mancati per infortunio l’apporto degli esterni Vitiello e Regonesi). Insomma, una summa di problemi che sono sfociati nell’esonero, tardivo ma a conti fatti giusto del tecnico riminese. Al suo posto arriva Guido Carboni: non certo un allenatore d’esperienza, ma nemmeno alle prime armi che avrà il compito di portare alla classifica del Rimini 7 punti in 5 partite per centrare una salvezza quest’anno più combattuta che mai.

Guido Carboni, fratello del più famoso Amedeo Carboni, ex giocatore di Sampdoria, Roma e Valencia, ha militato negli ultimi anni nel Bari (2004-2006) centrando due salvezze. Nell’anno seguente è arrivato a Crotone dove ha cercato di salvare una squadra allo sbando senza però riuscire nell’impresa. Nell’ultimo anno è finito nella girandola di allenatori ingaggiati dall’Avellino, prendendo prima il posto di Maurizio Sarri, poi venendo esonerato per l’arrivo di Alessandro Calori. Vedremo se riuscirà in questa sua nuova e breve avventura a compiere l’impresa di salvare una squadra, quella del Rimini, che non ha un cattivo organico, ma pecca di grinta e di lucidità sopratutto sotto porta. La domanda però sorge spontanea per la società biancorossa: se si fosse operato un cambio in panchina alla fine del girone d’andata o comunque prima… la situazione ora sarebbe la stessa? A questo punto non servono risposte, ma fatti, quelli che si chiedono in queste ultime 5 giornate di campionato a Guido Carboni. In bocca al lupo e sopratutto buon lavoro!

Lega Pro

Il Gallipoli sbanca Crotone e vede la B. Ammucchiata in testa a Nord

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Super Ravenna rimescola le carte in vetta
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Giornata spettacolare la 31esima della Lega Pro. Una stagione che continua a dare, in entrambi i gironi, uno spettacolo e risultati a sorpresa come mai si era assistito. Nel girone A, stop per Pro Patria e Cesena e ne approfitta la Reggiana, che clamorosamente ritorna in gioco per la promozione diretta aggacciando le due squadre capoliste. Nel girone B, grande impresa del Gallipoli che batte il Crotone in trasferta e adesso vede la prima promozione in serie B ad un passo.

Girone A- Tutto da rifare per Pro Patria e Cesena, che speravano di potersi conetendere la prima posizione, che varrebbe la promozione diretta in cadetteria, ma si vedono raggiunte dalla Reggiana, che sembrava oramai rassegnata ai play-off. E dietro imcombono anche Ravenna ad un solo punto e persino la Spal a tre lunghezze. Un campionato incertissimo, avvincente e che ancora dovrà dare tutti i verdetti, mai si era assistito a tale equilibrio. La Pro Patria perde l’occasione per fare un passo decisivo verso la promozione diretta, con la sconfitta casalinga con il Ravenna e in un sol colpo fa tornare in gioco i giallorossi, che ora possono addirittura credere alla serie B al termine della regular season. A Busto Arsizio, Correa porta in vantaggio i locali al 22esimo del primo tempo, ma i bizantini pareggiano tre minuti dopo con Zizzari e nel secondo tempo al 67esimo Ferrario regala tre punti di platino ad una formazione davvero incontenibile nel girone di ritorno. Stop casalingo anche per il Cesena, che si ferma al cospetto di un grande Lumezzane, sicuramente fra le note più positive dell’intera stagione: i lombardi vanno avanti con Pintori sul rigore al 17esimo del primo tempo, poi i bianconeri riescono ad agguntare il Lume solo a dieci dal termine con il bomber Motta. La Reggiana ritrova la vetta grazie alla vittoria sofferta e di misura contro il Portogruaro, altra squadra in forma e da cui diffidare: per la formazione di Pane gol in avvio di Stefani e corsa alla promozione diretta riaperta che ora vede favoriti i granata. Grande impresa della Spal, che elimina dai giochi il Novara e si avvicina incredibilmente alla testa della graduatoria: è il gol di Arma, nei minuti finali, a consentire agli estensi di espugnare il campo piemontese. Bella vittoria anche per il Padova, che sbanca il campo del Pergocrema, grazie alla rete di Varricchio e continua la serie di risultati utili, oltre che la corsa ai play-off, lontani tre punti. Larga vittoria dell’Hellas Verona a Legnano: i grigio-lilla allenati da Lombardo crollano nel finale dopo la doppietta di Girardi, sotto i colpi di Corrent, Gomez e Scapini e restano pericolosamente vicini all’ultima posizione, mentre l’Hellas è comunque quasi fuori dai play-off. La Cremonese si regala la tranquillità vincendo a Monza per 2-1: Saverino e un’autorete di Bacis lanciano i grigiorossi lontani da qualsiasi complicazione. Se lo zero a zero tra Venezia e Sambenedettese non serve a nessuno, il Lecco ottiene una bella vittoria contro il Pro Sesto, per 3-1: Montalto e Carlini ne fanno due già nel primo tempo, Beretta accorcia al 77esimo, ma Mateo fissa il punteggio finale.

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Ginestra dà mezza B al Gallipoli
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Girone B- Il gol di Ginestra ad un minuto dal termine della supersfida tra Crotone e Gallipoli, oltre a dare la vittoria ai pugliesi, regala tre punti che portano il vantaggio dei giallorossi a quattro lunghezze e danno mezza promozione alla squadra di Giannini. Il Crotone era andato avanti al 55esimo con un calcio di rigore di Basso, salvo poi essere raggiunto sei minuti dopo da Ginestra: per i pugliesi potrebbe profilarsi la prima storica promozione in serie B. Il Benevento vince di misura contro l’Arezzo ed è ad un passo dall’accesso ai play-off: per i sanniti gol di Bueno e Clemente, per gli amaranto, il cui posto ai barrage promozione è ancora tutto da conquistare, rete della consolazione per Chianese. Anche la Cavese si ferma e resta a quota 52, dopo la sconfitta di Taranto, la quale vola fuori dalla zona play-out: di Migliaccio e l’autorete di Farina i gol decisivi della rimonta della squadra rossoblù pugliesi. Il Foggia però non ne approfitta e guadagna un solo punto dopo il pari a reti bianche contro la Paganese. Real Marcianise-Perugia non era una gara banale, poichè metteva in palio la tranquillità: tranquillità che non può avere il Perugia, abbattuta da un gol di Dalla Ventura e ora a soli due punticini dal Pescara, all’ultimo posto utile per disputare gli spareggi per non retrocedere. Abbruzzesi che perdono l’occasione per il rilancio contro il Sorrento, che riagguanta con Vitale il gol di Ripa. In coda colpaccio della Pistoiese a Terni, con un 2-3 che riporta a pari punti con il Potenza penultimo gli arancioni di Torricelli. Potenza che perde 3-1 a Foligno e comunica l’esonero del tecnico Arleo. Pericolosa sconfitta della Juve Stabia sul campo del Lanciano e ora le Vespe devono quantomeno salvare la faccia ed evitare l’ultimo posto che li reghelerebbe in Seconda Divisione, senza passare dai play-out.

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