23/08/2017

Ibracadabra ricaccia la Juve a -7, Fiorentina ritorno alla vittoria

marzo 22, 2009 di  
Inserito in Serie A

ibrahimovic

Ibra trascina l’Inter
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ROMA – In attesa del posticipo serale Napoli-Milan la 29esima giornata di serie A lascia inalterato quel che è il distacco tra le prime due contendenti per lo scudetto. L’Inter, a San Siro, ha vita facile contro una Reggina che dopo 10 minuti è già sotto di due goal. Un Ibrahimovic in versione stellare poi chiude il conto nella ripresa a sugello di una prestazione ottimale di tutta la compagine neroazzurra. La Juventus , comunque, non molla ed ha la meglio sulle ceneri di una Roma incerottata e piena di indisposizioni. L’uomo della serata è Iaquinta che con una doppietta suggella un’ottima prestazione di una Juve, non trascendentale sotto il profilo del gioco,  ma molto pratica ed abile a sfruttare le incertezze della retroguardia giallorossa. La Fiorentina, dopo un periodo buio di quattro partite senza i tre punti, torna alla vittoria (1-0) contro un Siena che sul piano del gioco non ha affatto demeritato.  Il resto della giornata propone un Chievo sempre più convincente, vittorioso contro il Palermo per 1-0 e la coppia del goal Pazzini-Cassano che affossa il Toro di Novellino sempre più nella zona bassa della classifica. Doriani vittoriosi per 3-1 . Continuano le favole di Genoa e Cagliari vincenti rispettivamente con Udinese (2-0) e Bologna (0-1). A chiudere il quadro il pareggio tra Lecce e Atalanta 1-1 e Catania-Lazio 1-0.

Inter-Reggina 3-0

Assalto respinto. L’Inter conserva intatto il suo margine sulla Juventus, che ieri aveva vinto a Roma, lanciando l’ennesima sfida scudetto. Il 3-0 sulla Reggina è netto, ed è impreziosito dal secondo centro di Ibrahimovic, fiorito nella ripresa: un pallonetto di sinistro al portiere, appena poco oltre il limite dell’area di rigore. Già nel primo tempo la partita era praticamente un affare chiuso grazie al gol di Cambiasso e al calcio di rigore di Ibra, procurato da Mancini. Per la squadra di Orlandi, che non vince una partita da fine novembre, troppi errori davanti a Julio Cesar, comunque bravissimo a respingere ogni tentativo.

Genoa-Udinese 2-0

Due reti nella ripresa consentono al Genoa di sbarazzarsi dell’Udinese e proseguire la corsa al quarto posto. Sculli e Milito firmano la seconda vittoria consecutiva, proiettando i rossoblù a quota 51 e mantenendo le distanze dalla Fiorentina, sempre due punti dietro. La sconfitta costa all’Udinese la fine della striscia positiva che durava da tre turni, ma i friulani hanno giocato a viso aperto, non arrendendosi nemmeno nel finale in dieci contro undici. Sulla partita grava anche l’operato dell’arbitro che, sul piano della uniformità di giudizio, non ha troppo convinto

Fiorentina-Siena 1-0

La Fiorentina tiene le ruota Champions del Genoa, e allunga sulla Roma. Lo fa battendo il Siena nel derby toscano grazie al solito Mutu. Che con un sinistro sottoporta fa sbiadire il ricordo amaro delle due sconfitte consecutive che avevano messo nei guai, in prospettiva Europa che conta, la squadra di Prandelli. Che non ha incantato, però ha portato a casa tre punti pesantissimi contro un Siena autore di un ottimo secondo tempo, ma che paga una volta di più un attacco da 23 gol in 29 partite, che non riesce a concretizzare la mole di gioco che crea la squadra di Giampaolo. Il Siena cade così per la seconda volta di fila. Come consolazione i risultati che arrivano dagli altri campi: i bianconeri conservano un rassicurante margine salvezza.

pazzini-cassano

La coppia del gol
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Torino-Sampdoria 1-3

Ci hanno pensato Pazzini e Cassano, ancora una volta. Più in generale ottima prova di maturità della Sampdoria che a Torino ha vinto 3-1 conquistando tre punti che vogliono dire classifica più tranquilla. Il Torino è invece davvero nei guai, raggiunto dal Lecce a quota 24 in piena zona retrocessione. Oggi i granata non hanno giocato male, hanno più volte avvicinato il pareggio. Hanno però pagato dazio perché la Samp ha fatto fruttare la miglior qualità nei momenti chiave del match. C’è da augurarsi che , dopo questa prestazione, il duo doriano venga tenuto in considerazione in chiave Nazionale.

Chievo-Palermo 1-0

Non si ferma più il Chievo di Mimmo di Carlo. Con l’1-0 di Luciano, ai danni del Palermo, fanno 10 punti in 4 giornate. A dare una mano all’ex bandiera del Vicenza di Guidolin anche i risultati delle dirette concorrenti. Reggina, Bologna e Toro perdono, mentre il Lecce pareggia. Tutto oro che cola per i piani salvezza del Chievo. Poco da dire sulla prova del Palermo, squadra che non sa proprio pareggiare (solo tre le X, in tutto il campionato). I siciliani hanno smesso di giocare dopo essere rimasti in dieci per l’espulsione di Cassani. Evidentemente le motivazioni sono quelle che sono. Del resto l’obiettivo Uefa, che già di suo non esalta Zamparini, è lontano. Da qui alla fine Ballardini sarà chiamato a un duro compito di motivatore.

Bologna-Cagliari 0-1

L’aggancio al Palermo c’è stato….Questo verrebbe da dire ai tifosi cagliaritani accorsi a Bologna. La soglia salvezza, infatti, per i sardi pare raggiunta e la Uefa non è più una chimera. Il decimo gol stagionale di Acquafresca vale il 7° posto in classifica, a 4 punti dalla Roma e dall’ultimo posto per andare in Europa. Dedicato a chi credeva che oggi il Bologna avrebbe passeggiato, contro una squadra ormai priva di motivazioni. Gli emiliani, piuttosto, se non gira Di Vaio non ingranano. Così la corsa salvezza si fa complicata, nonostante le sconfitte di Reggina e Torino.

Lecce-Atalanta 2-2

Sempre meglio che perdere. A Lecce possono pensarla così. E chissà che sbloccare la casella “rigori a favore” non serva a dare una piccola scossa per conquistare la salvezza. Che, in fondo, dista due punti e non più tre, vista la sconfitta del Bologna. Per come giocano i salentini, sarebbe un piccolo miracolo. Onestamente. Anche contro la solita ordinata Atalanta, poche note positive. Non fosse stato per la doppietta Caserta, sarebbe arrivata l’ennesima sconfitta. Bergamaschi ordinati, dicevamo, e a un passo dalla vittoria che avrebbe significato zona Uefa. Niente da fare. Anche se i nerazzurri salutano il loro uomo-doppietta, Simone Padoin.