Udinese, dolcissimo ko. Prima storica qualificazione ai quarti di Uefa
marzo 19, 2009 di Michael Vittori
Inserito in Europa League, Udinese
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San Pietroburgo- Soffre, va sotto, reagisce con personalità, perde, ma conquista comunque un traguardo storico. L’Udinese limita i danni all0 stadio Petrovsky, uscendo sconfitta di misura dalla sfida con lo Zenit per 1-0 (rete di Tymoshchuk), e guadagna così la prima qualificazione ai quarti di una competizione europea della sua storia. All’andata, infatti, la band Marino prevalse 2-0. I friulani rischiano il tracollo in un primo tempo di sostanziale sofferenza, poi meriterebbero il pari nella ripresa. Ma basta e avanza per spodestare i detentori del trofeo. Un’impresa, considerando che la formazione di Advocaat è stata l’ultima squadra in grado di battere, in Europa, i campioni del mondo del Manchester United.
Sofferenza- Lo squalificato Marino -relegato in tribuna- si affida a Lukovic per tamponare l’assenza di Ferronetti sull’out destro. Advocaat, invece, recupera all’ultimo Tymoshchuk, schierandolo a sorpresa come centrale difensivo. Dopo un buon avvio dei friulani (inzuccata di Quagliarella di poco alta), i russi iniziano a premere sull’acceleratore a caccia del gol che riaprirebbe la contesa. Gli uomini di Advocaat premono sulla corsia destra, individuando -a giusta ragione- nel terzino slavo il tallone d’Achille dello schieramento friulano. Iniziano a fioccare corner su corner, Lukovic salva sulla linea con un tocco di mano rischiando grossissimo. Zyrianov mette i brividi ad Handanovic, ma quando gli ospiti ripartono in contropiede con Quagliarella e Di Natale sono insidiosissimi. Il moto perpetuo e la qualità di Fayzulin e Danny, però, rimangono un rebus per la difesa friulana che soffre sempre più e incassa l’inevitabile vantaggio russo. E’ capitan Tymoshchuk a capitalizzare di testa su un’azione da corner; Handanovic smanaccia, ma la palla ha già oltrepassato la linea. 1-0 per lo Zenit. E’ il momento peggiore per la band Marino, che suda freddo sulle insidiosissime conclusioni dei soliti Fayzulin e Danny. Il fischio finale è una liberazione.
Personalità- Marino prova a invertire Lukovic con Zapata per limitare i danni, anche se il terzino è costretto ad uscire per infortunio al 59′. Al suo posto entra Isla, già schierato in difesa nell’ultima di campionato. Ma è l’atteggiamento, decisamente più sicuro e autoritario, a cambiare. Dopo un guizzo di Danny, è infatti la band Marino a collezionare le migliori occasioni: Malaveef è costretto agli straordinari su Quagliarella, che ci prova prima di piede poi di testa. Lo Zenit prova a spingere, ma non ha più la necessaria lucidità, mentre l’Udinese cresce, e meriterebbe il pari sul colpo di testa di Pepe -che fa la barba al palo- e con Di Natale, fermato da uno strepitoso recupero di Tymoshchuk. Advocaat prova a dar più peso all’attacco con Tekke e Huszti, ma la manovra ne risulta impoverita. L’Udinese chiude in avanti, quasi in scioltezza, e conduce in porto la sconfitta più dolce e preziosa della sua storia. I campioni tornano a casa, i bianconeri continuano a sognare e tengono alto l’onore del calcio italiano.
