L’Udinese salva l’orgoglio italico. Zenit stroncato nel finale
marzo 12, 2009 di Michael Vittori
Inserito in Europa League, Udinese
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Udine- Meno male che c’è l’Udinese. I friulani salvano per ora l’orgoglio italiano, stendendo con due reti nel finale i campioni in carica dello Zenit San Pietroburgo. Una mezza impresa, considerato il valore di un avversario capace di strappare al Manchester, lo scorso agosto, la Supercoppa Europea. Quagliarella e Di Natale -due attaccanti della nazionale di Lippi, ulteriore motivo di consolazione per la nostra disastrosa spedizione europea- raccolgono all’ultimo respiro i frutti della mole di gioco prodotta durante tutto il match, mentre i russi si sono spinti in avanti soltanto nella ripresa. Il doppio vantaggio avvicina l’Udinese ai quarti di coppa Uefa, un traguardo sinora mai raggiunto dal club.
Ripresa pimpante- Marino s’affida all’estro del tridente tutto azzurro Pepe-Quagliarella-Di Natale. L’ex della Samp è il più ispirato, e tenta la conclusione di testa e di destro, sfiorando il vantaggio. Lo Zenit, invece, non si scopre, attende nella propria metà campo addormentando il gioco. I friulani, dopo l’arrembaggio iniziale, non se la sentono di rischiare più di tanto. Ben altra musica nella ripresa. I russi iniziano a scoprirsi, e le occasioni fioccano da una parte e dall’altra. Salgono così in cattedra i due portieri: Malafeev stoppa Inler e Pepe, Handanovic ferma Zyryanov e ringrazia la traversa sul bolide di Tymoschuk. Marino si fa cacciare per proteste, e sull’ennesimo balzo dell’estremo russo su Di Natale sembra chiudersi la contesa.
Il finale perfetto- Sembra, perchè il finale è incandescente. E tutto di marca bianconera. Pepe semina tutti sulla destra e recapita a Quagliarella un assist perfetto: il tap in sancisce il tanto agognato 1-0 (85′). Al 90′ Tymoschuk fa tremare il “Friuli” con una punizione insidiosa, ma sul ribaltamento di fronte Obodo viene trattenuto in piena area. Calcio di rigore che Di Natale trasforma. 2-0 inaspettato e quanto mai importante: l’Udinese ipoteca il passaggio del turno, tra sette giorni in Russia basterà limitare i danni.
