19/09/2017

Juve, tanto cuore. Ma passa il Chelsea

marzo 10, 2009 di  
Inserito in Champions League, Juventus

essien

Essien spegne l’illusione bianconera
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TORINO– Niente da fare. La Juventus è fuori dagli ottavi di Champions League. Contro il Chelsea serviva una partita perfetta e Iaquinta prima e Del Piero poi illudono la curva bianconera per il raggiungimento dell’obiettivo. Purtroppo, in seguito a tali segnature, rispondono Essien e Drogba nella prima e seconda frazione rispettivamente. La Juventus arriva all’appuntamento più importante della stagione infarcita di infortuni e il destino ha in serbo per Ranieri un’altro scherzetto: nei primi minuti di gioco arriva l’infortunio di Nedved, che obbliga il tecnico bianconero all’impiego di Salihamidzic. L’adozione però, dal 1′ di gioco, del tridente Iaquinta-Del Piero-Trezeguet mette un pò in difficoltà gli uomini di Hiddink che infatti subiscono il goal proprio frutto di un’azione combinata del duo Trezeguet-Iaquinta. Gol che poi, come detto, servirà a poco in chiave qualificazione. Uscire con i Blues non è un disonore, specie per la prestazione offerta dai bianconeri, anche se, per la Vecchia Signora, è la terza uscita di scena ad opera di un inglese dopo i precedenti con Liverpool e Arsenal.

Formazione- Ranieri stupisce: Del Piero trequartista dietro Trezeguet e Iaquinta. Hiddink replica recuperando dal 1’ il lungodegente Essien, schierato esterno destro di centrocampo. Al 13’ la Juve perde Nedved, infortunato. Dentro Salihamidzic.

Sogno- Al 19’, al primo brivido della gara, la Juve passa. Trezeguet inventa in girata un assist per Iaquinta, che semina Terry in velocità e fulmina Cech in uscita. L’Olimpico esplode. La Juve pareggia i conti con l’andata. Del Piero prova ad approfittare del momento di sbandamento dei londinesi, che accusano il colpo: ci prova di sinistro, Cech con i pugni alza sopra la traversa. La formazione di Ranieri prende coraggio e metri in campo. Iaquinta è un moto perpetuo in avanti, dà grande profondità alla manovra bianconera. Per il resto il ritmo è da crociera. La gara si gioca sui nervi prima ancora che con le gambe. Tanta tensione, pochissimo gioco.

Illusione e beffa- Al 44′ del primo tempo il Chelsea ha una grandissima occasione con Drogba su una punizione dal limite su cui solo un grande Buffon, grazie ad un miracoloso intervento sulla linea, dubbio per la verità, riesce a salvare. Ma questo è soltanto un preavviso per quel che sarebbe successo poco dopo: una conclusione dalla grande distanza di Lampard viene deviata da Tiago ed assume una traiettoria a pallonetto che spiove improvvisamente: Buffon, sorpreso, la tocca appena e la palla colpisce la traversa, Essien arriva di gran carriera e segna anticipando l’intervento di Molinaro. Quest’azione chiude il primo tempo ed è un goal che complica maledettamente i piani di Ranieri e dei suoi uomini.

Inserimenti nuovi- La ripresa è caratterizzata dall’impiego di un Giovinco , assai ispirato, per un Iaquinta volitivo e un pò stanco per il lavoro profuso durante la partita. Da questo cambio, la tattica della Juventus muta in un 4-3-1-2 con Giovinco ad ispirare Del Piero e Trezeguet.

Espulsione- A far cadere un pò tutte le buone intenzioni di Ranieri di raddrizzare la partita arriva, come un fulmine a ciel sereno, l’espulsione di Chiellini per seconda ammonizione. Sanzione che qualche dubbio lo lascia ma che  costringe la Juve a dover fare a meno del suo difensore migliore e a giocare il resto della partita in 1o contro 11. Insomma, sembra che non ci sia più speranza.

Del Piero- Mai affermazione fu più sbagliata…Perchè c’è sempre Del Piero. Calcia la solita punizione dal limite, Belletti tocca di mano. Calcio di rigore. Che Ale trasforma. La Juve è viva e vegeta. E ora ci crede. Sospinta da uno stadio improvvisamente incandescente.

Gran Finale- Ora la partita diventa bellissima, improvvisamente saltano un pò tutti gli schemi e i giocatori di Ranieri sembrano animati da nuove forze che vengono più dal cuore che dalle gambe. Dai tanti rovesciamenti di fronte si origina però il pari del Chelsea: Belletti, dimenticato da Molinaro, cross al centro, Drogba arriva prima di una difesa centrale mutilata dall’assenza di Chiellini. Gara finita. Ballack e Belletti impegnano ancora Buffon, ma finisce così. Chelsea avanti, Juve fuori dall’Europa ma con onore.