24/09/2017

Fiorentina ingenua e beffata nel finale. Avanti l’Ajax

febbraio 26, 2009 di  
Inserito in Europa League, Fiorentina

leonardo_ajax

Leonardo beffa i viola
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Amsterdam– E’ stato il leit motiv della stagione europea viola. Calcio champagne, occasioni a go a go e tanti applausi. Ma anche pochi gol, ingenuità clamorose e regali generosi agli avversari. La solita vecchia storia si è ripresentata in questi sedicesimi di Uefa: castigati dall’unica chanche della Ajax al “Franchi,” raggiunti nel finale in Olanda dopo aver raggranellato un misero gol di vantaggio. Misero alla luce dell’assalto profuso per almeno un’ora. L’1-1 elimina la band Prandelli e fa sorridere Van Basten e i suoi lancieri “all’italiana” che si regalano l’ottavo con il Marsiglia.

Dominio viola– Lo scenario è quello dell’andata: del classico 4-3-3 all’olandese nemmeno l’ombra, i lancieri si trincerano a difesa di Vermeer per poi ripartire in contropiede.  Van Basten sembra dunque aver assimilato appieno la lezione tattica nostrana. Il protagonista di serata è proprio il portiere di riserva che para il possibile e l’impossibile. Perchè i viola sono molto più aggressivi e convinti rispetto sette giorni, ma ugualmente scialacquoni. Mutu, Semioli, Gilardino e ancora il romeno bombardano senza successo il fortino oranje. Quando non ci arriva il numero uno locale, è il palo a fermare Gamberini (inzuccata su corner) o il corpo di un difensore sulla botta a colpo sicuro di Mutu. L’Europa sembra una vera e propria maledizione, ma all’alba della mezz’ora della ripresa Gilardino, illuminato dal solito numero 10 romeno, scaraventa in rete tutta la rabbia viola. Conti pareggiati con l’andata, potrebbe essere l’inizio di un’altra partita.

Beffa– Potrebbe. La stanchezza derivante dall’assedio durato un’ora si fa sentire e la furia viola si spegne. La formazione di Van Basten, resa più offensiva dall’innesto di Leonardo, guadagna metri e costruisce le prime chanche della partita. La beffa matura puntuale nel finale, con lo stesso brasiliano che raccoglie un rimpallo fortunoso e mette una pietra sui sogni viola (85′). L’assalto conclusivo è vano e confuso, e non fa che alimentare ulteriori rimpianti. Uscire contro un Ajax nettamente inferiore, capace di creare (e sfruttare) non più di un paio di palle gol a partita a fronte di una produzione offensiva imponente, può solo far male. Dalla Champions alla Uefa, l’avventura europea dei toscani si conclude nel peggior modo possibile.