20/09/2017

Italia-Brasile, storia di una Sfida

febbraio 10, 2009 di  
Inserito in Amarcord, Italia

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Tutto pronto per Italia-Brasile

Martedì 10 febbraio 2010: Londra, Stadio Emirates (la tana dell’Arsenal). Si affrontano le nazionali di Italia e Brasile. Una sfida dal sapore particolare, tra le due squadre che vantano il maggior numero di allori mondiali. Due modi esattamente opposti di vivere e comprendere il calcio. Da una parte il futébol bailado dei verdeoro, tutto dribbling e ricamini. Dall’altra la scuola italiana, catenaccio e contropiede. La cicala e la formica. Così era al tempo delle scuole nazionali, quando noi stimavamo la loro tecnica e deridevamo i loro portieri, e loro stimavano la loro tecnica e deridevano il nostro modo di concepire il calcio. Senso di superiorità verdeoro: sempre e comunque. Ma anche rispetto (senza dirlo troppo forte). Anche perchè diciamocelo chiaro: i brasiliani ci hanno battuto quando hanno cercato (mai volontariamente, s’intende…) di copiarci… Le altre volte? Si sono scottati… Questo prima della riapertura del nostro campionato agli stranieri. Da quel momento abbiamo iniziato a conoscerci meglio: i loro fenomeni hanno fatto grandi i nostri club, i nostri allenatori hanno disciplinato la loro nazionale. Non ci incontriamo dal 1997, Torneo di Francia: fu un 3-3 spettacolare e pirotecnico. Dodici anni… da allora un Mondiale loro e uno noi e una Confederation’s Cup da giocarci a giugno (Spagna permettendo). Come al solito sono più forti loro…come al solito non è per nulla scontato che vincano…

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Il leggendario Brasil 1970

I precedenti- Sfogliando gli almanacchi si legge: 12 sfide, 5 vittorie per parte, 2 pareggi. Saldo perfettamente in parità, ancora.
Il battesimo avvenne il 16 giugno 1938, ore 15 allo Stade Municipal di Marsiglia e ciò che successe sarebbe diventato un classico delle sfide Italia-Brasile. Partita ufficiale, le semifinali dei Mondiali di Francia, partita secca, la vincente si sarebbe dovuta trasferire a Parigi per la finalissima. Prima di scendere in campo i brasiliani avevano già comprato i biglietti aerei. Sicuri di vincere. Così sicuri che il Ct Pimenta decise di non rischiare Leonidas, cinque reti fino a quel momento nella competizione. Il risultato? 2-1 per l’Italia. Gol di Colaussi e Meazza, Romeu non bastò a riscattare l’onore dei non ancora verdeoro (indossavano infatti una maglia a righe giallonera). Inutile dire che gli orgogliosi brasiliani si tennero i biglietti aerei e si andarono a giocare la finalina a Bordeaux (vincendo 4-2 con doppietta di Leonidas) mentre gli italiani raggiunsero la capitale francese mestamente in treno, e vinsero il loro secondo mondiale battendo l’Ungheria.

Ma Italia-Brasile sono anche due finali mondiali. La prima a Mexico’70. Ci si giocava la Coppa Rimet, nel senso che per regolamento chi l’avesse vinta per tre volte se la poteva tenere per sempre. Italia e Brasile ne avevano due a testa… Allo stadio Azteca si affrontavano uno dei Brasile più forti della storia e l’Italia campione d’Europa in carica, che aveva appena battuto 4-3 la Germania Ovest nella partita del secolo. Da una parte l’attacco atomico Pelé, Rivelino, Tostão, Gerson, Jairzinho. Dall’altra Albertosi; Burgnich, Facchetti; Bertini, Rosato, Cera; Domenghini, Mazzola A., Boninsegna, De Sisti, Riva. Più Rivera negli ultimi sei minuti… Risultato 4-1 per i verdeoro e Coppa Rimet sulla via di Brasilia.

Finale mondiale atto secondo: siamo a Pasadena, Stati Uniti. Correva l’anno 1994. Me la ricordo bene, avevo 10 anni e quello era il “mio” primo mondiale. Orari delle partite assurde, caldo soffocante e umidità ai limite del sostenibile. L’Italia era arrivata in finale trascinata da Roby Baggio e dal fattore c… il cuore che va oltre l’ostacolo e il celeberrimo cul de Sac(chi). Il Brasile di Parreira era e resterà uno dei più brutti della storia. Squadra quadrata e pochi fronzoli, davanti Romario e Bebeto, Dunga metronomo e Taffarel in porta. Ricordiamo tutti come andò, Italia stremata e in affanno per 120 minuti (ricordate il bacio al palo di Pagliuca?) e destino beffardo ai rigori. Per i nostri sbagliarono capitan Baresi, reduce da un infortunio e ritornato proprio per la finale, Massaro e il Divin Codino… La differenza tra il condottiero che porta alla Vittoria e il principale imputato della disfatta sta tutta in un rigore sballato…

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Pablito Rossi, l’ultimo matador dei carioca

L’ultima vittoria azzurra risale al 1982, Estadio Sarrià di Barcellona, Mondiale di Spagna, secondo turno. Devo dire altro? Ai brasiliani basta un pari per uscire indenne dal gironcino terribile con gli azzurri e l’Argentina di Maradona. Credo di averla già sentita questa storia… Pablito Rossi non ha ancora segnato al Mundial. Si sblocca al quinto minuto, non si fermerà più. Pareggio di Socrates al 12°, ancora Rossi ci porta avanti al 25°.Nel secondo tempo il Brasile si porta in avanti, forte della sua tecnica e di una squadra di fenomeni: al 69° è 2-2. Falcão. Brasiliani ipoteticamente in semifinale. Ma non gli basta. Devono vincere. E finiranno per perdere. Al 75° Pablito segna la sua personalissima tripletta e punisce la loro spocchia. Brasiliani a casa, italiani verso la finale del Bernabeu, verso l’urlo di Tardelli e la partita a scopone sull’aereo presidenziale. Ah, già con la Coppa del Mondo al seguito…

L’ultima sfida, come detto risale al Torneo di Francia 1997. Era il Brasile delle punizioni di Roberto Carlos e del Ro-Ro in attacco: Romario, certo, ma soprattutto Ronaldo, il nuovo Fenomeno di cui si era invaghito Moratti. Ma questo almeno è stato fenomeno vero. Prima in campo, poi fuori. Fenomeno di tecnica e velocità quanto di sfortuna e vita bruciata. Era lui l’attrazione del Brasile. L’Italia di Cesarone Maldini poteva replicare con Del Piero, ancora giovane promessa azzurra ma già sulla vetta del mondo con la Juventus, e con un gruppo comprendente tra gli altri i giovani Nesta, Cannavaro, Panucci, Vieri e Inzaghi. La spina dorsale della nazionale per i successivi 10 anni, più o meno. Finì 3-3. Una partita memorabile. Italia avanti al 6′ con un gran gol di Del Piero. Raddoppio azzurro su autogol di Aldair. Riapre tutto Lombardo, ancora un autogol. Nella ripresa il rigore di Del Piero sembra chiudere i giochi, e invece ecco il Ro-Ro: Ronaldo al 72′, Romario all’84’. 3-3, come detto ma applausi per tutti.

Stasera prossimo atto della sfida infinita. In realtà non mi aspetto molto. Nella ghiacciaia dell’Emirates Stadium si consumerà un evento mediatico con 152 nazioni collegate. E poco altro, temo. Le amichevoli non solleticano la fantasia azzurra, il Brasile è pieno di milanisti e interisti (stranezze della Bosman)… e domenica c’è il derby. Ovvio non attendersi la luna. Eppure ci saranno Toni, De Rossi, Pirlo, Buffon, un nuovo Rossi (Giuseppe), mentre di là Ronaldinho, Adriano, Pato, Juan, Maicon e Julio Cesar. Mancherà Kakà. E pure il tormentone Amauri. Li conosciamo bene. Ci conoscono benissimo. Sorprese zero. Resta il fascino e il sapore particolare di questa sfida antica tra due nazionali e due Paesi lontanissimi, eppure intimamente legati.