19/08/2017

Tas, assurda squalifica per doping a Possanzini e Mannini

gennaio 29, 2009 di  
Inserito in Brescia, Calcio news, Napoli

daniele_mannini

Clamorosa squalifica di un anno per Mannini

Una mazzata tremenda. E’ quella caduta tra capo e collo a Davide Possanzini, bomber del Brescia, e Daniele Mannini, esterno del Napoli nonchè ex delle rondinelle. I due giocatori sono stati infatti squalificati fino al 14 gennaio 2010 dal Tribunale amministrativo dello sport (Tas). Motivo? Si presentarono tardi ad un test antidoping dopo la partita della squadra lombarda con il Chievo del dicembre 2007. La Federcalcio aveva assolto i due giocatori, il tribunale nazionale antidoping del Coni li aveva condannati a 15 giorni di squalifica (già scontati), ma la Wada, agenzia mondiale antidoping, aveva fatto ricorso. E così è scattata una squalifica che ha dell’incredibile.

Ecco la motivazione ufficiale della squalifica: “non cooperazione con i responsabili dei controlli antidoping“, che equivale a “un rifiuto di sottomettersi ai test“. Il Tas ha inoltre aggiunto di aver concesso ai due calciatori delle attenuanti in quanto “il ritardo comporta la violazione degli articoli 10.4.1 e 10.2 che varrebbe almeno due anni di squalifica, sanzione ridotta al massimo della metà se l’atleta non ha commesso un errore o una negligenza particolare“. Ma il mondo calcistico italiano non ci sta. L’Assocalciatori è pronta a dar battaglia e ad indire uno sciopero dei campionati di A e B in segno di solidarietà, poichè ritiene la sentenza “aberrante e spropositata rispetto all’infrazione contestata“. L’iniziativa ha già avuto l’appoggio del presidente di Lega Matarrese e del numero uno della Figc Abete, ma bisognerà valutare la disponibilità dei club. Sul piede di guerra anche le società direttamente interessate, Brescia e Napoli. Corioni ha annunciato che farà ricorso, l’avvocato del partenopeo, Mattia Grassani, parla della “più grande ingiustizia di sempre“. Speriamo che i vertici calcistici italiani sovvertano una sentenza assurda e che il buon senso prevalga, perchè è palese quanto sia ingiusto colpire dei giocatori che non hanno fatto uso di sostanze dopanti ma sono soltanto incappati in un cavillo burocratico.