23/05/2017

La Juve? Era il club più povero della serie A. Milan e Inter anticlericali

dicembre 30, 2008 di  
Inserito in Calcio news

27_2

Tante maglie per
mille passioni calcistiche

ROMA – La Juventus è stata la squadra più povera della serie A. Talmente povera da non potersi permettere delle maglie da calcio. E’ successo anche questo nella storia del campionato italiano. Lo raccontano Sergio Salvi e Alessandro Savorelli nel libro “Tutti i colori del calcio. Storia e araldica di una magnifica ossessione“, libro che verrà presentato il 7 gennaio al Museo del tessuto di Prato, editore Le Lettere.

Nel libro dei due studiosi fiorentini, infatti, si legge che il club più blasonato del calcio italiano era povero in canna. Così povero che le magliette bianconere furono acquistate a stock, ovviamente usate, dal North County, Nottingham. Prima le divise degli 11 studenti torinesi dello Sport club Juventus erano rosa: le mamme comprarono qualche metro di percalle e le cucirono, ma al primo lavaggio stinsero diventando cenci importabili.

Non solo Juve. L’origine dei colori sociali di Inter e Milan hanno un aspetto per nulla cristiano. Lo confermano anche le rispettive mascotte. Il Milan, per esempio, fondato da un nobile inglese profondamente anticlericale, scelse il rosso e il nero perché “colori diabolici”. L’Inter, nata qualche anno dopo, non fu da meno e sostituì al rosso il blu, che nella scala cromatica è più forte.
La Roma, invece, ha i colori imperiali dell’oro e del rosso porpora, mentre i colori del Lecce, che pure è giallorosso, hanno origine niente meno che dallo stemma degli Aragona. La Fiorentina venne fondata dal marchese Luigi Ridolfi Vay da Verrazzano che decise per l’insolito colore viola.

La Sampdoria decise di fondere i colori dell’Andrea Doria a scacchi bianchi e blu e quelli della Sampierdarenese a strisce orizzontali rosse e nere. Si optò per la striscia orizzontale unica per risparmiare sulla quantità del materiale da utilizzare e sulla manodopera. Il Genoa, per lo stesso futile motivo, riciclò il simbolo del Grifone, araldo della città della Lanterna.

Infine, l’ultima curiosità riguarda il rituale dell’esultanza. Secondo gli studiosi il togliersi la maglia per esultare con relativo sfoggio di pettorali, canottiere con messaggi religiosi, affettivi, politici, scaramantici, è identico a quello dei calcianti che sventolavano la bandiera al momento della caccia. Anche i relativi schiaffoni sugli spalti tra tifoserie avverse, provocati da questo gesto, sono identici.