23/07/2017

2008 Azzurro tra delusioni e nuove speranze

dicembre 30, 2008 di  
Inserito in Calcio news, Italia

Un 2008 in chiaroscuro per la Nazionale campione del Mondo in carica. E’ stato l’anno degli Europei, dove la nostra Nazionale era attesa a riconfermarsi ai massimi livelli dopo il trionfo mondiale, obiettivo naufragato con i rigori iberici fatali. E’ stato l’anno del ritorno del grande condottiero mondiale Marcello Lippi, pronto a guidare gli Azzurri verso un’altra magnifica avventura, non prima di aver rigenerato nel corpo e nello spirito la Nazionale reduce dalla delusione in terra austro-elvetica. E’ stato l’anno dei bomber in crisi, degli addii eccellenti, delle trentuno partite senza sconfitte sotto la guida di Lippi, del ritorno di Cassano e del successivo allontanamento del talento della Sampdoria, un anno insomma vissuto con le consuete emozioni che contraddistinguono le vicende della Nazionale Azzurra, pronta ad un 2009 in cui ci sarà da guadagnarsi la qualificazione ai campionati del mondo di Sudafrica 2010 e la Confederations Cup, manifestazione dal minor appeal rispetto al Mondiale, ma che vede la presenza di Brasile e Spagna. Che un grido percorri i dodici mesi dell’anno che sta per iniziare: Forza Azzurri.

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2008 amaro per l’ex ct Donadoni
afp photo/copyright flickr.com

Verso gli Europei: grande fiducia nel clan Italia– Il 2007 si era chiuso come meglio non poteva per la Nazionale azzurra guidata da Roberto Donadoni, improvvisamente entrato nei cuori dei tifosi e della dirigenza della FIGC. La qualificazione ai campionati Europei di Austria e Svizzera era stata ottenuta grazie ad una brillante conclusione di girone, che dopo il pari della partita di San Siro contro i cugini francesi, era sembrata alquanto complicata. Il Ct aveva lasciato cadere critiche e polemiche, pensando a come portare l’italia agli Europei. Missione compiuta grazie ad un gioco gradevole e un gruppo ben affiatato: la vittoria simbolo di Glasgow, contro i padroni di casa della Scozia, è senza dubbio la migliore partita della gestione Donadoni. Con un gruppo ben affiatato e collaudato, composto per la grand parte da campioni del mondo, il Ct ha potuto testare e dirimere i suoi ultimi dubbi circa la lista definitiva dei 23 da portare al di là delle Alpi, con tre test match prima dell’esordio contro l’Olanda. Il 6 febbraio a Zurigo, gli Azzurri sfidavano il Portogallo di Cristiano Ronaldo, altra squadra pretendente alla vittoria finale. Al “Letzingrund”, teatro di alcune sfide europee della nostra nazionale, la squadra di Donadoni fa un figurone di fronte alla squadra del futuro Pallone d’Oro: il trio d’attacco Di Natale- Palladino- Toni abbatte le resistenze della squadra lusitana e fornisce una prova di bel calcio e ottima intesa individuale, mentre a centrocampo il trio Pirlo- De Rossi- Ambrosini fa dimenticare l’assenza di Gattuso. Un mese dopo, altro test di prestigio con la Spagna, futura campione d’Europa, a Elche, che dà altri confortanti indicazioni al Ct: entra in pianta stabile tra gli undici titolari Panucci, mentre Aquilani e Borriello si candidano a essere i rincalzi dei titolari ed entrare nella fatidica lista dei 23. Contro la squadra di Aragones, l’Italia gioca bene, diverte a sprazzi, ma fallisce troppe occasioni e deve arrendersi ad una prodezza di David Villa, che batte imparabilmente Buffon. Con la conclusione del campionato, Donadoni conferma tutte le previsioni delle vigilia e convoca il gruppo ampiamente forgiato nei mesi che hanno preceduto la massima manifestazione continentale per nazionali: restano a casa Iaquinta, Oddo e Montolivo, mentre fra lo scalpore c’è Antonio Cassano, autore di una ottima conclusione di stagione con la Sampdoria. Una Nazionale con un Cassano in più e con tanta, tanta euforia e sicurezza in sè stessa e nelle sue potenzialità. Sicurezza che l’Olanda cancella in un battibaleno…

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La cocente eliminazione all’Europeo per mano della Spagna
la presse/copyright flickr.com

La Spagna ci fa fuori ai rigori: Donadoni abbandona la panchina azzurra– Il 9 giugno, gli Azzurri iniziano il loro cammino europeo da Berna, contro gli Oranje di Marco Van Basten. Dopo aver perso capitan Cannavaro per infortunio, durante gli allenamenti prima dell’esordio, l’Italia perde anche la faccia contro gli arancioni, subendo un tracollo di proporzioni gigantesche per dei campioni del Mondo; un 3-0 firmato Van Nistelrooy, Sneijder e Van Bronckhorst che non ammette repliche. Difesa ridicola, centrocampo disastroso e senza mordente, attacco spuntato e Donadoni si ridesta dall’idillio con la stampa e torna più sotto accusa che mai con alle spalle la minacciosa ombra di Lippi. Il riscatto potrebbe arrivare quattro giorni dopo a Zurigo contro la presunta cenerontola del girone Romania: quanta sofferenza per strappare un pareggio per i nostri sfortunati e impotenti Azzurri, che riagguantano la squadra di Piturca con Christian Panucci, dopo aver subito il gol di Mutu (su incredibile svarione di Zambrotta) e aver rischiato di essere eliminati, causa rigore (sbagliato) dello stesso Mutu. Non è servito inserire forze fresche tra gli undici titolari, come De Rossi, Del Piero e Chiellini. Il gioco risulta macchinoso, abulico, inconcludente, Donadoni sente già lontana la panchina azzurra. Per agguntare una difficoltosa qualificazione bisogna battere la Francia e sperare che la Romania non batta l’Olanda. La partita più attesa del girone, la rivincita della finalissima mondiale, vede la vittoria dell’Italia, che grazie alla vittoria olandese, ottiene il pass per i quarti di finale. Donadoni con i cugini transalpini decide di schierare subito Cassano e le sue scelte sono premiate dall’uno-due di Pirlo e De Rossi, che abbattono una deludentissima Francia. Il 22 giugno a Vienna ci aspetta la Spagna, capace di vincere il suo girone con un cammino netto di tre vittorie su tre partite. Donadoni opta per un centrocampo a quattro per tre quarti giallorosso romanista: Aquilani, De Rossi, Perrotta e il milanista Ambrosini, mentre la coppia Cassano-Toni con il compito di far male a Casillas. Si assiste ad una partita nervosa, a ritmi alti, che lascia ben poco allo spettacolo e che vede una nazionale italiana contratta, con una manovra poco fluida, con ataviche indecisioni e problemi di costruzione. Non bastano centoventi minuti per decidere la semifinalista che sfiderà la sorpresa Russia di Hiddink e sono necessari i rigori. Proprio gli undici metri che in Germania ci furono così benigni, adesso ci condannano ad abbandonare anzitempo la competizione continentale: gli errori di De Rossi e Di Natale fanno da contraltare alla perfetta esecuzione degli iberici, che passano alla semifinale ed andranno poi a conquistare il titolo di campioni. Donadoni, senza più fiducia della Federazione e contestato dalla stampa, preferisce dimettersi dalla guida della Nazionale azzurra, mettendo fine ad un discusso incarico e spesso ad una ingenerosa valutazione data alle sue scelte. Al suo posto viene richiamato Marcello Lippi, nel tentativo di rivitalizzare una squadra apparsa appannata e tentare una nuova rincorsa mondiale.

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Il grande ritorno di Marcello Lippi
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Lippi in fuga verso Sudafrica 2010, con un Giuseppe Rossi in più. “Dove eravamo rimasti?“- Con queste parole “il più bel prodotto di Viareggio dopo Stefania Sandrelli” (parole del compianto avvocato Agnelli) riprende lì dove aveva lasciato, con il compito di risollevare il morale un pò provato dalla prematura eliminazione europea. Si ricomincia senza scossoni, senza rivoluzioni paventate e ipotizzate dalla critica. Per la prima amichevole del Lippi-bis contro l’Austria, rimangono molti reduci di Euro 2008, con l’aggiunta di alcune new entry o vecchie conoscenze della maglia azzurra: si rivedono Bonera e Gilardino, mentre all’esordio assoluto Andrea Dossena, appena acquistato dal Liverpool, oltre a Palombo e Cassetti. Il ritorno dell’ex tecnico juventino coincide con un sofferto pareggio contro l’Austria, che addirittura va in vantaggio di due gol, salvo poi essere riagguntata da un gol di Gilardino e un autogol maldestro del portiere Oczan. Ben più importante la partita del 6 settembre in quel di Larnaca, teatro della prima partita degli Azzurri verso Sudafrica 2010. Lippi propone l’audace tridente Gilardino-Di Natale-Toni contro i baldi ciprioti: ne viene fuori una sfida complicata e durissima che ci vede vicino all’incredibile ko. Dopo essere andati in vantaggio con un gran gol di Totò Di Natale, Aloneftis ci fà capire che Cipro non è sinonimo di belle scampagnate e abbronzature da far invidiare altre ben più rinomate località, ma ci trasforma una serata in cui si sarebbe aspettata una goleada in sofferenza atroce per i titolati campioni azzurri. Solo un gol dello stesso Di Natale in pieno recupero ci consente di tornare in Italia immeritatamente con i tre punti. Quattro giorni dopo seconda gara del raggruppamento contro la Georgia al “Friuli” di Udine, una doppietta di De Rossi ci fa superare l’ostacolo caucasico. Un mese dopo, la Nazionale Azzurra fà visita alla Bulgaria di Markov, con la grande novità Giuseppe Rossi, da tutti indicato come astro nascente della massima selezione nazionale. L’altra novità è rappresentata dall’esordio di Simone Pepe, attaccante dell’Udinese. A Sofia si vedono più sbadigli che azioni da gol ed è inevitabile il pareggio finale. Poco male, visto che quattro giorni dopo Aquilani ci regala i tre punti contro il Montenegro, in una gara per nulla facile da portare a casa. La nazionale montenegrina degli “italiani” Vucinic e Jovetic ci mette in difficoltà, ma due bei gol del centrocampista della Roma ci regalano tre punti importanti a mantenere la media inglese. Con uno score rassicurante di dieci punti, che vale il primo posto in classifica, a tre punti di distacco sull’Irlanda di Giovanni Trapattoni, la Nazionale lippiana chiude il suo 2008 chiaroscuro, ad Atene, in una amichevole contro la Grecia di Otto Rehhagel. Una gara amichevole, ma importante per due avvenimenti: l’1-1 finale consegna a Lippi la sua 31esima partita consecutiva senza sconfitte sulla panchina dell’Italia e il gol al 54esimo minuto di gioco di Luca Toni, interrompe il digiuno dell’attaccante del Bayern Monaco, dopo oltre 600 minuti senza realizzazioni.

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Nel 2009 a caccia
della Confederations Cup

Adesso dateci la qualificazione mondiale e la Confederations Cup– Dopo un 2008 intenso e pieno di impegni importanti, anche il 2009 non sarà da meno. Già a febbraio giocheremo la prestigiosa amichevole contro il Brasile di Carlos Dunga, sfida che manca dal lontano 1997, da un pirotecnico 3-3. Poi subito sotto con le qualificazioni mondiali, dove ci giocheremo gran parte delle nostre speranze di approdare in Sudafrica contro il Montenegro e l’Irlanda, la uniche che possono negarci il pass iridato. Sudafrica che visiteremo comunque a giugno, con l’inedita (per noi) Confederations Cup, il mondiale in miniatura voluto da Joseph Blatter. Anche qui ci sarà l’affascinante sfida ai verdeoro, oltre al confronto contro USA e Egitto, e siamo sicuri che Lippi vorrà indubbiamente fare bella figura, oltre a continuare l’inserimento dei giovani azzurri entrati in pianta stabile nel giro della nazionale. Dopo l’estate, si riprenderà con l’ultima tornata di gara di qualificazione al Mondiale, che speriamo ci possa permettere di difendere il titolo ottenuto nel 2006 in Germania.