23/08/2017

…Oggi? Il Mondiale per Club…

dicembre 22, 2008 di  
Inserito in Calcio Estero

L’Intercontinentale di fine millennio non se la passava bene, l’abbiamo visto… Una crescente carenza di fascino dovuto alla mancanza di contenuti tecnici, con le squadre sudamericane sempre meno competitive, e all’interesse relativo da parte degli europei (club, media, tifosi in rigoroso ordine alfabetico). L’Intercontinentale era ormai scesa al rango di coppetta, proprio mentre emergevano i tornei extralarge in salsa televisiva come la Champions League allargata. Tutto il resto era noia. Soltanto il Giappone e i due Paesi delle squadre sfidanti davano un certo risalto al torneo. Occorreva cambiare. E fin qui tutti d’accordo. Soprattutto lui, l’onnipresente, il polipone Blatter. Con i suoi mille tentacoli aveva già messo sotto l’egida della FIFA la Confederations Cup, torneo per nazionali nato dall’elitaria idea di un principe saudita voglioso di grande calcio nel suo deserto e trasformato nella Coppa dei Campioni continentali. Interesse globale? Zero, tanto da essere usato come torneo sperimentale da tutte la nazionali che contano.

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Il Mondiale per Club

Ma Blatter non si accorge del fallimento e rilancia: perchè non usare lo stesso format con i club? Sarebbe un piccolo mondiale, sarebbe ufficiale (cioè la FIFA passerebbe da una cassa sino ad allora chiusa a chiave), e darebbe slancio ad un Intercontinentale morente… È l’alba del nuovo millennio (o il tramonto del vecchio…punti di vista), gennaio 2000, nasce il Mondiale per Club, per ora affiancato alla vecchia Intercontinentale. Si gioca in Brasile dal 5 al 14 gennaio. 8 squadre invitate: le 6 campioni continentali più il Corinthians (campione nazionale del paese organizzatore) e il Real Madrid, da poco nominato club del secolo. Il Manchester Utd, altra europea in corsa, rinuncia per la trasferta in Brasile a partecipare alla FA Cup, il trofeo più antico del mondo. Gli inglesi non gliel’hanno ancora perdonato… Vinceranno i brasiliani del Corinthians sui connazionali del Vasco da Gama ai rigori dopo uno scialbo 0-0. E le due big europee? Real Madrid quarto, sconfitto nella finalina dai messicani del Necaxa, che avevano già fatto fuori nella fase a girone i Red Devils. Una figuraccia storica. Si ritorna a casa a testa bassa. Ma tuttaltro che a mani vuote, anzi, con una valigetta piena di soldi…insomma il bluff valeva il piatto. La seconda edizione, con sede in Spagna, non avrà mai luogo, causa ritiro del main sponsor. Senza un piatto ricco nessuno ci si ficca…

Il polipone non si perde però d’animo, il Mondiale tornerà nel 2005, con un format diverso (quello attuale per indenderci). In soffitta l’obsoleta Coppa dei Due Continenti, spazio alla “Coppa dell’Amicizia”. Portano a casa il torneo il San Paolo e l’Internacional dove mostra i primi vagiti l’adolescente Pato. Poi il Milan, ieri il Manchester Utd. Un bilancio? Fallimentare. Il grande pubblico resta estraneo e i contenuti tecnici vengono definitivamente dilapidati. Gary Neville, capitano nello Utd campione afferma addirittura che avrebbe preferito restare in patria a giocare la Premier League, piuttosto che partecipare a questa farsa. Persino la Gazzetta dello Sport parlava pochi giorni fa di un torneo senza appeal. E lì mi è venuto un dubbio… Ma l’anno scorso (quando a partecipare era il Milan) non era stato descritto come il torneo del futuro, fantastico, strepitoso etc..?! Mah, “leccaculaggini” giornalistiche a parte, occorre un cambiamento. Occorre ridare al torneo una sua valenza, un posto nel mondo (del calcio). Altrimenti sarebbe stato meglio lasciar morire l’Intercontinentale di morte naturale.

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I campioni del 2000 del Corinthians

E qui mi permetto di dare il mio piccolo contributo. L’idea è utopica (o troppo realistica che fa lo stesso), ma se avete la pazienza di seguirmi forse potreste trovarla interessante. Oppure una fantozziana cagata pazzesca. Fate voi… Visto che sono molto democratico (sic) accetto l’idea di avere le rappresentanti di ogni continente. E anche la squadra campione nazionale del paese ospitante (evvai!). Però inviterei anche le squadre campioni nazionali dei 5 migliori tornei europei (Inghilterra, Spagna, Italia, Francia, Germania) più i campioni nazionali di Brasile e Argentina. E perchè non dare la possibilità ai detentori di difendere il titolo? Siamo a 15 squadre, ne manca una… potrebbe essere la squadra vincitrice della coppa nazionale del paese ospitante, o i campioni d’Olanda o preferite il Portogallo? Poco importa a questo punto… 16 squadre e format degli Europei (4 gironi da 4, quarti e via dicendo). Tanto per capirci, quest’anno oltre a Manchester Utd, LDU Quito, Pachuca, Gamba Osaka, Al Alhy, Auckland Utd e Waitakere Utd ci sarebbero state anche il il Milan (detentore), il Real Madrid (Spagna), l’Inter (Italia), il Lione (Francia), il Portsmouth (vincitore FA Cup, il Manchester c’è di diritto come campione d’Europa), il Bayern Monaco (Germania), il San Paolo (Brasile), una tra Lanús e River Plate (rispettivamente vincitori dell’Apertura e del Clausura argentino) più una sedicesima a scelta, come dicevo sopra (in neretto o messo le squadre più o meno competitive). La farei disputare nel mese di gennaio… Tutto il mese… e nel resto del mondo (o almeno nei paesi interessati) fermerei i campionati. Il che porta molteplici vantaggi: intanto un interesse globale verso una manifestazione finalmente con un livello tecnico decente, che magari invoglia i partecipanti a dare il massimo per vincerla (che è poi quello che vogliamo, più sponsor, più qualità, più utenti). Poi i calciatori delle varie leghe avrebbero un mese di pausa invernale, sulla falsariga di quanto accade in Germania, proprio in gennaio quando giocare è davvero un impresa (leggi campi congelati). A mio avviso ne beneficerebbero anche i campionati: basta posticipi inguardabili su campi di patate e i giocatori, più riposati per il rush finale, e magari diminuirebbero gli infortuni muscolari… Senza contare che gennaio è il mese del mercato. Senza giocare si può pianificare meglio il futuro. Certo, si dovrebbe iniziare a giocare prima, magari a ferragosto, ma almeno in settembre i nazionali sarebbero già rodati e non si rischierebbero figuracce stile Cipro-Italia. Lo disse Donadoni in tempi non sospetti e gli risero in faccia, l’ha ripetuto Lippi due mesi fa e tutti a baciare le mani (le solite “paraculaggini”). Forse bisognerebbe diminuire il numero delle partecipanti delle varie Serie A, Premier League e compagnia cantante a 18, magari 16 squadre (ma sarebbe un male?). E poi c’è un aspetto prettamente morale (da bravo democratico…): vincere il campionato tornerebbe ad avere un significato tangibile. Mi spiego meglio: oggi con la Champions allargata vincere il campionato o arrivati quarti è praticamente la stessa cosa (Galliani dixit), perchè l’importante è arpionare la qualificazione in Champions League. Dare alle squadre campioni nazionali il pass per il Mondiale ridarebbe ulteriore risalto alla Vittoria.

  • freeiwan scrive:

    e per gli effetti della legge bosman ed il numero di stranieri in campo come la mettiamo? come pensate che si debba tutelare l’equilibrio tra europee e sudamericane?

  • Marco Belegni scrive:

    E’ un’idea anche questa! Solo che i gironi da 3 mi fanno un po venire i brividi 😀 ….

    Altre ipotesi?

  • Giuseppe Cristaldi scrive:

    Condivido…io però l’ho pensata in modo leggermente differente… cioè 12 squadre divise in 4 gironi (in quanto col sistema dei quarti e le 16 squadre si andrebbe per le lunghe e diventerebbe quasi una nuova champions, e tra l’altro sarebbe difficile collocarla nel calendario, a meno che non si riducano le partecipanti ai campionati nazionali e si torni alle 16 squadre), quindi ogni girone da 3 squadre. Le partecipanti: campioni di inghilterra, italia, spagna, germania o francia in base a chi occupa poi il 4° posto del ranking UEFA (quindi la partecipazione delle squadre campioni delle varie federazioni può variare di anno in anno in base al coefficente del campionato stesso). Poi campioni di brasile e argentina (stesso discorso detto sopra, anche se qui si sa che sono questi 2 i campionati migliori),e poi i 6 campioni continentali. Se una squadra è sia campione nazionale , sia continentale, parteciperà la finalista perdente della coppa continentale. La sede varierebbe di anno in anno in base alle candidatue (come nel mondiale per le nazionali). Le vincenti dei 3 gironi +la migliore seconda si qualificherebbero per le semifinali, ecc.

    Mentre nel caso in cui si tornasse alle 16 squadre nei campionati nazionali, il discorso cambierebbe, includendo oltre alle 12 sopra dette anche la quinta europea, la terza sudamericana (e siamo a 14), e le vincenti di coppa UEFA e coppa Sudamericana per dare più prestigio a queste 2 manifestazioni. E in questo caso poi si procederebbe con i 4 gironi da 4…quarti…semifinale…e finale. Non voglio stancarvi ulteriormente su altri dettagli…

  • admin scrive:

    non male come idea!!!

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