22/09/2017

Al Quito basta mezzora. Continua il sogno mondiale

dicembre 17, 2008 di  
Inserito in Calcio Estero

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Bieler dà la prima mazzata al Pachuca

Tokyo– La LDU Quito non fallisce l’appuntamento con la storia. Dopo esser stata la prima formazione ecuadoregna a conquistare la Libertadores, tenterà l’assalto anche al tetto del mondo, presumibilmente contro il Manchester United impegnato domani nell’altra semifinale -che dovrebbe essere una formalità- con i giapponesi del Gamba Osaka. La Liga ha liquidato la pratica Pachuca nella prima mezzora resistendo ai successivi assalti dei messicani. Si conferma la tradizione secondo la quale le formazioni sudamericane hanno sempre disputato l’atto finale del Mondiale per Club.

Tutto in mezzora– Sotto la pioggia di Tokyo è andato in scena l’ennesimo capolavoro tattico del tecnico Bauza, il vero artefice dei successi ecuadoregni. Anche se il Quito, va detto, ha avuto la strada spianata dal gol del vantaggio segnato dopo appena 4 minuti. Una rete per altro rocambolesca: Manso -il migliore dei suoi- trova il corridoio giusto per l’unica punta Bieler che viene però anticipato prima della conclusione a rete. Ma la buona sorte arride all’attaccante ecuadoregno che, dopo un rimpallo tra i difensori messicani, si ritrova tra i piedi la sfera con cui battere agevolmente Calero. E così il Quito può interpretare il suo canovaccio preferito, difesa e contropiede. La reazione dei messicani è lodevole ma confusionaria, e Cevallos -l’eroe della finale di Libertadores- è sempre vigile. Il dubbio che per il Pachuca  non sia proprio giornata sorge quando l’arbitro gli nega un rigore netto, e diventa certezza al 26′. Manso -ancora lui- tenta un assist-pallonetto intercettato di mano guadagnando una punizione dal limite. S’incarica della battuta Bolanos, uno dei due gioielli de “Los Centrales” insieme a quel Guerron finito nel frattempo al Getafe. La sua parabola, complice una barriera un pò ferma sulle gambe, è imprendibile per l’estremo messicano. I Tuzos di Enrique Meza si trovano sotto di due gol al di là dei loro evidenti demeriti e limiti come nei quarti con gli egiziani dell’Ah Ahly. Ma stavolta la super rimonta non riesce perchè la formazione di Bauza fa dell’organizzazione il suo punto forte. Gimenez e Marioni sfiorano la rete che potrebbe riaprire la contesa, ma pian piano la spinta del Pachuca -forse appagato da una stagione di successi e dal comunque onorevole accesso alla semifinale- si affievolisce. Nel finale è il Quito a sfiorare il tris, ma sulle montagne ecuadoregne è già festa grande. Il sogno mondiale continua.