20/08/2017

Rinasce l’Unione Sportiva Fiumana

dicembre 4, 2008 di  
Inserito in Calcio news, Lega Pro

Immagine di repertorio della gloriosa US Fiumana

TORINO- Ferite ancora aperte. Quelle lasciate dalla Seconda Guerra Mondiale. L’Italia, sconfitta, dovette abbandonare la Venezia Giulia, l’Istria e la Dalmazia, cedute, dopo un sofferto trattato di pace, alla Jugoslavia di Tito. Ferite ancora aperte, come le foibe, orribile macchia nella moderna storia dell’uomo troppo spesso tenuta sotto silenzio, o come l’esodo di circa 350mila istriani dalla loro terra d’origine e sparsi per tutta Italia come profughi, e mai indennizzati. Oggi, se prendiamo i figli e i nipoti di quell’esodo si parla di circa 800mila persone. Il gruppo più numeroso vive in Piemonte, 40mila persone. Da Fiume a Trieste, poi a Udine, Padova, Mantova, infine Torino. Un’odissea: 12 anni trascorsi nei campi profughi, «con gli italiani che ci guardavano male. Pensavano che fossimo fascisti perché scappavamo da un regime socialista. A Mantova, per le elezioni del ‘48, i comunisti promisero di bruciare il nostro campo se ci fosse stato uno spostamento dei voti a destra. Naturalmente non ci fu, tra noi c’era di tutto, operai, pescatori, contadini. E forse fu la prima volta che cadde il muro della diffidenza» ricordano i fratelli Vatta in un intervista al quotidiano La Stampa. Gli stessi che stanno cercando di sanare, almeno in minima parte, l’orgoglio di quelle popolazioni con un progetto serio ed interessante: far rinascere l’Unione Sportiva Fiumana ed iscriverla al campionato di Lega Pro già dalla prossima stagione. La concessione a riutilizzare le insegne della vecchia Fiumana è arrivata direttamente da Guido Brazzoduro, presidente del Libero Comune di Fiume. Una sorta di «sindaco» in esilio della città istriana.

L’idea è di Sergio Vatta, 71 anni, originario di Zara, l’artefice dei successi della Primavera del Torino negli anni 80 e 90. Lo scopritore di Lentini, Lerda, Francini, Cravero, Vieri, Cois e Sottil, tanto per fare qualche nome. Al suo fianco il fratello Antonio, il presidente piemontese dell’associazione degli esuli dalmati e della Venezia Giulia. La Fiumana, società fondata nel 1926 nella città dei giorni d’oro di D’Annunzio, disputò due campionati di Serie B (1929/30 e 1941/42) e tanta prima divisione (la Serie C di allora) prima di sparire nel 1943 tra gli orrori della guerra e rinascere nel 1954 come Rijeka (squadra che attualmente milita nella prima divisione croata). Tra i giocatori che vi militarono nomi importanti che hanno fatto la storia del calcio italiano, come Loik, il motore del Grande Torino e scomparso a Superga, i fratelli Varglien, il centravanti della Roma Volk, Marcello Mihalic che fu il primo istriano a vestire la maglia azzurra, e la bandiera del Novara, Udovicich.
Maglia amaranto, pantaloncini gialli e blu, a ricordare i colori della città. Il progetto è già stato presentato sia al Presidente del CONI Petrucci, che si è detto entusiasta, sia al Presidente Federale Abete, che però sembrerebbe orientato ad iscrivere la squadra in Serie D. I Vatta preferirebbero la Lega Pro, dove, a loro dire, circolerebbero meno soldi in nero e dove sono convinti che con un budget attorno ai due milioni si possa costruire una squadra dignitosa, di cui dovrebbero far parte, questo è l’augurio, giocatori di origine istriana e dalmata, oltre a giovani provenienti dai migliori vivai d’Italia (già allacciati rapporti di collaborazione con Lazio, Milan, Fiorentina, Sampdoria, Torino e Juventus). I Vatta sperano di coinvolgere nel progetto anche il Presidente della Juventus, Cobolli Gigli e Sergio Marchionne, amministratore delegato Fiat, entrambi di origini istriane, oltre ad industriali e sponsor che si sono già detti interessati. La sede della società sarà Torino, dove, come detto, risiede la maggior parte degli esuli, e lo stadio è stato individuato al Parco Ruffini, 8000 posti. “Una volta – dice ancora Antonio Vatta alla Stampa- tra fiumani, istriani e dalmati si era divisi dal campanilismo, da profughi abbiamo trovato una dolorosa coesione. La Fiumana sarà la nostra Nazionale. E il gesto della Federcalcio sarà il risarcimento morale, tardivo ma importante per quanto perdemmo senza ricevere una lira di indennizzo. Non abbiamo mai alzato la voce. Forse è ora che ci riconoscano qualcosa”.
La Fiumana è tornata…