Archivio per novembre 2008

Champions League, Inter

Inter-Panathinaikos 0-1: quando è facile complicarsi la vita

Sarriegi firma la storica vittoria dei greci a S.Siro
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MILANO- Come complicarsi la vita in Champions? Chiedere ai ragazzi di Mourinho, che incassano una sconfitta in casa contro il Panathinaikos nel girone più facile che sia toccato ad un’italiana, dopo il pareggio a Cipro contro l’Anorthotis.

SOLO NOIA- Primo tempo da sbadiglio, scosso solo dal palo di Adriano di esterno sinistro all’11 e dal pallonetto di Ibrahimovic di poco alto. Per il resto è poca cosa: il tecnico dei greci, Ten Cate, schiera un 5-4-1 che è tutto dire. Spazi zero per i nerazzurri, con il ritorno di Figo nel tridente avanzato.

CAMBI- La ripresa vede l’uscita di Muntari per Quaresma. Squadra più sbilanciata, e i greci ne approfittano andando vicini al vantaggio con Simao, gran bolide alto dalla distanza. Al 68′ la doccia fredda: su calcio d’angolo Julio Cesar respinge un colpo di testa di Goumas, palla corta che Sarriegi non deve farlo altro che accompagnare in rete. L’Inter è sotto e non ci sta ad incassare la seconda figuraccia di questa prima fase del torneo. Dentro Balotelli e Cruz, fuori Figo e Maxwell. Sarà l’argentino ad essere pericoloso per ben 2 volte: su un colpo di testa spazio alla parata miracolosa di Galinovic, poi un tiro che supera di pochissimo la traversa.

SI PASSA MA CHE FATICA- I nerazzurri passano comunque il turno: ora è da stabilire se in prima o in seconda posizione. Resta il fatto che sarebbe dovuta essere una passeggiata questo girone, visto la differenza qualitativa abissale con le altre compagini. Mourinho, nel dopo partita, ci va giù pesante, definendo immeritato il passaggio dopo una prestazione così scialba. In attesa di scontrarsi con avversari di valore decisamente superiore.

Champions League, Roma

Roma corsara a Cluj. Qualificazione vicina

Gran doppietta per Brighi
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CLUJ- Signori e signore, la Roma è ufficialmente tornata. I giallorossi confermano l’ottimo stato di forma mostrato in campionato uscendo vittoriosi dal gelo di Cluj. Il terzo successo in Champions League vale il primo posto nel girone ma non la matematica qualificazione; ai giallorossi, però, basterà un pari all’ultima giornata contro il Bordeaux per accedere agli ottavi, impresa che pareva maledettamente complicata dopo la falsa partenza.

Doppio vantaggio e brividi- Il cambio di gioco e modulo è confermato. Con Vucinic febbricitante in panchina, spazio al rombo con Perrotta rifinitore di Totti e Baptista. Ma l’uomo chiave è ancora una volta Brighi: dopo il centro in campionato, l’ex riminese graffia per la prima volta in Europa. E’ l’11′, e dopo un avvio stentato la Roma si è già scaldata nel gelo romeno (il termometro segna -4). Il Cluj non è più quello dell’andata, ma deve cercare ad ogni costo la vittoria per restare in corsa: al 19′ Trica manda di poco a lato da ottima posizione. La formazione di Spalletti, però, è più cinica che mai e colpisce ancora. E’ capitan Totti, con una punizione delle sue, a incenerire Stancioiu. 12° centro europeo per il numero 10. Colto il raddoppio fatalmente la concentrazione cala. I romeni sono bravi ad approfittarne con Konè al 30′, il più lesto di tutti sulla corta respinta di Doni dopo la conclusione di Pereira. L’ivoriano potrebbe concedere il bis nel finale di frazione e ad inizio ripresa, ma in entrambi i casi si divora il pari a due passi dall’estremo giallorosso. Errori fatali.

Ancora Brighi- Passata la paura, la Roma riprende il controllo del match. La squadra di Trombetta fatica ora a costruire, i giallorossi aspettano l’occasione giusta per colpire. Ed infatti arriva puntuale il gol della sicurezza. Bellissima l’azione avvolgente che si conclude con lo stop di sinistro e destro incrociato di Brighi. Il centrocampista corona dunque una grande prestazione con la doppietta. 3-1, vittoria in ghiaccio. Da lì in poi è accademia, la Roma raddrizza definitivamente la sua situazione in Europa. Il verdetto finale, però, è rinviato alla sfida col Bordeaux: un punto significherà ottavi, tre addirittura primato assicurato.

Champions League

Bayern, Lione, Villarreal, Manchester Utd, Arsenal e Porto agli ottavi

La 5° giornata di Champions League decreta verdetti definitivi per le squadre nei gironi impegnati ieri. Avanzano in blocco agli ottavi Bayern Monaco e Lione (a discapito della Fiorentina), Villarreal, Manchester United, Arsenal, Porto e Real Madrid (a braccetto con la Juve). Per la questione primo e terzo posto -quello valido per la consolazione Uefa- bisognerà in quasi tutti i casi attendere l’ultimo turno.

GIRONE E
VILLARREAL-MANCHESTER UTD 0-0
Ben poco da annotare nella sfida del Madrigal. Vince la noia e la voglia di non farsi male per strappare il punticino qualificazione. L’unico a non essere d’accordo è Capdevila, autore di un’entrata assassina su Cristiano Ronaldo che gli costa il rosso. Discorso leadership rinviato.

AALBORG-CELTIC GLASGOW 2-1
Clamoroso in Danimarca. I padroni di casa la spuntano in rimonta, in piena zona Cesarini, strappando un’insperata qualificazione in Uefa. Il brasiliano Robson illude gli scozzesi all’8′, il suo connazionale Caca pareggia i conti. Il pari pare andare in archivio, ma un’autorete di Caldwell decreta la condanna del Celtic all’87′.

Doppietta per Klose
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GIRONE F
BAYERN MONACO-STEAUA BUCAREST 3-0
Serata di festa all’Allianz Arena per il Bayern e Toni, che riesce finalmente a segnare il primo gol in Champions. Prima e dopo il suo tuffo vincente di testa, incantano Klose con una doppietta e Ribery con le sue giocate illuminanti. I bavaresi avanzano agli ottavi con il Lione vittorioso a Firenze e si giocheranno il primo posto nello scontro diretto. I romeni dovranno invece batter i viola per accedere all’Uefa.

GIRONE G
ARSENAL-DINAMO KIEV 1-0
Un gol di Bendtner nel finale viziato da un tocco di mano qualifica i Gunners e condanna gli ucraini. Gara dura, spigolosa, che regala poco allo spettacolo. Ma per la formazione di Wenger va bene così: un punto nell’ultima giornata e sarà primo posto.

FENERBAHCE-PORTO 1-2
I portoghesi espugnano dopo Kiev anche Istanbul e accedono meritatamente agli ottavi. Hombre del partido Lisandro Lopez, doppietta per lui, inutile il gol bandiera di Kazim. Il Porto sogna ora il colpaccio con l’Arsenal per conquistare la leadership nel girone. La formazione di Aragones, invece, ha pochissime speranze di strappare il terzo posto alla Dinamo, attualmente a +3.

Raul decisivo a Minsk
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GIRONE H
BATE BORISOV-REAL MADRID 0-1
In tempo di penuria d’attaccanti ci pensa l’eterno capitan Raul. Il guizzo del bomber spagnolo al 7′ vale la qualificazione agli ottavi insieme alla Juve con il minimo sforzo possibile. Ma il primato rimane utopia, poichè le merengues devono sperare in un ko dei bianconeri all’ultima giornata con i bielorussi.

-Guarda le classifiche gironi Champions League nelle nostre sezioni apposite…-

Champions League, Juventus

Juve, pari a reti bianche in Russia. Primo posto nel girone ad un passo

Ranieri vicino al primo posto
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SAN PIETROBURGO- Obiettivo primo posto rinviato. Una Juve già qualificata agli ottavi di Champions League torna dalla trasferta nel gelo russo con un punto che la avvicina ma non le consegna il primato matematico nel girone. Nell’ultima giornata contro il Bate, però, basterà un punticino per assicurarselo. Prova comunque convincente dei bianconeri che sembrano aver assorbito bene la sconfitta di campionato contro l’Inter.

Doppio palo- Che Ranieri voglia chiudere il discorso primo posto a San Pietroburgo è chiaro dallo schieramento messo in campo: solo Amauri e Legrottaglie riposano per lasciare spazio a Mellberg e Iaquinta; 8/11 della formazione anti-Inter viene riproposta. Camoranesi torna dal 1′, titolari pure Del Piero e Nedved. E la Juve sembra all’inizio in grado di schiacciare un avversario costretto a vincere dalla classifica -allo Zenit servono due vittorie per sperare- ma fuori condizione poichè il campionato nazionale è già terminato. I bianconeri sono pericolosissimi in più di un’occasione. Mellberg scheggia il palo con un’inzuccata su cross di Camoranesi, Iaquinta fa bis su assist di Molinaro. La terza chanche è per Del Piero, Malafeev si salva in corner. Lo Zenit si vede solo nel finale con una punizione di Tymoschuk e un gol annullato a Pogrebnyak.

Lo Zenit ci prova- La formazione di Ranieri si muove bene anche nella ripresa. E’ ancora il capitano bianconero ad avere l’occasione più ghiotta, ma sbaglia clamorosamente a tu per tu con il portiere. Lo 0-0 non si sblocca, i russi capiscono che bisogna cambiare marcia per tornare in corsa per gli ottavi. La crescita è inesorabile e si trasforma presto in assedio. Danny mette i brividi a Manninger due volte, sulla terza è Marchisio a metterci una pezza in ripiegamento. Nel finale anche i russi centrano un legno con Pogrebnyak, ma finisce così. Lo Zenit è fuori e si giocherà il terzo posto valido per la Uefa con i bielorussi; la Juve  è invece ad un passo dal primo posto.

Bundesliga

Bundesliga: perde il Bayer, l’Hoffenheim se ne va

L’Arminia castiga a sorpresa il Bayer

BERLINO- L’Hoffenheim resta solo in testa alla classifica dopo la 14′ giornata di Bundesliga. Merito dell’ex fanalino Arminia Bielefeld, capace di battere il Bayer Leverkusen. Bene il redivivo Bayern che strapazza il Cottbus, così come l’Hertha, il Dortmund e lo Schalke, tutte vincenti. Benissimo l’Amburgo, che si impone nel derby contro un Werder con troppi alti e bassi e ormai a 11 punti dalla vetta.

Risultati netti- Eh sì, basta guardare i tabellini. Come al solito tanti gol e risultati secchi. L’Hoffenheim continua la sua marcia verso il titolo d’inverno andando a vincere a Colonia 3-1 (doppietta di Ibisevic, a quota 16 gol stagionali). Vede e rilancia il Bayern: 4-1 al Cottbus. Ribery, Demichelis, Klose e il redivivo Toni calano il poker bavarese. Passa la mano invece il Bayer Leverkusen, cui non basta il solito Helmes per portare via i 3 punti da Bielefeld. Wichniarek e Halfar firmano la vittoria dell’Arminia. Nel mentre l’Amburgo vince il derby anseatico con il Werder. A segno Guerrero e Olic, il momentaneo pareggio è del solito Diego. Per l’HSV una boccata d’ossigeno in attesa di migliorare il rendimento esterno. Per gli uomini di Schaaf una doccia freddissima e la fine dei residui sogni di gloria.

Le outsider vanno-Continua l’autunno magico dell’Hertha. I berlinesi non perdono il treno per l’alta classifica battendo il Bochum in trasferta. Prima Rafael, Kacar e Cicero firmano il momentaneo 3-0, poi Sestak e Miciel non bastano al Bochum per l’impresa. Finisce 3-2. Bene anche lo Schalke 04 che batte facilmente in casa il Borussia MG 3-1 (doppietta di Altintop e gol di Farfan, Friend per gli ospiti) e i cugini del Borussia Dortmund che passano 1-0 a Karlsrhue (Zidan). Continua il suo buon momento anche il Wolfsburg di Magath che con le doppiette di Grafite e Dzeko affonda lo Stoccarda 4-1 (inutile il vantaggio iniziale di Lanig), con conseguente esonero per l’allenatore Veh, capace, appena 2 stagioni fa, di vincere a sorpresa un campionato. Il bonus, a quanto pare, è scaduto. Chiudiamo la sintesi con il bel 4-0 dell’Eintracht all’Hannover 96 (Russ, Fenin e doppietta di Liberopulos). Se sul Meno le cose da un po’ sembrano girare per il meglio, in Sassonia è meglio iniziare a guardarsi le spalle.

Ligue 1

Ligue 1:PSG ammazzagrandi, Nizza secondo

Giuly piega il Lione
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PARIGI- Il Paris S.G. si conferma la bestia nera delle grandi annunciate. Dopo il Bordeaux e l’Olympique Marsiglia cade anche il Lione nella 15′ giornata di Ligue 1. I parigini, alla quarta vittoria di fila, tornano così prepotentemente in zona Champions. Decisivo il gol dell’ex romanista Giuly di testa. Male l’OM, che non va oltre il pareggio con il Lille; pareggia anche il Bordeaux con il solito Rennes, ne approfitta il Nizza. Les Anglais vincono a Saint Etienne e si godono il secondo posto in classifica a 5 punti dal Lione battistrada.

OM dove sei?-Velodrome stregato per l’Olympique. Nelle ultime due partite casalinghe i marsigliesi racimolano un solo punto, e in rimonta contro il Lille. Nordisti in vantaggio infatti 2-0 all’intervallo con Rami e Bastos. La scossa arriva solo nella ripresa grazie a Samassa e a Zenden che pareggia a tempo scaduto. Pareggio interno anche per il Bordeaux contro un Rennes in formissima: i bretoni, al tredicesimo risultato utile di fila, passano in vantaggio con Thomert al 20′, pareggio di Gourcuff nella ripresa. Chi ne approfitta, come detto, è il Nizza, che esce con i 3 punti dal Geoffroy-Guichard grazie ad Echouafni. Secondo posto in solitaria, chi l’avrebbe mai detto? Intanto i verts, grazie al 2-2 tra Valenciennes e Sochaux si ritrova ultima in compagnia… Mal comune mezzo gaudio, verrebbe amaramente da dire. Completa la giornata grigia delle grandi il Tolosa, sconfitto a Lorient 1-0 (Gameiro).

Monaco alla riscossa- I monegaschi tornano al successo e lo fanno con un secco 3-0 al Le Mans. Tutto in 5 minuti all’inizio della ripresa: apre Alonso, chiude Licata, nel mezzo Paulo André fa un’autogol. Il match è tutto lì… Il Caen vince in casa 1-0 contro l’Auxerre, classifica che cambia poco per entrambe, impantanate a centro gruppo. Raggiunge la metà classifica, invece, il Nancy vincendo 1-0 a Nantes, che al contrario resta nella zona a rischio, con le tre ultime e il Le Havre, che ha impattato a Grenoble.

Apertura/Clausura

Controsorpasso Boca, xeneizes di nuovo in vetta

Primo gol in maglia xeneize per Figueroa
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BUENOS AIRES- Sorpasso. Controsorpasso. E poi ancora sorpasso. La lotta al vertice dell’Apertura 2008 è più avvicente e imprevedibile di una gara di MotoGp. A 270′ dal termine è il più titolato e quotato Boca Juniors a rimettere la testa avanti (+1), e chissà che non sia la volta buona per rimanerci. Tigre e San Lorenzo, le ex capoliste, sono scivolate rispettivamente contro Estudiantes (strepitoso Veron) e Lanus con un identico 1-3. Arrivederci alla prossima puntata.

SAN MARTIN-BOCA JRS 1-2
Nel bene e nel male, il protagonista è sempre Juan Roman Riquelme. Dopo aver fallito un rigore, illumina la platea con l’assist decisivo per Figueroa, finalmente sbloccatosi in maglia xeneize. La rete dell’ex genoano vale tre punti di platino sul difficile campo di San Martin e soprattutto la vetta della classifica. Prima era andato a segno Lucas Viatri, bomber classe ‘87 che con i suoi 7 sigilli non ha fatto rimpiangere troppo Palermo, mentre per il Tucuman aveva pareggiato Saavedra. La dea bendata ha comunque arriso alla formazione di Ischia quando i padroni di casa hanno centrato per due volte i legni ed hanno protestato per un paio di rigori non concessi nel finale. La sudditanza psicologica alberga anche da queste parti.

Super Veron doma il Tigre
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ESTUDIANTES-TIGRE 3-1
Oltre alla buena suerte, il Boca deve ringraziare uno strepitoso Veron. La Bruijta, dopo aver trascinato il suo Estudiantes alla finale di coppa Sudamericana, dà un bel colpo alle chanche di titolo del Tigre. Sua la punizione capolavoro dell’1-0, suo l’assist per il raddoppio di Moreno, chiude il tris di Benitez. Inutile il gol della bandiera di Luna; la formazione di Cagna esce distrutta dal campo di La Plata e vede allontanarsi il primo storico titolo.

SAN LORENZO-LANUS 1-3
Ancor peggio sta il San Lorenzo. Il ruolino di marcia delle ultime partite (4 punti in 5 gare) ha indispettito non poco il pubblico di fede Ciclon che ha fischiato la squadra dopo il pesante ko casalingo con il Lanus, teoricamente ancora in corsa per il titolo (è a -4 dalla vetta). Lagos ha firmato il vantaggio ospite prima del pari illusorio di Bergessio. Ma nell’arco del primo tempo c’è il tracollo: Sand (capocannoniere con 14 centri) e Salvio decretano la resa dell’ex capolista. E il prossimo turno vedrà un ‘clasico’ con l’Huracan reso tesissimo dagli scontri tra opposte tifoserie che ha provocato la morte del capo ultras del Globo. Per ovvi motivi di sicurezza il match non verrà giocato allo stadio Ducò, casa dell’Huracan.

GOROSITO PER IL RIVER? Un rigore dubbio nei minuti di recupero condanna -di nuovo- il River Plate al desolante ultimo posto solitario. Il destino dei Millonarios s’intreccierà con quello degli odiati rivali del Boca nella prossima giornata, dato che i primi se la vedranno con il Tigre. Prevarrà l’orgoglio o la voglia di far un dispetto ai rivali? Intanto si vocifera che il prossimo tecnico dei Millonarios sarà Gorosito, attuale allenatore dell’Argentinos Juniors. Staremo a vedere.

Serie B

Sassuolo, derby e secondo posto. Modena ultimo

Doppio Noselli decide il derby

MODENA- Fino a qualche stagione fa, il Modena militava in A e il Sassuolo navigava nell’anonimato della C2. Oggi è tutto diverso. I neroverdi, sospinti dal cash della Mapei e dalle idee del suo staff, è la sorpresa della serie cadetta, mentre i canarini annaspano sul fondo della classifica. Il tris del Sassuolo nel primo storico derby modenese, dunque, era quasi pronosticabile.

Derby senza storia- Troppo forte la formazione di Mandorlini per quella di Zoratto. Ai padroni di casa, infatti, bastano due minuti per sbloccare il derby: fuga di Salvetti sulla sinistra e pallone perfetto per Noselli che castiga Frezzolini. Ci si aspetta la reazione del Modena che però non arriva. Anzi, sono ancora i neroverdi a colpire con un azione fotocopia del primo gol. L’ex cesenate è come prima l’assist man, l’ex Mantova il rifinitore. E’ soltanto il 34′ ma è già notte fonda per il fanalino di coda. La ripresa diventa pura accademia, i neroverdi amministrano il match con facilità irrisoria. E nel finale la festa diventa totale con il tris di Zampagna, abile ad inzuccare un traversone di Masucci. Il Braglia di fede gialloblù è ammutolito, quello neroverde in estasi. Il Sassuolo sale al 2° posto solitario alle spalle del Grosseto, il Modena sprofonda all’ultimo posto.

Brasileirao

San Paolo ad un passo dallo storico tris

Hugo, due gol in 8 giorni per il titolo
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BRASILIA- Ad un passo dalla storia. Anzi, per essere precisi due. Il San Paolo non sbaglia un colpo e si avvicina al terzo titolo consecutivo -evento mai verificatosi nel Brasileirao- il sesto della sua storia gloriosa. Alla formazione di Ramalho basteranno due pareggi nelle ultime due giornate per laurearsi campione, e se domenica col Fluminense arriverà una vittoria, sarà già festa grande. Il Gremio, l’ultima inseguitrice rimasta in corsa, è infatti crollato al Barradao di Salvador sprofondando a -5. Lo scudetto ha preso la via di San Paolo.

Gioia e disperazione- I volti delle opposte tifoserie al termine di un tiratissimo Vasco-San Paolo dice tutto: euforici i Tricolor, vicinissimi al titolo, depressi i locali, disperati per l’avvicinarsi di una prima “storica” retrocessione in B. E’ ancora una volta Hugo -come sette giorni fa col Figueirense- centrocampista dal gol facile e spesso pesante, l’uomo in più della capolista. Il suo 14° gol stagionale risolve una partita complicata contro un avversario con l’acqua alla gola. I successi consecutivi diventano 6, la serie utile arriva a 16. Ed ora il Gigante da Colina deve far un mezzo miracolo per salvarsi. Servono due vittorie con Coritiba e Vitoria poi si può solo sperare in passi falsi altrui. La situazione è più nera che mai.

Addio titolo- Al 45′ era in testa. 17 minuti dopo il titolo è diventato utopia. La pazza domenica del Gremio potrebbe esser riassunta così. Il primo tempo della formazione di Roth è ottimo, il vantaggio meritatissimo, mentre i rivali del San Paolo impattano al San Januario. Ma in un maledetto minuto cambia tutto: il Vitoria riequilibra il match, la capolista prende il volo qualche chilometro in là. Poi il crollo. Amaral lascia i suoi in 10, il Gremio affonda sotto una gragnagnuola di gol. Finisce 2-4, i gauchos devono pensare ora a conservare il piazzamento valido per la prossima Libertadores. Magra consolazione…

Lotta per la Libertadores- Per la qualificazione alla coppa più importante, è sempre bagarre a tre. Il colpo lo fa il Cruzeiro che batte al termine di un match elettrizzante e polemico il Flamengo. Subìto il sorpasso decisivo a 5′ dal termine, i rubronegros si vedono infatti negare un penalty netto per fallo su Diego Tardelli. Le proteste veementi non cambiano la decisione del fischietto Simon che espelle lo stesso attaccante e Fabio Luciano. La Raposa scavalca i rivali che, dopo aver sperato di lottare per il titolo, si trovano fuori dal G4.
Il Palmeiras, infatti, svolge il compitino battendo l’Ipatinga sul proprio terreno e torna al 4° posto. I biancoverdi sono praticamente retrocessi, manca solo la certezza matematica.

Super poker per Keirrison

Lotta salvezza- Il Fluminense, invece, ha quasi salvato la pellaccia. La seconda vittoria di fila, agevolata da un Internacional con la mente rivolta alla finale di Sudamericana, allontana quasi definitivamente lo spettro retrocessione. Basterà infatti un solo punticino per la permanenza in A.
Si complica la vita il Nautico che, sconfitto 4-3 dal Figueirense, vede avvicinarsi i rivali a due lunghezze. Il successo della formazione di Pintado tiene in vita, oltre alle proprie, le speranze di Vasco e Portoguesa, reduce da un 2-2 che sa tanto di brodino con il Botafogo.
Festa salvezza rinviata per il Santos, travolto 5-1 dal Coritiba. Prova super di Keirrison, poker e duello tra bomber con Kleber Pereira stravinto. Il trono di capocannoniere è vicinissimo (21 vs 20).

Premier League

Pari Chelsea, Liverpool e Manchester. Non ne approfitta l’Arsenal

LONDRA- La 14/esima giornata della Premier League vede frenare le due battistrada Chelsea e Liverpool (entrambe 0-0). Tracollo, invece, dell’Arsenal, umiliato dal Manchester City (3-0). Non guadagna nulla il Manchester, fermato anch’esso sullo 0-0, mentre ritrova la vittoria il West Ham di Gianfranco Zola.

Robinho castiga l’Arsenal

A BOCCA ASCIUTTA – Risultati a sorpresa per le prime tre della classe. Chelsea e Liverpool pareggiano in casa con due striminziti 0-0 rispettivamente col Newcastle e col Fulham. I blues partono in sordina e nei primi minuti allo Stamford Bridge si vede solo la squadra allenata da Kinnear. Lentamente, però, i Magpies si chiudono nella propria metà campo, permettendo a Lampard e compagni di imprimere maggiore pressione. Nella ripresa il Chelsea va in rete con Cole, ma il gol viene annullato per fuorigioco. E’ questa, forse, l’unica emozione insieme a quella sprecata da Ballack al 89’ da distanza ravvicinata. Stessa sorte per il Liverpool di Benitez, con la differenza che il Fulham gioca e va vicino al gol in un paio di occasioni con Johnson e Bullard. Anche i Reds non sono da meno ma trovano di fronte a sé uno Schwarzer in giornata di grazia. Non ne approfitta il Manchester United che non va oltre il pari con l’Aston Villa al termina di una gara brillante in cui è mancato solo il gol.

Zola torna a sorridere

COLLASSO ARSENAL – Dopo aver perso l’ultimo turno di campionato con l’Aston Villa, l’Arsenal cade anche a Manchester contro il City, questa volta per 3-0. In casa dei Gunners tiene banco la mancata convocazione del francese Gallas, escluso da Wenger dopo le dichiarazioni al vetriolo contro i suoi compagni di squadra. Senza di lui la difesa londinese vacilla e subisce gol prima dal solito Ireland che approfitta di un pasticcio tra Clichy e Silvestre, poi da Robinho con uno splendido pallonetto e infine da Sturridge per il tris finale.

ZOLA RITROVA IL SORRISO – Il West Ham del tecnico italiano batte il Sunderland grazie a un gol dell’ex laziale Behrami al 20′ del primo tempo e risale in classifica. Straordinaria rimonta, invece, per il sorprendente Hull City che agguanta il pareggio col Portsmouth all’89’ (2-2) grazie a un’autorete di Pamarot. Al White Hart Lane, il russo Pavlyuchenko consente ai padroni di casa del Tottenham di vincere contro il Blackburn (1-0). Tre punti anche per il Bolton che espugna il campo del Middlesbrough per 3-1 e per lo Stoke City che affonda il West Bromwich Albion (1-0) grazie a una rete di Sidibe a 6’ dal 90’.

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