19/11/2017

Copa Sudamericana: finale inedita Estudiantes-Internacional

novembre 21, 2008 di  
Inserito in Calcio Estero

E’ la loro prima volta. Ed è facile che sia così, vista la giovine età della competizione. La Copa Sudamericana, una sorta di coppa Uefa oltreoceano che include però anche le partecipanti alla Libertadores, si gioca infatti soltanto dal 2002. Protagoniste dell’inedito atto finale l’argentina Estudiantes La Plata e la brasiliana Internacional Porto Alegre, due club appartenenti all’élité mondiale.

Veron vuole emulare le gesta del mitico padre
supergol07/copyright flickr.com

La storia– Al team di Porto Alegre il merito di rappresentare per la prima volta in finale il Brasile. L’Argentina, invece, ha spadroneggiato nelle edizioni precedenti: ben 4 vittorie su 7 (due successi per il Boca, una a testa per San Lorenzo e Arsenal de Sarandì), soltanto nel 2006 l’atto finale non vide in scena formazioni albicelestes.
Per quanto riguarda i successi internazionali, verrebbe da dire che il presente sfida il passato. Il Colorado ha in bacheca soltanto tre allori, tutti incamerati nel magico 2006-’07: la Libertadores e i conseguenti Mondiale per Club e Recopa. Prima di allora soltanto una finale persa nel 1980. Si tratterebbe dunque di un’ottima occasione per calare il poker nel giro di pochi anni.
Il Pincha ha una storia più gloriosa alle spalle. Alla fine degli anni 70′, la corazzata allenata dal mitico Zubeldia e guidata da Carlos Bilardo (attuale braccio destro di Maradona in Nazionale, nonchè ct campione del mondo dell’86’) e dalla Bruja (ovvero strega) Veron, padre dell’ex Inter, Parma e Lazio Juan Sebastian, infilò uno straordinario tris in Libertadores (68′-69′-70′), sfiorando il poker nel 71′ (il Nacional Montevideo spezzò il suo dominio), e conquistò un’Intercontinentale. Ma da lì in poi buio assoluto. Insomma, un successo prestigioso (campionato escluso) manca da questi parti come il pane. Chissà se l’ideale passaggio di testimone tra padre e figlio (anche di maglia, la numero 11) attuale faro della formazione di Astrada, servirà a rinverdire gli antichi fasti. D’altronde in campionato c’è già riuscito nell’Apertura 2006, interrompendo un digiuno lungo 23 anni.

D’Alessandro a caccia del primo titolo
titi/copyright flickr.com

Il cammino– Il cammino delle finaliste, così come il loro passato, è stato profondamente diverso. Bello, emozionante, a tratti esaltante quello dei brasiliani, più sofferto quello degli argentini. L’undici di Tite ha trovato maggiori difficoltà negli ottavi, dove ha eliminato solo grazie alla regola dei gol in trasferta (1-1 fuori, striminzito 0-0 in casa) i cileni della Universidad Catolica. Ai quarti, invece, si è presentata la sfida tabù con il Boca. Gli xeneizes erano un incubo per il Colorado: dopo le scoppole rifilate nel 2004 e 2005, però, si sono dovuti inchinare ad un super Alex, tre gol nella doppia sfida. E fu così che la squadra carioca espugnò per la prima volta nella sua storia la Bombonera…Superato l’ostacolo più alto, la semifinale con il Chivas è stata una formalità. 2-0 in Messico, 4-0 in casa, un tappeto rosso verso la finalissima.
Più complicato, come dicevamo, il percorso dell’Estudiantes. Due derby combattutissimi -con i campioni uscenti dell’Arsenal de Sarandì e Argentinos Juniors– intervallati dalla battaglia col Botafogo (chiusa dal clamoroso episodio che ha visto il difensore brasiliano Andrè Luis sventolare in faccia all’arbitro il cartellino giallo) le tappe di questo cammino. L’eroe di turno è Boselli, il bomber che ha ‘matato’ l’Arsenal con una doppietta e ha piegato con la collaborazione del geniale Veron il Fogao. Un colpo di testa di Calderon (sì, proprio l’intramontabile 38enne ex Napoli) ha invece deciso la sudatissima semifinale con l’Argentinos, al termine di una sfida che ha vissuto momenti di tensione con l’espulsione di Quiroga e Brana.

Sfida tra numeri 10– Entrambe le squadre veleggiano in tranquilli quartieri di medio-alta di classifica, lontanissime però dalle primissime posizioni. Ciò significa due cose: 1) potranno permettersi un ampio turnover nelle partite di campionato; 2) l’unica speranza di partecipare alla prossima Libertadores (novità assoluta) passa per la vittoria nella coppa minore. La sfida, dunque, diventa doppiamente importante. E se i rispettivi goleador (AlexNilmar vs Boselli-Calderon) giocheranno un ruolo importante, i loro destini saranno decisi con ogni probabilità dagli uomini di fantasia, entrambi argentini: la Brujita Veron, fonte di gioco del Pincha, e l’ex Wolfsburg D’Alessandro, folletto del Colorado. Guarda caso due che conoscono molto bene il calcio europeo. Vinca il migliore.