17/12/2017

Ventata di novità dal nord

novembre 18, 2008 di  
Inserito in Calcio Estero

Se i principali campionati europei sono in pieno svolgimento, all’estremo nord del continente i giochi sono invece fatti. E i verdetti, una volta tanto, sono stati a sorpresa. I tre campionati scandinavi e la Russia festeggiano infatti campioni atipici, tutti al loro primo trionfo.

Dopo la coppa il Kalmar vince anche il titolo

In Svezia il Kalmar era dato tra i favoriti. I rossi, rappresentanti di una piccola cittadina situata proprio di fronte all’isola Oland, venivano dal secondo posto del 2007 alle spalle del IFK Göteborg e dalla vittoria della Coppa di Svezia, la terza nella loro storia dopo i successi nel 1981 e 1987. Un bottino certamente non impressionante per una squadra fondata nel 1910 e da sempre lontana dal grande calcio, persino per i canoni svedesi, dove a farla da padrona sono sempre state le squadre di Stoccolma, il Malmö e il Göteborg. Invece questo è stato davvero l’anno buono, dopo un testa a testa con l’Esfsborg lungo tutta la stagione che ha premiato però la squadra di Nanne Bergstrand in panchina e un gruppo di giocatori certamente non eccelso in cui spiccano il difensore Lantz, il centrocampista Elm, nel giro della nazionale, i brasiliani Sacramento e Sobralense e il nigeriano Dauda.

Nella Tippeliga invece primo storico successo dello Stabaek, club di Baerun, sobborgo di Oslo. Club antico (fondato nel 1912) e anche più con un palmares alquanto scarno (soltanto una coppa vinta nel 1998) ma risultati recenti più che soddisfacenti, vedi il secondo posto dello scorso anno. Eppure tra i fiordi, nessuno la dava come una favorita: troppo il divario con le emergenti Valerenga a Brann. E invece le favorite hanno ampiamente deluso (per non parlare del Rosenborg, il cui ciclo è ormai al capolino) e i nerazzurri sono venuti fuori alla distanza tra un gruppo di outsider comprendente anche il Tromso e il Fredrikstadt. Decisive per il successo finale le reti del duo svedese Nannskog e Johan Andersson (rispettivamente 34 e 24 anni) che hanno occupato anche le prime due piazze della classifica cannonieri. Ma il merito principale del successo va ad un brasiliano formato mignon, di cui si parla già di naturalizzazione: Alanzinho, classe ’83, cresciuto in quella fucina di talenti che è il Flamengo, prima di passare con esiti alterni all’America e al Gama. Ma è in Norvegia che il folletto è esploso. Alla faccia della saudade

Spostiamoci in Finlandia dove si è imposta un’altra squadra nerazzurra: l’Inter di Turku. Club fondato nel 1990 con chiare allusioni ai più famosi milanesi nella città che fu capitale della Finlandia fino al 1819, quando il governo si trasferì a Helsinki. Il miglior risultato finora risaliva al 2004 (quarto posto), mentre nella passata stagone era arrivato un anonimo nono posto. Difficile quindi ipotizzare anche lontanamente una vittoria in campionato. Anche perchè i Sinimustat (nerazzurri in finnico), a differenza dell’Inter italiana, non hanno un magnate come Moratti alla presidenza, ma Stefan Hakans, businessman molto attento a non sforare il bilancio. Pilastri della squadra campione allenata dall’olandese Dragtsma sono il difensore, olandese anch’egli, Hooiveld e il veterano Nuorela.

Festa grande per la sorpresa Rubin Kazan

Infine in Russia dove per il secondo anno consecutivo non si è imposta una squadra di Mosca. Il successo è infatti andato al Rubin Kazan, la squadra del Tatarstan, repubblica a maggioranza musulmana della sconfinata Federazione russa. Il club, fondato nel 1958, è arrivato nella massima divisione solo nel 2003, e grazie ai suoi munifici sponsor (si parla di un budget intorno ai 50 milioni di euro) tra cui il Presidente del Tatarstan, e ad un gruppo di giocatori esperti guidati dal nazionale Semak, da Savo Milosevic (ex Parma) e Stjepan Tomas (ex Como e Vicenza) ha dominato la stagione russa dall’inizio alla fine, con la ciliegina del 4-1 ai campioni uscenti dello Zenit. E proprio la squadra di San Pietroburgo, con i suoi successi in Europa, è l’esempio da seguire: ora l’obbiettivo è far bene in Champions League. L’appetito, si sa, vien mangiando…

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