21/08/2017

Ottavi Coppa Italia: promosse Udinese, Samp e Napoli

novembre 12, 2008 di  
Inserito in Coppa Italia, Napoli, Sampdoria, Udinese

Convince solo il Napoli di Pià

Vanno in archivio i primi tre match degli ottavi di una Coppa Italia formato spezzatino con le qualificazioni facilmente pronosticabili di Udinese, Sampdoria e Napoli. Ma soltanto i partenopei hanno ben figurato, per friulani e doriani c’è stato da soffrire. Ecco le sintesi dei tre incontri.

UDINESE – REGGINA 8-7 dcr (0-0)
L’Udinese passa ai quarti di finale  di Coppa Italia ai danni della Reggina dopo due ore e cinquanta minuti di gioco e venti calci di rigore di cui quattro sbagliati.
Alla fine Lukovic segna, mentre Tognozzi tira fuori alla destra di Koprivec per l’errore finale. Prima di lui per gli amaranto avevano sbagliato Viola e Hallfredsson, mentre per l’Udinese solo Motta e Pasquale.
Rigori stregati per la Reggina che al termine dei 90′ regolamentari avrebbe potuto chiudere il match se Hallfredsson dagli undici metri non avesse mandato in curva il pallone (nell’occasione espulso il portiere bianconero Belardi).
Partita sfortunata per la Reggina che gioca meglio al termine di una gara estenuante tra due squadre stravolte dal turn over e che non sfrutta il doppio vantaggio numerico (oltre a Belardi nel secondo tempo supplementare viene espulso Quagliarella). Se Marino e Orlandi cercavano indicazioni importanti dalle seconde linee, possono dire di averle trovate.
Le due squadre si studiano a lungo senza sfruttare gli spazi sulle fasce. L’occasione più ghiotta del primo tempo capita sui piedi di Motta che da pochi passi, spara alto (43′). Poi un errore di Asamoah lancia Sestu che dopo essersi fatto sessanta metri palla al piede, entra in area, e calcia addosso a Belardi. Nella ripresa le occasioni si susseguono. Al 30′, però, Belardi è bravissimo a deviare una conclusione ravvicinata di Ceravolo. Il numero uno udinese è meno bravo al 41′ quando travolge Rakic subendo espulsione e rigore che, come detto, Hallfredsson manda alto. Nei supplementari la stanchezza si fa sentire e a decidere la qualificazione ci pensano i tiri dal dischetto.

Fornaroli glaciale dal dischetto

SAMPDORIA – EMPOLI 2-1
La Sampdoria avanza ai quarti stringendo i denti. L’Empoli, prima in campionato, va sotto di due reti, colpisce un palo, accorcia e spreca l’inverosimile prima che il direttore di gara mandi tutti a casa.
I blucerchiati, in formazione ampiamente rimaneggiata, fanno di tutto per rendere tremendamente difficile il successo, a cominciare dall’espulsione di Dessena (36′) arrivata poco dopo il vantaggio di Bonazzoli. Rimasti in 10, gli uomini di Mazzarri si chiudono spaventosamente nella propria metà campo permettendo così ai toscani di farsi sotto in maniera consistente. Allo scadere, però, un fallo ingenuo di Angella porta Fornaroli sul dischetto per il 2-0 blucerchiato. Nella ripresa i padroni di casa crollano sul piano fisico. A quel punto un Empoli ordinato ha cercato con ostinazione, velocità ed ottime triangolazioni la via del gol, giunto meritatamente al minuto 17′ con Lodi. La Samp spreca e lo fa anche dagli undici metri con Ziegler. Ma non è la sola, perché gli uomini di Baldini si divorano l’impossibile. Prima Buscè spara addosso a Mirante a un passo dalla porta, poi Vannucchi sfiora la traversa con un tiro a girare dal limite, quindi Lodi fa la barba al palo dai 20 metri. Segno che per  l’Empoli, seppure migliore sul piano del gioco e della volontà rispetto alla Samp, questa non era proprio serata.

NAPOLI-SALERNITANA 3-1
Bel Napoli nel sentitissimo derby campano con la Salernitana.  La formazione di Reja, sebbene imbottita di riserve, mantiene la filosofia di gioco e l’intensità mostrata sinora in campionato, sintomo di come i dettami del tecnico siano stati assimilati da tutta la rosa. E ovviamente si avvale della voglia di mettersi in mostra delle seconde linee. La Salernitana, dal canto suo, sente molto il derby ma è dir poco incerottata; inevitabile puntare ad un match di contenimento e ripartenze -mediana a 5 con Di Napoli unica punta- per arginare un rivale tecnicamente superiore.
I piani del tecnico Castori, però, naufragano al 16′ con lo sfortunato quanto spettacolare autogol di Peccarisi su cross di Pazienza. Gli azzurri continuano a spingere sull’acceleratore e trovano il raddoppio poco dopo con una bellissima azione tutta di prima: tre tocchi sull’asse Hamsik-Mannini- Pià con il brasiliano che insacca a porta praticamente sguarnita. Solo un grande Pinna scongiura il tris su un’incornata di Mannini prima dell’intervallo.
Ad inizio ripresa (5′) la Salernitana riapre la partita con una punizione di Di Napoli deviata in maniera decisiva da Gargano. Ma è solo un’illusione, perchè all’8′ Marchese trattiene ingenuamente in area Maggio. Rigore ineccepibile che Hamsik trasforma. Sul 3-1 il Napoli tiene i ritmi alti e non permette agli amaranto di proporsi in avanti. Anzi, è ancora Pinna a rivelarsi provvidenziale in un paio d’occasioni, poi Zalayeta centra la traversa. Da lì in poi rimangono da registrare il ritorno in campo dopo una lunga assenza di Bogliacino e la doppia ammonizione nell’arco di un minuto di Pestrin.
Il Napoli, dunque, vince e convince, mostrando anche un’inaspettata profondità d’organico, bell’auspicio per il proseguo di una stagione sinora esaltante. Nei quarti affronterà la vincente di Juventus-Catania.

di Michael Vittori e Cristian Rosato