23/11/2017

San Lorenzo chiama, Riquelme risponde. Simeone lascia il River

novembre 11, 2008 di  
Inserito in Apertura / Clausura argentino

Riquelme ancora decisivo
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BUENOS AIRES– Tutto in pochi minuti. E’ la storia del calcio, l’essenza della sua bellezza. Può capitare che all’83’ della 14° giornata di Apertura il Tigre sogni la fuga clamorosa di fronte ai balbettii delle blasonate compagne di viaggio San Lorenzo e Boca. Poi Bergessio trova la spaccata vincente, Riquelme la perla su punizione all’ultimo respiro. Tutto da rifare, rivali appaiate come al fischio d’inizio. Anzi no. La beffa si materializza al 94′ ed ha le sembianze di Tito Ramirez del Colon: 2-2 e -2 inopinato che rischia di pesare tantissimo sulle speranze di vittoria finale. Quanto di più ingiusto potesse capitare in questa giornata.

Tutto nel finale– La formazione di Cagna, infatti, era l’unica delle tre battistrada a meritare la vittoria. Ribaltata la situazione a cavallo della mezz’ora della ripresa con Arruabarrena ed il solito Morel (10° sigillo stagionale) dopo un vero e proprio assedio, assaporava già la vittoria in un clima di festa. Ma al 94′ è arrivato puntuale il castigo, la classica doccia gelata. Il calendario delle ultime giornate è favorevole, ma questi due punti persi rischiano di pesare come un macigno. E pensare che le due rivali parevano rassegnate al pari fino all’ultimo. Sul difficile campo del Viaduct di Sarandì solo un lampo -l’ennesimo- di Riquelme, esattamente come sette giorni fa col San Lorenzo, risveglia dal torpore gli xeneizes. Il talento ex Villarreal passeggia per 90 minuti sul campo, quasi svogliatamente, prima d’incastonare la gemma che può decidere una stagione. Prendere o lasciare. Il suo tecnico Ischia lo sa, e proprio per questo lo ha tenuto in campo sino all’ultimo, venendo premiato. E il San Lorenzo? Fino a 7′ dal termine cercava di perdere tempo per portare a casa un punticino col Gimnasia Jujuy. Poi il guizzo di Bergessio e il ritorno alla vittoria dopo 3 turni. La lotta, dunque, rimane accesa. Ma la sensazione è che i colpi dei singoli e la buona sorte incideranno di più del bel gioco. Perchè di quello se ne vede veramente poco.

Addio Cholo– Giovedì, dopo l’eliminazione dalla coppa, aveva annunciato il suo addio. Ma Diego Simeone è rimasto in sella fino all’ultimo, traghettando il River anche in quest’ultimo impegno di campionato. Sotto 3-0 all’intervallo poteva decidere ancora di abbandonare anzitempo, ma il Cholo non ha mollato e ha visto la sua ormai ex squadra rimontare sino al 3-3. E il Monumental gli ha tributato un lungo applauso d’addio, perchè ha deciso che il disastroso ultimo posto non è colpa del tecnico. Lo stesso che pochi mesi fa festeggiava il titolo di Clausura e che ora lascia i Millonarios in una situazione scabrosa. Simeone ha pagato lo strappo con Ortega (decisivo nell’ultimo torneo), il flop dell’attesissimo Buonanotte e il crack del ginocchio di Palermo. Il suo successore ha il compito di centrare una difficile quanto indispensabile salvezza per avviare la rifondazione.