25/09/2017

L’Imperatore stende l’Anorthosis

ottobre 22, 2008 di  
Inserito in Champions League, Inter

getty images/copyright flickr.com

Adriano ancora decisivo in Champions
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MILANO– Avanti così, primi in Italia e in Europa come vuole il perfezionista Mourinho. Una capocciata di un sempre più convincente Adriano basta a sgretolare la muraglia predisposta dai volenterosi ciprioti e regalare il primato solitario nel girone. L’unica pecca di una serata impreziosita dal pari nell’altro scontro Panathinaikos-Werder (che allarga il vantaggio sulla terza a +4) è non aver chiuso il match nonostante le occasione avute. Ma va bene così, l’importante era vincere e si è vinto.

La capocciata dell’Imperatore– Si rivede Toldo in porta dopo due anni d’assenza in Champions, davanti l’imprenscindibile Ibrahimovic è affiancato da Mancini e Adriano, reintegrato dopo il ritardo in allenamento che gli era costata la panchina domenica. L’Anorthosis, invece, è abbottonato più che mai, teso al mantenimento dello 0-0: 10 uomini stanziano dietro la linea della palla. Quindi l’Inter deve aver pazienza, cercare con calma il classico colpo apriscatole. La chanche più ghiotta ce l’ha Muntari al termine di una bellissima azione corale, ma Bequai salva. Le azioni migliori, però, nascono dalla destra, da un Maicon stantuffo inesauribile e da un Adriano molto mobile. E allora non è un caso che siano proprio i due brasiliani a confezionare il gol da tre punti: il cross del terzino è perfetto, lo girata di testa del centravanti letale.

Raddoppio che non arriva– E l’Anorthosis? Poca roba. Gli unici sussulti arrivano da una punizione e un colpo di testa di poco alto di Katsavaki. Il piano tattico dei ciprioti, però, è già saltato con la rete dell’Imperatore. Costretti a scoprirsi, lasciano ampie praterie agli attaccanti nerazzurri. Ibra manca l’appuntamento con il primo centro europeo sciupando un bel contropiede, Muntari sfiora il montante di testa. L’Inter dà sempre l’impressione di poter raddoppiare, ma il 2-0 non arriva. Entrano Quaresma -prima prestazione sufficiente per lui- e Cruz per Mancini e Adriano, e per poco l’argentino non conferma la sua fama di bomber implacabile: il suo destro secco fa la barba al palo. E’ l’ultima emozione di una serata che regala ulteriori sorrisi e certezze alla band Mourinho.

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