16/08/2017

Un solo imperativo: cancellare la vergogna di Sofia

ottobre 14, 2008 di  
Inserito in Calcio news, Italia, Mondiali 2010

lottosport/copyright flickr.com

G.Rossi nuovo grimaldello di Lippi?
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LECCE– Vincere e, soprattutto, cancellare la vergogna di Sofia. Questo il duplice obiettivo della Nazionale e dei tifosi – quelli veri, non i beceri fascisti visti in Bulgaria – in vista del quarto impegno sulla strada della qualificazione ai Mondiali 2010.

Pericolosi avanti, deboli dietro– A Sofia, va detto, non si è vista una grande Italia. Certo, Amelia non ha mai corso seri rischi, le assenze sono tante e pesanti, ma questa nazionale può e deve fare di più, anche perchè gli avversari non erano irresistibili. Idem dicasi per il prossimo ostacolo, quel Montenegro entrato a far parte della Fifa da un solo anno. Per la neonata nazionale slava è la prima trasferta ufficiale: ergo, l’esperienza è minima. I pericoli numero uno sono tutti nel reparto offensivo: gli italiani Vucinic e Jovetic, il fantasista Vukcevic militante nello Sporting Lisbona. Ragazzi giovani, talentuosi, che possono causare qualche grattacapo alla nostra retroguardia. Attenzione, dunque, Irlanda e Bulgaria si sono già viste imporre il pari. Se in attacco i montenegrini sono pericolosi, però, non si può dire altrettanto della difesa composta da illustri sconosciuti. Ed è proprio per questo che gli azzurri dovranno osare molto di più rispetto a sabato.

Spazio ai giovani– E’ il concetto ribadito da Lippi in conferenza stampa. E l’uomo in grado di accendere il nostro gioco, di dar vivacità alla manovra offensiva, è l’ultimo arrivato. Parliamo di Giuseppe Rossi, uno dei migliori nella brutta serata di Sofia. Acciacchi permettendo, ci sarà spazio per lui nel tridente, altrimenti subentrerà a partita in corso. Giusto puntare su di lui, e sui giovani in generale: d’altronde, all’estero fanno da sempre così; i vari Walcott, Aguero, Messi, Fabregas – soltanto per citarne alcuni – insegnano. Noi italiani, costantemente preoccupati del risultato, puntiamo invece sull’usato sicuro lasciando in naftalina le baby – ma pure quelli un pò più cresciuti – promesse. Lippi, sebbene con cautela, pare aver preso la strada giusta con l’inserimento di Jo Rossi, Dessena e Pepe, gente che gioca titolare nei propri club e merita questa chanche.

Vincere sugli spalti– Vincere, dunque, per dar valenza al punto conquistato in Bulgaria, un doppio pareggio equivarrebbe ad un fallimento. Ma vorremmo che la vittoria più importante la conquistassimo sugli spalti. Che la politica e soprattutto gli estremismi, restino fuori dagli stadi, dal calcio in generale. Idem la violenza e tutto quello che non ha a che fare con questo sport. Ci “bastano” gli episodi di becero razzismo e l’ondata d’intolleranza che si sta diffondendo nel nostro paese, la confusione che regna su una pagina nera del nostro passato con la quale non abbiamo fatto pienamente i conti a causa di una sorta di meccanismo autoassolutorio. Quella che fa urlare a decine – se non centinaia – di persone “Duce, Duce”, senza sapere cosa significhi veramente vivere in un regime liberticida e razzista, quella per cui serve un’opera capillare, culturale.  Noi, invece, vorremmo poter commentare soltanto le giocate dei nostri beniamini, elogiandoli o criticandoli a seconda del loro rendimento. Vorremmo solo e soltanto parlare di calcio.

  • Marco Belegni scrive:

    meglio parlare dei fischi all’inno montenegrino o degli applausi che sono seguiti?

    Resta il fatto che dopo Sofia la storia (in piccolo) non può dirsi conclusa.

    Io penso che il nostro Belpaese sia pieno di imbecilli, che si credono schierati politicamente e invece non ne sanno niente (di politica, di storia, di ideologie) e vanno allo stadio a mostrare al mondo la loro ignoranza. Vorrei sapere chi li finanzia e qual’è il loro obbiettivo (se c’è). Resta il fatto che di razzismo in Italia bisognerebbe parlare senza perbenismi o vergogna. Il fenomeno c’è, andrebbe affrontato, non sottovalutato.

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