24/11/2017

Milan: un 3-1 che vuol dire respirare

settembre 19, 2008 di  
Inserito in Europa League, Milan

photoreti/copyright flickr.com

Pato torna al gol, e che gol
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MILANO– Il 3-1 ci sta tutto, la ripresa è cominciata, il lavoro è ancora lungo. Non sarà la Champions, ma l’aria”d’Europa” fa comunque bene al Milan che dopo una lunga serie di sconfitte tra gare ufficiali e non, si regala questa netta vittoria contro il modesto ma caparbio Zurigo.

Si corre– Ciò che preoccupava sino alla sconfitta contro il Genoa era soprattutto la mancanza di freschezza fisica e di spinta. Il primo tempo si è visto tutto ciò: con un 4-3-1-2, Kakà alle spalle di Sheva e Pato, i rossoneri hanno pressato parecchio tanto da non lasciare spazi agli elvetici, davvero carenti in fase di attacco. Seedorf guida la squadra dettando tempi e modi, Kakà apre varchi, ma si perde sull’uno contro uno, crescerà durante i 90′, la condizione la sta ritrovando giorno dopo giorno. Non si assiste al solito tic-toc a centrocampo ma si aprono spazi sulle fasce, con Jankulovski scatenato. Sarà proprio il ceco a segnare al 46′: Sheva scarica a distanza ravvicinata sul portiere, la palla si impenna e al volo il terzino rossonero centra il bersaglio, complice uan fatale deviazione di Stahel. Nel frattempo due occasioni clamorose, una a testa: al 37′ l’ucraino stampa un micidiale destro direttamente sulla traversa, mentre un 1′ dopo il guardalinee vede un fuorigioco molto sospetto su Staehel, che infila di testa sullo sviluppo di una punizione. Sembra annullato per un presunto fallo su Ambrosini, invece no. Una rete che seppur non convalidata mette in evidenza per l’ennesima volta il serio problema milanista sulle palle inattive. In pratica buchi enormi in difesa.

Pato c’è– La ripresa è ancora più milanista, Ambrosini sfiora il raddoppio, ma è lo Zurigo ad essere pericoloso colpendo il palo. Dida c’è ma neanche poi tanto. Kakà cresce a vista d’occhio, ma è Pato il protagonista: viaggia come una scheggia e per fermarlo si passa alle maniere forti. All’ 11′ la chicca: bolide dalla distanza che trafigge la rete, imprendibile calcio di punizione. Il giovane brasiliano lascerà al 20′ per cedere il posto a Borriello. E l’ex genoano si fa vedere: scambi veloci con Sheva e Kakà che da dietro, supportato anche dai mediani che fanno buon filtro, non dà respiro agli svizzeri, i quali, da questo momento in poi, non andranno più oltre la metà campo. Al 29′ l’ex del Chelsea imbecca Borriello che si accentra, si ferma, e tira un preciso sinistro proprio all’angolino. E’ il 3-0, il Milan finalmente respira. Ma non è partita se non si prende un gol: è il 33′ quando Juric beffa Dida da lontano, un pò troppo fuori dai pali. Manca poco ma c’è spazio per Ronaldinho al posto di Shevchenko e di Emerson– che sbaglia 8 passaggi su 8- al posto di Ambrosini.

Esordio positivo, risultato confortante. C’è ancora da lavorare sull’organizzazione difensiva, vera pecca dell’attuale Milan, in attesa anche del risveglio definitivo dei fuoriclasse. E domenica c’è la Lazio capolista.

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  • Milena scrive:

    Mah…non mi sembra…ho parlato di buchi difensivi cronici su palle inattive, ho parlato di una squadra che non passa partita in cui non prende gol, di organizzazione difensiva lontana dagli standard. Mica posso passare agli epiteti :)

  • Antonio scrive:

    Mile sei stata fin troppo buona con la difesa rossonera. Ieri c’era da mettersi le mani nei capelli :(

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