22/10/2017

Londra, spaghetti e mandolino

La Serie A non tirerà più come una volta, il nostro campionato si sta trasformando nel paradiso degli ex palloni d’oro in cerca di rilancio; eppure l’Italian Style non è mai stato così di moda all’estero. Del resto siamo i Campioni del Mondo. O più probabilmente perchè di pari passo con l’impoverimento tecnico dovuto alla mancanza di liquidità che ci fa perdere colpi sui mercati internazionali, o al volgare spettacolo che si offre ogni domenica sugli spalti più brutti d’Europa, va avanti la valorizzazione di una generazione di allenatori, giocatori ed addetti ai lavori tra i più preparati e competenti al mondo. Così, dopo Monaco di Baviera, conquistata da Toni e Oddo (senza dimenticare la lunga esperienza italiana di Klinsmann) anche la Londra dei miliardari si sta adeguando: dopo Capello, comodamente seduto sulle poltroncine del nuovo Wembley, e coadiuvato dal braccio destro Baldini, continua l’esodo di cervelli e piedi italiani. Se non stupirà l’arrivo di Tommasi nel Queen’s Park Rangers di Briatore, dove sono già presenti l’allenatore De Canio e i giovani attaccanti Di Carmine e Alberti; si può invece applaudire Gianfranco Zola, destinato a diventare il primo allenatore straniero dell’ambizioso West Ham Utd (manca solo l’ufficialità secondo i tabloid inglesi), in mano a multimiliardari islandesi. Per Zola un ritorno a Londra dopo i magici anni con il Chelsea che permisero al folletto sardo di farsi apprezzare persino dalla regina (che lo nominò baronetto). Zola ha vinto la concorrenza di Donadoni e di Paolo Di Canio (ex Hammer). Italian style rules.

  • pedro scrive:

    Il Brasileirão è un campionato stabile per non avere tanti buoni calciatori che siano capaci di decidere una partita, tutte le squadre hanno problemi. Con la crise, stiamo importando calciatori dall’estero: Argentina, Cile… Tuttavia è sempre buon avere equilibrio.

    Per quanto riguarda le miei squadre, penso che il Toro farà un bel ruolo in questa stagione, ha cominciato bene. Per me la Roma sarà campione. Il Vasco ha cambiato di presidente. Il presidente precedente era un dittatore e il club vive una situazione dificile. D’altra parte il Palmeiras in quest’anno sta facendo un bel ruolo nel Brasileirão. Ma non è una squadra tanto affidabile, penso che sarà dificile essere campione quest’anno.

    Abbracci!

  • Marco Belegni scrive:

    Intanto grazie per i complimenti, anzi complimenti a te per il l’italiano

    Sul calcio italiano: io non credo che il problema sia tanto nella fuga dei talenti all’estero (che con la legge Bosman ci può stare) quanto sull’impreparazione della nostra classe dirigente. Non c’è infatti nessun interesse nel tutelare i tifosi, nel migliorare gli stadi, nel cercare ricavi diversi da quelli delle TV, in compenso sono state spese montagne di soldi stupidamente, senza costruire niente, senza un progetto a lunga scadenza. E con la crisi economica le cose sono peggiorate. Ecco allora che i migliori giocatori se ne vanno in Inghilterra, in Spagna o addirittura in Germania. Se non si interviene, la situazione, come in Brasile diventerà, temo, irreversibile.

    In compenso credo che il Brasileirao resti uno dei campionati più affascinanti al mondo, un po per l’equilibrio, un po perchè le squadre brasiliane hanno fatto la storia del calcio. Certo che con i vari Kaka Ronaldinho e Diego sarebbe davvero il campionato più bello del mondo. Mi auguro per voi che, con la crescita economica del Brasile, anche il calcio possa beneficiarne e fermare la fuga dei campioni.

    In bocca al lupo per il tuo Vasco e per il Toro, due squadre, e due tifoserie da sempre abituate a soffrire

    Ps: io invece simpatizzo per il Palmeiras, viste le sue origini italiane…mentre in Italia…non si può dire 😀

  • pedro scrive:

    Scusami, ho sbagliato il senso di un frase.

    … i nostri calciatori e valutare il torneo.

    Volevo dire:

    … e dunque il torneo non è veramente valorizzato.

  • pedro scrive:

    No so scrivere tanto bene l’italiano. Sono brasiliano, abito a Rio de Janeiro. Questa situazione che si abbatte in Italia è già comune qui in Brasile da molto. I nostri calciatori (non bisogna essere un fuoriclasse) se ne vanno all’estero tutti anni. È una situazione irreversibile. La disorganizzazione del calcio brasiliano non ci permette stringere i nostri calciatori e valutare il torneo. Se l’Italia non stare a occhi aperti, osserverà la sua grazia andar via. Inoltre la violenza dei tifosi che stiamo vedendo ogni due giorni svaloriza il campionato.

    Belissimo blog.

    Abbracci!

    Ps: In Italia sono tifoso del Toro. E la mia squadra di cuore è il Vasco.

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