Archivio per settembre 2008

Champions League, Juventus

Iaquinta rimonta il Bate, ma è solo pari

megadeth87_rules/copyright flickr.com

Iaquinta salva la Juve a Minsk
megadeth87_rules/copyright flickr.com

MINSK- Nel gelo di Minsk la Juve, alla seconda uscita europea, rimedia il terzo pari consecutivo. Risultato che, all’apparenza, pare un mezzo passo falso ma, andando a vedere l’andamento del match, è oro colato. I bianconeri, infatti, riacciuffano il Bate Borisov dopo essere stati sotto di due reti ed aver giocato un primo tempo inguardabile. Il salvatore della patria è Iaquinta coadiuvato dal genio mai banale di Giovinco.

Juve annichilita- Ranieri per la trasferta bielorussa disegna una formazione molto offensiva, con Nedved e Giovinco sugli esterni e Camoranesi in mediana a supporto della coppia d’attacco Iaquinta-Del Piero. Mossa che si rivela poco felice, poichè la squadra è sfilacciata, lunga, preda del centrocampo più numeroso del Bate. I padroni di casa dominano, tengono il pallino del gioco e segnano. Roba da non crederci. Kryvets sfrutta un lancio lungo e il problema fisico accusato da Legrottaglie per saltare Manninger e appoggiare in rete l’1-0. Il difensore juventino viene sostituito da Knezevic con colpevole ritardo, ma la musica non cambia, il vero problema è in mezzo. La Juve è gelata, ingabbiata, stranamente intimorita. La logica conseguenza è il raddoppio di Stasevich che anticipa di testa Nedved e batte un Manninger immobile. 2-0 Bate, la Caporetto bielorussa è dietro l’angolo.

Riscatto provvidenziale- I padroni di casa, però, non sono diventati improvvisamente dei fenomeni. E i bianconeri, sebbene malmessi e mal disposti, hanno carattere da vendere. Ma non solo, hanno tra le loro fila un giovane baciato dal talento come Giovinco. E’ il più giovane della truppa, infatti, a dare la scossa giusta. Al 29′ disegna una parabola perfetta per la capocciata di Iaquinta e sul finire di frazione decide d’ispirare nuovamente l’attaccante -il solito, prezioso Iaquinta- per mettere le cose a posto. I bielorussi -ingenui in difesa- sono quasi increduli, 45′ dominati finiscono 2-2. Ranieri può trarre un sospiro di sollievo.

Pari prezioso- Il tecnico bianconero, nel frattempo, si è accorto dello squilibrio tattico della sua formazione, e decide d’inserire Marchisio per Camoranesi. La Juve è molto più compatta, tiene ora il pallino del gioco, ma i bielorussi due brividi li regalano lo stesso: Likhtarovich sbaglia incredibilmente di piatto da pochi metri, Volodko manda alto di testa. Nonostante ciò, i bianconeri inziano a spingere e potrebbero fare il colpaccio con Del Piero, ma a dir il vero sarebbe stato troppo. Meglio riflettere sugli errori compiuti e compiacersi per un  pareggio che, se non esalta, perlomeno è utile a mantenere il 2° posto nel girone. E, soprattutto, non complica anzitempo il cammino europeo.

-clicca qui per vedere i risultati champions league-

Parma, Serie B

Parma: è già finita l’era Cagni, arriva Guidolin

calciocatania.com/copyright flickr.com

E’ già finita l’avventura parmense di Cagni
calciocatania.com/copyright flickr.com

PARMA- Ghirardi era stato chiaro, gliel’aveva detto: “Vinci, o se fuori”. O almeno così si sussurra. L’ultimatum nel pre-gara con il Brescia si è rivelato ad ogni modo veriterio. Non è bastato, infatti, uno scialbo 0-0 per salvare Gigi Cagni. L’avventura del tecnico ex Empoli sulla panchina del Parma si chiude anzitempo: dopo 6 giornate, sono già due le big di serie B-l’altra è proprio l’ultima rivale dei ducali, il Brescia- ad aver cambiato guida tecnica.

6 punti ed un deludentissimo 14° posto: ecco il ruolino di marcia che ha condannato l’ormai ex tecnico gialloblù. Allenatore che si è detto amareggiato e sorpreso per la decisione presa dalla società: che sia lui l’unico a non aver capito che la pazienza del suo patron era finita? Forse la decisione è stata affrettata, perchè sei giornate sono pochine per dar il giudizio sul lavoro di un tecnico. D’altro canto, però, possiamo capire la delusione di un presidente che molto ha speso e che messo a disposizione dell’allenatore una sorta di ‘fuoriserie’ con l’obiettivo di risalire immediatamente in A. Logico aspettarsi una partenza diversa, anche se -si sa- spesso nel calcio i nomi non vogliono dire tutto.

L’onore e onere di condurre nella massima serie i ducali spetterà ora a Guidolin, che cercherà di bissare l’impresa firmata a Vicenza nel 1994-’95. L’allenatore torna in sella dopo l’ultima burrascosa stagione in quel di Palermo che lo vide avvicendarsi più volte con Colantuono. Da Zamparini a Ghirardi, non lo aspetta certamente un compito facile.

Bundesliga

Bundesliga: spettacolo a Brema, crisi Bayern

uefa.com

Ozil, stella nascente del Werder
uefa.com

Campionato strano- La Bundesliga si scopre campionato apertissimo, dove il fattore campo la fa da padrona e i cigni di oggi diventano brutti anatroccoli domani. La sesta giornata, in questo senso non propone novità: 2 vittorie esterne, 6 interne e un pareggio. Manca una lepre e i favoriti d’obbligo (a Monaco fischiano le orecchie?!) sono già in crisi. Chi ci guadagna è lo spettacolo, in campo e sugli spalti (sempre pieni). Se consideriamo anche le crescenti capacità economiche di squadre ben gestite allora la Bundesliga può davvero diventare il campionato del futuro (italiani piangiamoci su…).

Werder show- La prima pagina la meriterebbe l’Amburgo che ritrova la testa del gruppo con la vittoria sul Borussia Mönchengladbach (gol di Petric), ma la partita da copertina si gioca a Brema. I prossimi avversari dell’Inter in Champions, metabolizzato un disastroso inizio di stagione vincono la partita dell’anno contro l’Hoffenheim: 5-4 il risultato finale. Come si dice in questi casi, partita non adatta ai deboli di cuore. Ma si sa il Werder è squadra spettacolo che segna e fa segnare, e dopo la goleada dell’Allianz Arena la scorsa settimana arriva la seconda cinquina di fila. Ma che fatica per avere la meglio su un Hoffenheim davvero da alta classifica. Infatti dopo il 4-1 (!) alla mezzora sembrava fatta: merito del nuovo fenomeno Ozil, e dei vecchi fenomeni Pizarro (rinato in riva al Weser), Diego e Hunt. Nel mezzo il momentaneo pareggio di Ba (non l’ex-milanista, s’intende). Ma, per l’ennesima volta in questa stagione succede quello che non ti aspetti. L’Hoffenheim macina gioco ed occasioni e prima della ripresa aveva già segnato con Salihovic, prima di maturare l’impresa con il solito Ibisevic e Compper. 4-4 e miracolo compiuto. Anzi no. Perchè il Nuovo Fenomeno Ozil a 10 minuti dal termine firmava la doppietta personale e regalava i 3 punti e il terzo posto in classifica al Werder. Al secondo invece sale il Bayer Leverkusen. Le aspirine vincono a Bochum col fiatone: andati in vantaggio per 3-0 (Vidal, Renato Augusto e il capoocannoniere Helmes) si fanno quasi raggiungere nel finale (Sestak al 79′ e Azaouagh all’81′). Il 3-2 è oro vero.

Delusioni- Il cucchiaio di legno questa settimana se lo dividono addirittura in 4. Se può starci una sconfitta a Dortmund contro una squadra davvero in salute (tra le mura amiche), perdere 3-0 è davvero dura da digerire, vero Stoccarda?! Soprattutto se il risultato era già compromesso dopo 20 minuti. Male anche lo Schalke 04 sconfitto 1-0 nell’anticipo di Colonia. Malissimo l’Hertha, che cede 1-0 in casa con l’ex fanalino di coda Energie Cottbus (primo successo quest’anno per l’unico squadra dell’Est in Bundesliga). Ma la delusione più grossa, come 7 giorni fa, è il Bayern Monaco di Klinsmann, che cade ad Hannover sotto i colpi di Huszti. Per Toni e soci i 5 punti dalla vetta non saranno incolmabili, ma il morale è a terra e qualche problemino in campo evidentemente c’è. Invece di tappezzare di Buddha Sãbener Strasse, forse Klinsi farebbe bene a lavorare di tattica. La giornata nera degli italiani si estende anche a Barzagli e Zaccardo (neppure utilizzato, tra l’altro) che con il loro Wolfsburg perdono 2-1 con il Karlsrhue nel posticipo. Infine dopo l’1-1 con l’Arminia, il fanalino (in coabitazione) Eintracht resta l’unica squadra della Bundesliga ancora senza vittorie all’attivo.

-clicca qui per vedere classifica bundesliga e risultati bundesliga-

Ligue 1

Ligue 1: Lione forza 8

è già a quota 4

Benzema e Lione:noiosa dittatura
gustinol/copyright flickr.com

Dittatura Lione- E’ veramente una gran noia parlare di Ligue 1: concetti già espressi e ripetuti allo sfinimento, mai un sussulto, la speranza di venir contraddetti vicina allo zero assoluto. Che aggettivi usare ancora per parlare del Lione a caccia dell’ottavo titolo di fila? Che dire della modestia degli avversari? Siamo a fine settembre e i giochi sembrano davvero già fatti. E dire che i lionesi non entusiasmano neanche contro il Nancy nella settima giornata: vittoria striminzita per 2-1 e sesto gol di Benzema (bisogna dirlo, sprecato in Francia, vorrei vederlo in un campionato più probante), raddoppio del brasiliano Fred e gol della bandiera per Berenguer. Tutto in 37 minuti. E la formica va.

Le pretendenti- Si, perchè le cicale estive toppano. Al gran completo. Pareggia l’OM a Le Mans dove Ben Arfa apre le danze al settimo e Helstad (quarto sigillo in questa stagione) pareggia dopo 3 minuti. Pareggia in rimonta invece il Bordeaux al Parc Lescure (o Stade Chaban-Delmas se preferite la nuova dizione) contro il Saint Etienne, sempre 1-1 (Payet per i verts, Cavenaghi per i girondini). Addirittura perde in casa il PSG contro la rivelazione (questa si) di inizio campionato Grenoble (Akrour), e si ritrova mestamente in mezzo al gruppo. Al momento la rivale più credibile del Lione sarebbe addirittura il Tolosa vittorioso a Valenciennes con Gignac e a 5 punti dalla vetta.

Le altre- Spettacolo in Normandia: il Caen strabalta in mezzora il Nantes (brutto ritorno in Ligue 1 per i giallo-verdi) grazie a i vecchietti Nimani e Savidan e al tunisino Khalfallah. Stesso risultato in Borgogna dove l’Auxerre si impone sul Le Havre grazie ai suoi stranieri (Coulibaly, Jelen e Kalhenberg). Continua la risalita del Lille al quarto risultato utile consecutivo dopo il brutto inizio: la vittoria a Montecarlo fa ben sperare per il proseguimento di stagione. Percorso inverso per il Nizza, partito bene e ora in affanno. Il Rennes ringrazia e raggiunge il gruppone di metà classifica. 1-1 infine tra Sochaux (ancora ultimo) e Lorient: classifica deficitaria per entrambe, serve un’inversione di tendenza .

-clicca qui per vedere risultati ligue 1 e classifica ligue 1-

Apertura/Clausura, Calcio Internazionale

Castillo affonda il Boca, pari show nel ‘clasico’

Il matador del Boca,J.Castillo
Il matador del Boca
Jairo Castillo

BUENOS AIRES- Bim, bum, bam. Jairo Castillo, bomber ‘globetrotter’ finito al Godoy Cruz de Mendoza, batte tre colpi e dà l’ennesimo dispiacere stagionale al Boca. Dispiacere che diviene figuraccia se pensiamo al fatto che la porta xeneize viene infilata ben quattro volte. Pari spettacolo nel ‘clasico’ tra River e Racing, torna a sorridere l’Estudiantes con il neotecnico Astrada. Davanti a tutti, il San Lorenzo tenta la fuga, solo il Tigre tiene il passo col solito Morel.

Super Castillo- Quello che sembrava un pomeriggio tranquillo si è trasformato in uno da incubo. Il gol di Gracian, infatti, sembrava spianare la strada del successo al Boca in quel di Mendoza, ma un certo Castillo ha rovinato i piani xeneize. Il colombiano giramondo usa la testa e i piedi infilando una tripletta storica. E’ decisamente lui il protagonista assoluto di giornata, mentre l’undici di Ischia si lecca le ferite per una scoppola imprevista e vede la vetta allontanarsi a 5 lunghezze.

Prove di fuga- Vetta detenuta solidamente detenuta dal San Lorenzo. La capolista ha dato un’altra prova di solidità e gioco collettivo contro il temibile Arsenal de Sarandì. Sono bastati 14 minuti agli uomini di Russo per aver la meglio degli avversari e controllare agevolmente il vantaggio per il resto del match. A segno i soliti Silvera e Barrientos, la porta di Orion rimane ancora una volta inviolata: sono solo i 4 i gol subiti, infatti, in questo esaltante avvio di stagione. La miglior difesa del torneo è l’arma che sinora fa la differenza.

Morel guida l’inseguimento- Alle spalle del leader, tiene il passo solo il Tigre. Il 6° centro stagionale del solito Morel, vicecapocannoniere dell’Apertura, è sufficiente a piegare il Gimnasia de Jujuy e restare a -2. Il Velez, invece, inciampa nel derby con il Banfield. La formazione di Tocalli viene raggiunta nel finale di una partita combattuta dal colpo di testa di Barrales.

Show nel clasico- Come segnare 5 gol e non vincere. Potrebbe essere il titolo di un libro scritto da Simeone e dal suo River. I millionarios, infatti, vanno a segno tre volte ma in due occasioni spediscono la sfera nella propria porta: il risultato è un 3-3 utile più per lo spettacolo che per una classifica ancora deficitaria. Con il Racing, dunque, è stato un botta e risposta continuo, e alla fine il pari è il risultato più giusto.

Astrada, debutto ok- Il cambio in panchina porta bene all’Estudiantes che torna alla vittoria dopo 3 turni. E lo fa nella giornata più importante, nel super derby di La Plata. Boselli torna a segnare, Veron ad ispirare, e così il Gimnasia deve arrendersi per la 5° volta consecutiva. Non poteva esserci debutto migliore, quindi, per Leonardo Astrada. Sorridono anche Newell’s Old Boys e Lanus, entrambe vittoriose in trasferta: a cedere il passo sono Argentinos Juniors (letteralmente travolto) e Independiente (castigato dal capocannoniere Sand, 8 centri per lui).

-clicca qui per vedere risultati apertura e classifica apertura-

Brescia, Parma, Serie B

Brescia-Parma, pari tra deluse. Eder piega l’Ancona

Un gol ed emozioni ridotte al contagocce nel doppio posticipo della 6°giornata della serie B. Un gol, per altro, giunto su un rigore dubbio. 0-0 da sbadigli, invece, nell’attesissima sfida tra big tra Brescia e Parma.

frosinone

Va al Frosinone il posticipo della sesta

Frosinone-Ancona 1-0. La chiave del match al 2′ di recupero del 1°tempo. Contatto veniale Dedic-Rincon in area, ma il giovane fischietto Calvarese opta senza ripensamenti -sbagliando- per il rigore. Eder spiazza Sirigu firmando il 4° centro stagionale. Prima davvero poco da registrare, con una punizione pericolosa dello stesso brasiliano da una parte e la conclusione debole di Mastronunzio dall’altra. La Vipera è troppo isolata in avanti e i ciociari controllano agevolmente l’incontro. L’unico sussulto ospite è una conclusione ravvicinata di Soddimo ben respinta da Sicignano, poi è sempre Eder a sfiorare il raddoppio. Con questo successo i ciociari salgono a quota 8.

Brescia-Parma 0-0. Per Sonetti era la prima, per Cagni probabilmente l’ultima spiaggia. Un match dall’importanza capitale che, però, come spesso accade in questi casi, partorisce il classico topolino. Anche perchè le due sfidanti, due presunte pretendenti alla promozione, confermano gli imbarazzi d’inizio stagione e tutti i loro attuali limiti. Sonetti ha delle attenuanti, viste le 4 pesanti assenze- Caracciolo,  Possanzini, Zambelli e Baronio- Cagni no. La partita è decisamente noiosa, soporifera, le uniche sortite offensive degne di nota sono firmate Zambrella e Reginaldo. Decisamente troppo poco per sperare di portare a casa l’intera posta in palio. Finisce così con uno scontato 0-0 che non cambia classifica e destino delle big. Ma potrebbe cambiare la guida tecnica dei ducali così com’è già successo alle rondinelle.

Calcio Internazionale, Italiani all'estero

Giuseppe Rossi e Moretti in vetta. Sorride Zola. Male Toni e Oddo

ROMA - Torna il classico appuntamento del lunedì con la rubrica che monitora gli italiani impegnati nei campionati esteri. Bene gli azzurri di Inghilterra e Spagna. Disastrosa, invece, la colonia tedesca. Ottima prestazione per De Sanctis. Ancora nessun italiano sui campi francesi.

INGHILTERRA - Sorridono gli italiani alla corte di sua Maestà. Titolare con voto più che sufficiente per Dossena nel successo del Liverpool per 2-0 nel derby con l’Everton. Altro derby, altra vittoria. Questa volta si tratta del West Ham di Zola e Di Michele (opaca, però, la sua prestazione) che batte 2-1 il Fulham. Tribuna, invece, per Cudicini nel Chelsea.

SCOZIA - Torna disponibile Donati, ma non gioca, nel Celtic che vince a fatica all’Aberdeen (3-2). Disastrosa la domenica per il Kilmarnock e per Pascali che perde sul campo dell’Inverness per 3-1.

lottosport/copyright flickr.com

Weekend da primo della classe per G.Rossi
lottosport/copyright flickr.com

SPAGNA - E’ di Giuseppe Rossi, appena rientrato da un infortunio, il gol partita che regala al Villareal i tre punti e la vetta della classifica a braccetto col Valencia di Emiliano Moretti, autore di una sfortunata autorete che, però, non ha inciso sul risultato finale (4-2). Sorrisi anche per Maresca, tra gli artefici del successo del Siviglia sul campo dell’Atletico Madrid (0-1). A Riposo Cannavaro nel Real.
GERMANIA - Giornata nera per gli italiani di Germania. Secondo Ko di fila per il Bayern di Luca Toni e Massimo Oddo. Il primo gioca una tra le sue peggiori partite in Bundesliga, il secondo subentra a Lell e va subito vicinissimo al gol. Disastro anche per il Wolfsburg di Barzagli che perde col Karlsruhe. Zaccardo rimane in panchina.

FRANCIA - Anche questa settimana nessun italiano viene utilizzato nella Ligue 1.

OLANDA - Si rivede in campo Graziano Pellé (nel quarto d’ora finale) nel 5-2 dell’Az Alkmaar sul Willem II.

BELGIO - Il Mons torna a vincere dopo tre ko di fila. Mirri gioca una buona partita al centro della difesa.

theta72/copyright flickr.com

Colpaccio per gli italiani del Bellinzona
theta72/copyright flickr.com

SVIZZERA - Pareggia 1-1 la colonia italiana del Bellinzona contro il blasonato Grasshoppers. Sono tre su nove gli italiani in campo: Bucchi, La Rocca e Raso. Sorride Leoni nello Zurigo che vince per 3-0 sul Neuchatel Xama. Non trova spazio, invece, Guatelli.

ROMANIA - Rallenta il Cluj di Trombetta fermato sull’1-1 dalla Steaua Bucarest. Pari anche per l’Universitatea di Napoli: 0-0 contro il Brasov.

SLOVENIA - Lascia, finalmente, l’ultimo posto della classifica l’Interblock Lubiana di Alberto Bigon, che batte una diretta concorrente per la salvezza.

RUSSIA - Sempre panchina per Pelizzoli nel Lokomotiv Mosca che vince 3-0 in casa contro lo Zenit.

TURCHIA - Gara da protagonista per De Sanctis nel Galatasaray che supera 4-1 il Kanyaspor.

Inter, Serie A

I pregiudizi di Mr Speciale

ivanovash/copyright flickr.com

Primi grattacapi per Mourinho
ivanovash/copyright flickr.com

Come ci ricorda in questi giorni la pubblicità di una nota casa automobilistica le persone Speciali sono intorno a noi, e possiamo riconoscerle, perchè catturano la nostra attenzione. Sinceramente non credo sia proprio così, anzi ritengo sia molto difficile riconoscere qualcosa di speciale in un mare di normalità. Casomai è molto facile scovare la normalità quando si è circondati da banalità.

Ritengo Josè Mourinho, alias The Special One, un grandissimo esempio di personaggio carismatico nell’età dell’informazione: tipo curato, con quel broncio che lo rende anche affascinante e che buca lo schermo, preparato nel suo lavoro e capace di esprimere le proprie idee. In poche parole un leader, anche carismatico, e un motivatore (che non guasta). Insomma, uno che sa il fatto suo e che è capace di vendercelo come se fosse l’acqua nel deserto. Bravissimo, non c’è che dire. Ma bastano tutte queste pur lodevoli qualità per essere considerato speciale? Addirittura LO Speciale… Non credo. E ieri sera, vedendo l’Inter in campo nella prima partita che contava davvero e ascoltando Mou a caldo, di speciale, sinceramente, non ho visto (e udito) niente. Casomai ho trovato il portoghese, per la prima volta, molto normale. Quasi banale…

stemph/copyright flickr.com

Dinho dà il 1° dispiacere a don Josè
stemph/copyright flickr.com

Ma entriamo nel merito: il derby che ho visto io è stato bruttino, con due squadre attentissime a non prenderle, molto lente nella costruzione del gioco e che avevano grosse difficoltà ad arrivare in porta, con il Milan che aveva un lieve vantaggio quando i suoi solisti puntavano uno-contro-uno l’avversario diretto, mentre Mancini e Mister Trivèla non incidevano sulla gara. Poi il gol, un po’ a sorpresa, con un bello scambio tra Palloni d’oro aiutati da una difesa sorpresa e mal posizionata (sennò Dinho di testa non l’avrebbe mai presa, con tutto il rispetto…). A questo punto ti aspetti la reazione grande squadra ferita, l’invenzione speciale che ti riapre il match. Cosa si partorisce, invece? Il doppio cambio (molto manciniano in realtà) Cruz+Adriano al posto di Materazzi e Mancini, per l’assioma (sbagliato) più punte più gol. E infatti le occasioni fioccano. Si, per il Milan, ora vero padrone del campo con Kaka e soprattutto Seedorf a creare grattacapi solo portando avanti il pallone e con Sheva (mister fuoriforma) a sfiorare il gol. Nel mentre l’espulsione (sacrosanta) di Burdisso (perchè non mettere Cordoba, a proposito), un rigore non dato su Adriano (che pareggia il fallo di Materazzi nel primo tempo) un paio di occasioni sciupate (Ibra e Adri di testa) e nulla più. In compenso i nerazzurri perdono la testa e l’arbitro grazia Stankovic per un fallaccio da dietro. Sconfitta meritata, e la solita sensazione (anche questa dei tempi manciniani) di una squadra incapace di perdere una partita senza perdere anche la faccia (vedi Valencia, vedi Liverpool, vedi derby di Champions con fumogeno ammazza Dida).

A fine partita la beffa maggiore, Mou il carismatico, Mou lo Speciale fa i complimenti al Milan (bravo) e riconosce che la sua Inter… ha giocato la partita perfetta, specie nel secondo tempo, quando un arbitro un po’ protagonista ha scippato la squadra del meritato successo. Non bastasse ricorda come l’Inter sia ancora davanti alle avversarie dirette (peraltro vero) mentre la Lazio e il Napoli non lo riguardano, fanno un altro campionato… A chi (Collovati alla DS) provava ad analizzare i fatti in modo un po più realistico rispondeva scocciato, quasi offeso, come un signor Chiunque. Proprio lui, Lo Speciale mi faceva venire in mente quei bambini che facendo una marachella, e sapendo di aver sbagliato, si ostinano a voler la ragione (ho un fratello di 8 anni…la sensazione la conosco bene…). Certamente avere alibi aiuta la coscienza. Sicuramente l’uomo è intelligente e non pensa quel che dice, ma cerca di difendere il gruppo. Ovviamente mi auguro consideri tutte le partecipanti alla Serie A allo stesso modo, altrimenti il rischio figuracce per l’Inter diventa altissimo. Eppure il dubbio resta. Questo Mr Speciale sembra sempre più un tipo normale: sicuramente non un rivoluzionario a livello tattico (il suo 4-5-1 è evidente soltanto a me?!), che vede il calcio italiano con quella certa superficialità tipica dell’Europa da bere (mi dette quest’idea anche dopo la vittoria in Supercoppa, sembrando sorpreso che due squadre italiane potessero dar vita ad una bella partita. Ricordate?)e non come un laboratorio tattico e di grandi risorse umane (a livello di tecnici e non tecnico, naturalmente) che invece è. Dove il campionato si vince battendo la Reggina e non la Juventus, il Cagliari e non il Milan. I pregiudizi nel calcio non aiutano, casomai rendono arroganti e superbi. Mou, se sei davvero Speciale lo dovresti sapere anche tu.

Brasileirao, Calcio Internazionale

Palmeiras, operazione aggancio compiuta. Si riapre la corsa scudetto

BRASILIA- Operazione compiuta. L’avevamo detto, d’altronde non ci voleva la palla di vetro per pronosticarlo. L’aggancio del Palmeiras ai danni di un Gremio palesemente in crisi era nell’aria da tempo ed è arrivato alla prima occasione utile. La fuga del Tricolor, dopo 13 lunghe giornate, è giunta quindi al capolinea. E il Verdao non è l’unica squadra che sogna ciò che qualche domenica fa pareva impossibile: pure le rinate Flamengo e San Paolo, infatti, tornano clamorosamente in corsa per lo scudetto. 5 squadre in 4 punti: questo dice la classifica di un Brasileirao sempre più appassionante e mai scontato. In 11 turni può ancora succedere di tutto.

titi/copyright flickr.com

L’hombre del Gre-Nal: D’Alessandro
titi/copyright flickr.com

Domenica da incubo- E’ quella passata dai tifosi gauchos, che in un colpo solo perdono -malamente-il ‘clasico’, nonchè derby, con l’Internacional, e il primato solitario. Il protagonista assoluto del Gre-Nal è Andres d’Alessandro, autore del gol d’apertura e ispiratore delle successive reti del Colorado. E, come da tradizione, non mancano le polemiche. Il 2-1 dei padroni di casa, infatti, nasce da una punizione battuta celermente mentre i giocatori del Gremio stavano ancora protestando con l’arbitro. Tuttavia, il verdetto è indiscutibile. La formazione di Roth esce distrutta da un derby dove incassa 4 ‘pappine’ e si vede sventolare in faccia due rossi, pesante eredità per il prossimo match di campionato. I turni senza vittorie diventano 4, il morale è a terra: la spirale negativa pare non conoscere la parola fine.

Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?- In questo caso, la risposta giusta è la prima. Lo 0-0 che il Palmeiras strappa a Recife è un brodino caldo caldo per tanti buoni motivi. In primis per il sovracitato aggancio in vetta, in secundis perchè nemmeno il Gremio ha visto su questo campo, infine perchè il cronico mal di trasferta pare un malanno ormai sanato. Il pari è il risultato più giusto per quel che si è visto in campo e, in fondo, accontenta anche il Nautico: il punto è prezioso in ottica salvezza.

Marcelo Reguae/Agencia o Dia/copyright flickr.com

Vandinho rilancia il Flamengo
Marcelo Reguae/Agencia o Dia/copyright flickr.com

Sognano le big- Quando meno te le aspetti, rieccole qua. San Paolo e Flamengo, per uno strano scherzo del destino, tornano a sperare nello stesso weekend con due sofferti successi nel finale. La formazione di Muricy Ramalho ha la meglio nella supersfida col Cruzeiro grazie a due reti negli ultimi dieci minuti di Andrè Dias e Jancarlos. Successo meritato per i paulisti che, da brave formichine, hanno risalito la china con una serie positiva di 6 turni. Serie partita proprio dalla sconfitta con la capolista. Per la Raposa, invece, si tratta di una clamorosa occasione persa e dell’ennesimo scontro diretto perso. Mancanza di personalità? La domanda sorge spontanea.
Vittoria all’ultimo respiro anche per i rubronegros. E gran parte del successo va attribuito al tecnico Caio Junior che, nonostante i borbotii della torcida locale, tenta la carta Vandinho. La mossa viene ripagata dal pari di Juan e dal gol vittoria dello stesso attaccante che fa esplodere di gioia un Morumbi bagnato da un violento acquazzone. La vetta abbandonata alla 14° è a 4 lunghezze, sognare non costa nulla.

Lotta salvezza- Sempre più in crisi Fluminense e Vasco, scavalcate anche da Portoguesa e Ipatinga. Il Gigante da Colina, in particolare, non sembra più in grado di rialzarsi. Sono 5 i ko consecutivi, e le sconfitte negli scontri diretti -l’ultimo proprio con l’Ipatinga- pesano il doppio. La lotta per non retrocedere, comunque, rimane apertissima con ben 8 compagini raccolte in 4 punti. Continua, invece, il magic moment del Goias che, con la 5° vittoria di fila -un altro secco 3-0-, s’avvicina alla zona Libertadores.

-clicca qui per vedere classifica brasileirao e risultati brasileirao-

Cesena Calcio, Lega Pro

La Pro Patria non molla; due in vetta nel girone B

Sarà la Reggiana l'anti Pro Patria?

Sarà la Reggiana l’anti Pro Patria?

Guai a chiamarlo fuoco di paglia. Dopo cinque giornate, la Pro Patria è l’unica squadra professionistica a punteggio pieno. La Reggiana prova a stargli dietro, ma ora i punti di distacco sono 5: manca ancora una vita, ma il distacco inizia ad essere già sensibile. Nel girone B, la Ternana non va oltre il pari casalingo contro il Foligno e perde terreno su Arezzo e Gallipoli.

Girone A - Tutto facile per la capolista Pro Patria contro il Pergocrema. Già nel primo tempo le reti di Correa e Melara indirizzano il match verso il segno 1, poi ci pensa Fofana nella ripresa a chiudere il conto. Ottima vittoria per la Reggiana sull’insidioso campo della Pro Sesto. Decide una rete nella ripresa di Falconieri ed i granata ora si candidano come “anti Pro Patria”. Clamoroso scivolone casalingo della Cremonese, che deve arrendersi al Portogruaro dello scatenato Cuffa, autore di una doppietta. Il derby veneto tra Verona e Padova, invece, va ai biancorossi, grazie alla rete di Bovo nel secondo tempo. Vittoria di misura per la Spal di Aldo Dolcetti contro la Sanbenedettese: il gol lampo al 1′ di Lorenzi porta i ferraresi in terza posizione. Terza piazza affollatissima: ci rimane anche il Novara, sconfitto 3-1 in casa dal Legnano. Guadagna posizioni anche il Venezia, che con la doppietta di Malatesta e il rigore di Poggi, inguaia il Monza, penultimo in classifica.

La Romagna non canta- Continua la crisi delle romagnole. Il Cesena continua a non convincere. Solo 1-1 contro il modesto Lecco e per Bisoli poteva andare anche peggio. I bianconeri si salvano solo al 39′ della ripresa grazie alla rete di Bonura, che impatta il vantaggio ospite di Corti. Il mondo cesenate storce il naso: lecito attendersi molto di più da una squadra che ha come obiettivo minimo l’ingresso ai playoff. Giornata nera anche per il Ravenna, regolato 3-0 in quel di Lumezzane. I giallorossi di Atzori non sono mai stati in partita. Urge invertire presto il trend: tre sconfitte in cinque gare sono eccessive per una squadra che viene dalla B.

Girone B - Il protagonista di giornata è Chianese, che con la sua doppietta permette all’Arezzo di battere il Taranto nel big match della quinta giornata. Gli aretini ora comandano il torneo assieme al Gallipoli, vittorioso sul campo di un Perugia sempre più in crisi di risultati. Lo 0-1 è ad opera di Di Gennaro. Ternana e Foligno non si fanno male e chiudono la partita a reti bianche, mentre risale il Foggia che, grazie ad un rigore di Del Core nei minuti conclusivi, guadagna i tre punti contro la Juve Stabia. Tre punti anche per il Crotone: l’eroe dei calabresi è Basso che sconfigge il Benevento. Dopo le buone prove nelle scorse giornate, il Pescara cede 2-1 sul campo della Real Marcianise, mentre una rete di La Vista permette al Sorrento di battere la Pistoiese e di lasciarla a quota 4. 1-0 è il risultato con il quale termina anche Paganese-Potenza, mentre Virtus Lanciano-Cavese finisce 0-0.

-clicca qui per vedere classifica Lega Pro e risultati Lega Pro-

Next »

Vuoi soggiornare in un albergo a Rimini o in una pensione sulla riviera romagnola per la tua vacanza?
Su Rimini Web.net puoi trovare tutti gli hotel Rimini hotel Riccione e hotel Cesenatico e molto altro ancora, comprese offerte all inclusive per le famiglie.
Aziende Web: Recensione di aziende sul internet