17/12/2017

PARTE LA A: Dinho e i baroni rampanti, sfida intrigante a Mourinho

agosto 30, 2008 di  
Inserito in Serie A

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Special One contro tutti
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Mourinho contro Ronaldinho. Sarà questo il tormentone della stagione 2008-’09? Quel che è certo è che il portoghese e il brasiliano sono stati i due grandi protagonisti della calda estate di mercato. La serie A al via, comunque, si presenta ancora più affascinante ed equilibrata rispetto alle ultime edizioni. Perchè non si vive di sola Inter e, in questo caso, Milan. C’è una Juve pronta a lottare di nuovo per il tricolore, la solita frizzante Roma che vuole sbarazzarsi dello scomodo ruolo di eterna seconda, una Fiorentina sempre più ambiziosa ed una serie di baroni rampanti: il Napoli europeo, la Samp di Cassano, l’Udinese di Marino, il nuovissimo Genoa e il turbolento Palermo.
La rivoluzione dello Special One- Quaresma, a quanto pare, sarà il terzo e ultimo rinforzo dei campioni d’Italia. Ma, al di là degli arrivi di Mustang, del solido Muntari e il guizzante Mancini, la vera novità in casa Inter è in panchina. Lo Special One ha stupito tutti con i suoi metodi, la sua dialettica ed ha portato una ventata di freschezza nel nostro campionato. In Supercoppa, primo obiettivo centrato da un tecnico indubbiamente vincente, si sono visti sprazzi dell’innovativa Inter che verrà. Squadra corta, pressing, gioco sulle ali. La continuità con l’anno passato sarà rappresentata dalle irrinunciabili invenzioni di Ibra, mentre il neoazzurro Balotelli è sempre più in rampa di lancio e per Adriano è l’ultimissima chanche. Le avversarie si sono rinforzate, ma i nerazzurri restano in pole per aggiudicarsi il 4° tricolore consecutivo. Anche se in via Durini vogliono la coppa delle grandi orecchie.

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Dinho, show a San Siro
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Futebol bailado a San Siro– Lo scudetto, invece, è l’obiettivo primario dei cugini. Giocoforza, dato che dopo anni di Champions il Milan disputerà l’Uefa. Tra colpi ad effetto (Ronaldinho), amarcord romantici (Sheva) e rinforzi ‘cum grano salis’ (la coppia Gunner FlaminiSenderos) la sfida rossonera è certamente la più suggestiva. Così come lo sarà l’arduo compito di Ancelotti: riuscirà a far convivere tutte le sue stelle? L’altra incognita è in porta, Abbiati può (e deve) dare tranquillità al reparto difensivo. Una cosa è certa, a San Siro ci sarà da divertirsi, sia col tridente brasiliano che col figliol prodigo ucraino.
In nome di Franco– Ha perso Mancini, ma ha acquistato il promettentissimo Menez e la Bestia Baptista. Senza dimenticare il rosso Riise. La Roma, in fin dei conti, si è rinforzata pure quest’anno. Con raziocinio, senza folli spese. La forza delle idee prevale da tempo sul dio denaro in riva al Tevere, e i risultati si sono visti. Le pretendenti al titolo sono aumentate, probabilmente non sarà più una lotta a due, ma i giallorossi diranno ancora la loro. In nome del compianto e amato presidentissimo Sensi. Siete pronti a scommettere il contrario?

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La Bestia alla conquista di Roma
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I 4 moschettieri–  E’ la Vecchia Signora del nostro calcio. Riconquistata l’amata Champions, il processo di redenzione completa può essere coronato soltanto dal tricolore. La Juve dei 4 moschettieri –Amauri, Del Piero, Trezeguet, Iaquinta– sarà un osso duro per tutti. Durissimo. La mediana muscolare voluta da Ranieri e il superman dei portieri tra i pali garantiranno solidità, davanti saranno appunto gli attaccanti a dover fare la differenza. Il tasso di qualità carente in mezzo dovrà essere sopperito dai fedelissimi Camoranesi e Nedved, sperando che quel peperino di Giovinco trovi spazi adeguati. In caso contrario, sarebbe un vero peccato.
Big di fatto– La Viola fa ormai parte delle big. I Della Valle hanno messo mano al portafoglio per portare in riva all’Arno -o trattenere, vedi Frey e Mutu– fior fior di giocatori. Su tutti un Gila in cerca del riscatto, ma anche Vargas, i giovani Melo, Jovetic, e tanti altri ancora. Prandelli saprà giostrarli al meglio. Un solo dubbio: reggerà il doppio impegno Champions-campionato? Con la Uefa andò bene, ma la massima competizione continentale è altra cosa. Quel che è certo è che nella culla del Rinascimento hanno fatto le cose per bene.
Baroni rampanti– Sono le squadre ambiziose, le piazze importantui ‘vogliose’ d’Europa. Tra chi l’assapora già (Samp, Udinese, Napoli) e chi vorrebbe tornarci (Palermo, Genoa, Lazio) la lista è lunga. Il Grifone è la squadra è più rinnovata insieme al club di Zamparini, il Napoli balla il tango con i suoi argentini come ai bei tempi e i blucerchiati coccolano il talento di Bari Vecchia. Possibile outsider il Toro, i tifosi vogliono smettere di soffrire e puntare più in alto. L’arrivo di Bianchi e Amoruso è un buon segno. Anche il Catania di Zenga, se avrà vinto le sue scommesse (Ledesma, Dica) e ritroverà uno Spinesi ispirato in zona gol, potrebbe stupire. L’Atalanta, invece, è gia abituata a farlo.
Bagarre per la permanenza– Infine, la lotta salvezza. Il neopromosso ‘atipico’ -e sudamericano- Bologna non dovrebbe avere problemi, mentre a Lecce, Reggio Calabria, Siena e Verona ci sarà da soffrire. La campagna acquisti toscana è stata mediocre, i salentini sperano nell’esplosione di Cacia e nelle idee di Caserta, gli amaranto puntano tutto (per l’ennesimo miracolo) sul genio di Brienza e della bandiera Cozza, Iachinisi è rinforzato con Langella, Sorrentino e Pinzi ma si affida in gran parte al bel gruppo della promozione. Potrebbe bastare. Così come il progetto avviato l’anno scorso e proseguito dal Cagliari (eccezion fatta per l’allenatore). Ad ogni modo, sarà una bella lotta. Le sorprese sono sempre dietro l’angolo, ogni considerazione potrebbe essere sovvertita. Per fortuna: è il sale del calcio.