23/10/2017

Di Maria ricopre l’Argentina d’oro

agosto 23, 2008 di  
Inserito in Olimpiadi Pechino

L’Argentina si conferma campione olimpica. Nella fornace dello stadio di Pechino i ragazzi di Batista battono 1-0 la Nigeria fregiandosi del metallo più prezioso. Ad Atene il match winner fu Tevez, il suo ideale erede è Di Maria, l’imprendibile ala del Benfica che sfrutta al meglio l’ennesima invenzione di Messi. La Pulce ‘contesa’, come volevasi dimostrare, ha fatto la differenza lungo tutto l’arco del torneo e può ora festeggiare legittimamente il primo successo personale con la maglia della Seleccion. Di Maria, invece, si conferma la sorpresa (ma solo per chi non lo conosceva….) più lieta di queste olimpiade calcistica.

enrguerrero/copyright flickr.com

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Clima infernale– 32 gradi e 35% di umidità: il clima dello stadio pechinese non è certo l’ideale per una partita di calcio, per altro così importante, così come non lo è l’idea cervellotica di giocare a mezzogiorno. Il mtach inevitabilmente ne risente, e non è un caso che le cose migliori si vedano all’inizio e subito dopo il primo storico time-out chiamato dal fischietto Kassai per consentire alle squadre di bere. Cose mai viste. In queste condizioni è sfavorita in particolar modo l’Argentina, che in tutto il primo tempo si fa vedere solo con un tiro dalla distanza di Monzon. La Nigeria, per ovvie ragioni, si trova più a suo agio: Isaac ha due buone chanche ma si rimane sull 0-0.

Messi inventa, Di Maria segna– In avvio di ripresa Batista sposta Messi in mezzo, nel cuore della manovra. La mossa porta subito i suoi frutti. Al 2′ la Pulce lancia Aguero che viene anticipato all’ultimo da Vanzekin, poco dopo l’estremo delle Aquile risponde prontamente ad un sinistro del blaugrana. E, al 13′, in una delle poche occasioni in cui le Aquile si trovano sbilanciate, serve alla perfezione Di Maria sulla corsa. L’esterno del Benfica, come nei quarti con l’Olanda, è glaciale a tu per tu con il portiere, il suo pallonetto è da manuale. Da lì in poi la finale si accende, poichè gli africani sono costretti a riversarsi in avanti e la Seleccion può colpire in contropiede. Le Aquile meriterebbero il pari, dato che il neoentrato Anichebe va vicino al gol due volte su assistenze di Obinna. Garay prima e Romero poi, però, salvano la porta albiceleste e firmano il bis olimpico.