23/10/2017

Brasile, un bronzo che vale poco

agosto 22, 2008 di  
Inserito in Olimpiadi Pechino

dku/copyright flickr.com
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Bronzo, come ad Atlanta ’96. Con lo stesso bagaglio di rimpianti. Va in archivio così l’avventura olimpica del Brasile che sconfigge il Belgio nella finalina per il terzo posto. Una medaglia che non può consolare una nazionale partita per vincere, per sfatare un tabù (l’oro olimpico) che invece rimarrà tale. Il 3-0 sugli europei non può certamente essere la panacea per il tris incassato dai cugini argentini che domani giocheranno (loro sì) per bissare il successo di quattro anni fa.

Lo scorie dello shock per la batosta subita sono ancora presenti nelle menti e gambe dei giocatori verdeoro. Il primo quarto d’ora, infatti, è decisamente sotto ritmo. Il Belgio, quindi, non sta a guardare, affondando con rapidi contropiede. Pian piano gli uomini di Dunga escono dal torpore: Alex Silva mette alto di testa, Ronaldinho viene affossato in area ma viene incredibilmente ammonito per simulazione. E’ comunque il preludio al gol che arriva al 26′: bel cross di Rafinha che Diego gira in rete. Il Belgio, però, meriterebbe ampiamente il pari nella seconda parte di frazione. Martens fa ammattire la retroguardia avversaria, ma i compagni di squadra Dembele (due volte) e De Mul sciupano malamente. E così la più antica legge del calcio colpisce ancora: gol sbagliato, gol subito. Il raddoppio è firmato da Jo su perfetto assist di Dinho.

La ripresa è un susseguirsi di occasioni create e fallite. I belgi ci provano due volte, i carioca altrettanto, ma la rete si gonfia nuovamente solo nel finale, quando Jo castiga per la terza volta l’estremo giallorosso. E’ una punizione eccessiva per il Belgio e un brodino per il Brasile. Un brodino che, con molta probabilità, non salverà Dunga. E’ quello che chiede una nazione intera: Luxemburgo e Ramalho sono già pronti a sostituirlo.