17/12/2017

Sheva torna al Milan: sarà la volta buona?

agosto 20, 2008 di  
Inserito in Calciomercato news, Milan

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Bufala o notizia bomba? In sede di calciomercato la differenza è sempre sottile. Il ritorno di Sheva al Milan ha sempre oscillato tra questi due poli opposti. Stavolta, però, sembra essere la volta buona. L’ucraino, domani o venerdì, dovrebbe- il condizionale è d’OBBLIGO- riabbracciare i colori rossoneri.

Le voci sullo Sheva bis rimbalzano già da un paio di stagioni. La parentesi dell’attaccante al Chelsea, infatti, è disastrosa: diversi allenatori si sono succeduti-Scolari, l’ultimo in ordine di tempo, non l’ha convocato per l’esordio in Premier- ma l’ex rossonero è rimasto sempre ai margini. Un corpo estraneo alla squadra, ingrigito e intristito, lontanissimo parente del giocatore che si fregiò del Pallone d’Oro nel 2004. La scelta di trasferirsi a Londra, quindi, è stata a dir poco pessima. Da qui la volontà- manifestata apertamente in più occasioni- di tornare nel club che l’ha amato, coccolato, col quale ha collezionato tanti successi, tra cui la Champions 2003. E il presidentissimo Berlusconi ha sempre avuto un debole per lui. Logico tentare l’operazione grande ritorno.

L’unico ostacolo è sempre stato di natura economica. Il Milan non intendeva -e intende- spendere un euro, chiedendo il bomber in prestito, il patron russo rispondeva picche vista la cifra sborsata nel 2006 per averlo (circa 45 milioni). Ma il club di via Turati sembra aver convinto i Blues ad accettare il prestito e contribuire addirittura al pagamento dell’ingaggio. Tra pochi giorni, se non ore, la verità. Una certezza c’è, statene certi: Andriy ha già preparato in fretta e furia le valigie con in mano un biglietto. Destinazione Milano solo andata…

Una domanda, che è poi la solita, sorge spontanea: serve davvero un’altra punta al Milan? Borriello e il gioiellino Pato non rischiano di venire oscurati? Kakà, Ronaldinho, Seedorf, il carioca, l’azzurro ed eventualmente l’ucraino: Ancelotti avrebbe seri problemi d’abbondanza davanti, soprattutto considerando il fatto che l’arrivo del fantasista di Porto Alegre comporterebbe la definitiva adozione del fatidico ‘albero di Natale’. In difesa, invece, è emergenza. Se fossimo nel Milan, quindi, penseremmo ad acquistare perlomeno un valido e giovane centrale difensivo senza tuffarsi in dolci (ma dall’incerta convenienza) amarcord. Ma questo è il ritornello che ripetono tutti dall’inizio dell’estate…