16/08/2017

Stesso Bayern, stessa Bundesliga

agosto 15, 2008 di  
Inserito in Bundesliga

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Riparte stasera, con il succoso anticipo Bayern Monaco-Amburgo, la Bundesliga. Campionato tedesco che, presumibilmente, riserverà poche sorprese rispetto la scorsa edizione. I campioni bavaresi, infatti, paiono ancora nettamente superiori alla concorrenza, nonostante una campagna acquisti pressochè inesistente. Ma le concorrenti non è che abbiano fatto chissà che. Stesso Bayern, stessa Bundesliga, insomma.

Bayern al risparmio ma favorito– Dopo i fasti della scorsa estate -ben 82 milioni investiti per i vari Toni e Ribery- che hanno portato titolo e coppa, il club di Monaco non ha speso un euro. Soltanto due gli innesti: il rientro dal prestito del portiere Butt e l’ingaggio a parametro zero del nazionale Borowski. La verà novità in casa Bayern è in panchina. Terminata l’era Hitzfield, è iniziato il regno di Klinsmann, i cui metodi inusuali e innovativi -dalle aree benessere nel centro sportivo alla miriade di assistenti- hanno fatto discutere tutte le testate sportive teutoniche. L’ex ct tedesco, a parte qualche incognita -l’esordio da primo portiere di Rensing dopo l’addio al calcio di Kahn e le condizioni del malconcio Ribery, out dalla sfida europea con l’Italia- non può permettersi di sbagliare. Pena la ‘gogna’. In Europa, invece, sarà dura fare la voce grossa, perchè le alternative scarseggiano. Appena tre infatti, i centrali e le punte a disposizione del biondo ex interista. Se qualcuno (magari Toni il kaiser…) si prende un raffreddore…

Rivali affidate alla scuola olandese– Queste sono le speranze a cui si aggrappano le rivali. In pole il Werder di Schaaf, che ha visto però partire diverse pedine importanti come Borowski (finito proprio ai rivali campioni), Klasnic e Owomoyela. E gli arrivi sono stati appena tre: un pò poco per provare ad insidiare il trono bavarese. Le altre due pretedenti hanno puntato sul cambio di guida tecnica, affidandosi alla scuola olandese. Rutten, ex Twente, sarà il nuovo allenatore dello Schalke, l’ex Tottenham Martin Jol siederà sulla panchina dell’Amburgo. Delle due, si è mossa meglio la squadra della Ruhr che ha innestato nell’organico dell’anno scorso il gigante oranje Engelaar e l’imprendibile peruviano Farfan, due gran bei colpi. I nordici, invece, dovranno far i conti con l’addio della loro fonte inesauribile di gioco, quel Van der Vaart finito al Real. Proprio per questo poniamo la formazione di Jol dietro alle altre in un’ipotetica griglia di partenza.

Wolfsburg all’italiana– E le outsider? Il panorama è desolante. Soltanto una squadra è apparsa ambiziosa e vogliosa di far bene, dando vita alla campagna acquisti più sontuosa dell’intera Bundesliga. Stiamo parlando del Wolfsburg, la più ‘italiana’ delle tedesche dopo l’ingaggio dei nostri Zaccardo e Barzagli. Il club sassone ha messo a segno ben 11 colpi e promette battaglia. Parola di Magath, tecnico dalle indubbie credenziali. Si sono mosse bene anche Colonia e Borussia Dortmund, ma lì c’era molto da sistemare. Non male anche il mercato dello Stoccarda (presi Boulahrouz, Lehmann e Ljuboja) che sogna l’Europa. Calma piatta, invece, a Leverkusen: i fasti della finale Champions sono lontanissimi. Tra le facce nuove che calcheranno i campi teutonici, cè interesse per la sorpresa dell’europeo Korkmaz, l’austro-turco passato dal Rapid Vienna all’Eintracht.

Occhio all’Hoffenheim- Per la salvezza sarà bagarre. Tra le neopromosse, l’Arminia Bielefeld si augura di fermare l’ascensore e di restare più a lungo di una stagione al primo piano; il Karlsruhe si accontenterebbe volentieri della permanenza in Bundesliga dopo 9 lunghi anni di purgatorio. Occhio, invece, alla terza neopromossa. L’Hoffenheim è alla prima storica partecipazione, ma è reduce da due promozioni consecutive. Il team di Sinsheim, guidato dall’ambizioso presidente Hofmann, vuole continuare a stupire. Il progetto in cantiere dovrà portare i biancoblù nell’elite tedesca entro qualche anno. Le big sono avvisate, lo sgambetto è all’ordine del giorno da queste parti.