18/08/2017

Ligue 1: caccia al Lione

agosto 8, 2008 di  
Inserito in Calcio Estero, Ligue 1 francese

Benzema.eu/copyright flickr.com

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Parte domani il primo tra i Big Five, i grandi campionati europei: la Ligue 1. Da sempre conosciuto come il campionato più equilibrato d’Europa, da inizio millennio a farla da padrone è l’Olympique Lyonnais vincendo la bellezza di 7 titoli consecutivi. La parola d’ordine quindi, da qualche anno a questa parte è: chi fermerà questa dittatura? Facile, il Lione stesso.
Anche quest’anno la città della seconda squadra di Francia sembra (è) la più attrezzata, anche se non sembra più quel minaccioso squadrone capace di dire la sua anche in Europa (anche se mai fino in fondo) di un paio di stagioni fa. Viste le difficoltà dello scorso anno il presidente Aulas ha operato una mezza rivoluzione sul mercato: via l’allenatore Perrin e via la spina dorsale della squadra. Coupet all’Atletico Madrid, Squillaci al Siviglia ma soprattutto Ben Arfa ai rivali del Marsiglia. Tra gli arrivi l’allenatore Puel (già scudettato nel 2000 con il Monaco) dal Lille, da cui si è portato lo scudiero Makoun, poi il giovane portiere Lloris e il vice Juninho Ederson (entrambi dal Nizza) e il giovanissimo attaccante Pjanic (Metz). Niente di trascendentale, insomma, il Lione punterà ancora forte su Govou, Juninho, Kallstrom ma soprattutto Benzema. Abbastanza per confermarsi. Salvo imprevisti.

Bourdonnay74/copyright flickr.com
bourdonnay74
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Le rivali più prossime (le uniche?) saranno ancora una volta Bordeaux e Olympique Marsiglia. I girondini allenati da Blanc hanno preso due giovani: Gourcuff dal Milan e Gouffran dal Caen, e punteranno sull’ariete argentino Cavenaghi, atteso alla definitiva esplosione. Dalle parti del Velodrome invece il belga Gerets non potrà contare sul “nuovo Zidane” Nasri, sbarcato a Londra, sponda Arsenal, ma ha fatto un bel colpo con Ben Arfa, stanco del poco minutaggio concessogli a Lione. Presi inoltre la punta Koné (Nizza) e il difensore Hilton (Lens). Più Bordeaux che Marsiglia, nonostante tutto. Ma non abbastanza, comunque.

Per il resto, alcuni buoni colpi e tanto equilibrio. Il Paris St Germain dopo la scorsa disastrosa stagione con salvezza al fotofinish vuole tornare in zona Europa con l’usato sicuro: presi Giuly e Makelele, più Thuram che non ha superato le visite mediche ed ha appeso le scarpette al chiodo. Se consideriamo anche le conferme di Rothen e dei giovani Sakho e Ngog, sotto la Tour Eiffel possono candidarsi tranquillamente nel top five, la qualificazione alla Champions non è fuori portata. Tra le altri grandi in difficoltà il Monaco ha fatto un bel colpo con l’americano Freddy Adu (ora impegnato a Pechino) e con il difensore italiano Legati (dal Legnano) e ha confermato il forte ma discontinuo Menez, classe ’87. Da metà classifica. Come il Lille, che ha preso Rio Mavuba, di ritorno dalla Spagna, ma ha lasciato andare il portiere senegalese Sylva in Turchia; il Rennes che ha preso dall’Udinese il ghanese Asamoah e il neopromosso Nantes che ha soffiato al Torino Klasnic. L’Auxerre avrà ancora come uomo simbolo la stella appassita Benoit Pedretti, il Sochaux l’ex interista Dalmat. Occhio al Saint Etienne dell’outsider Bafetimbi Gomis (chiedete di lui a Trezeguet…) e dell’aletta made in Japan Matsui.

Le altre lotteranno per salvare le penne, ben sapendo che, dietro il Lione, la classifica sarà cortissima, e che un posto a metà classifica sarà a disposizione per tutte le squadre di buona volontà. Auguri quindi al Caen (che ha preso Savidan), al Nancy e al Le Mans di Le Tallec, rivelazioni dello scorso anno, al Lorient, al Nizza che ha venduto tanto ma ha preso Rémy (giovane e promettente attaccante), al Tolosa di Mathieu, ma non più di Elmander (finito al Bolton) e al Valenciennes di Bisevac e Sebo. In bocca al lupo anche alle nuove: oltre al Nantes cercheranno di non tornare immediatamente tra i cadetti il Le Havre e il Grenoble (che mancava dalla massima serie da 45 anni). Nel complesso una Ligue 1 livellata verso il basso, con pochi botti di mercato e una leadership inattaccabile e dove il talento espatria giovane. Se pensiamo al fiasco europeo della nazionale di Domenech, il calcio francese ha molto da ricostruire, ripartendo proprio dal campionato che inizia domani.