20/09/2017

Milan a ritmo di samba. Ma si ballerà anche dietro…?

luglio 18, 2008 di  
Inserito in Calciomercato news, Milan

Il botto dell’estate. Il trasferimento di calcio mercato più importante degli ultimi dieci anni: dai tempi di Ronaldo nerazzurro (1997) non si vedeva un simile entusiasmo. Un arrivo che non fa bene soltanto alla squadra interessata, ma all’intero movimento calcistico italiano che torna ad attrarre grandi giocatori. Il Milan ha trasformato- a giusta ragione- l’acquisto di Ronaldinho in un fenomeno mediatico. La firma del contratto in diretta tv, il bagno di folla della fastosa presentazione di San Siro: un pò come ai tempi di Maradona a Napoli, quando migliaia di napoletani pagarano le famose duemila lire per vedere palleggiare il fenomeno argentino. Perchè si sa, il pubblico è attratto più da un singolo giocoliere che da una schiera di utili e duttili mediani. Il pubblico ha fame di spettacolo.

Tante le ragioni per cui la scelta del Milan è stata azzeccata, anche se rimangono forti perplessità. I rossoneri avevano bisogno di un rilancio dal punto di vista dell’immagine e dell’entusiasmo dopo un’annata (dal Mondiale per club in poi) nera. L’esclusione dalla Champions era una ferita da sanare, i tifosi chiedevano il gran colpo per dare l’assalto ai cugini in campionato. Eh sì, perchè mai come quest’anno i rossoneri punteranno al tricolore (giocoforza). E allora molto meglio un tridente ‘meravigliao’ con Kakà, Ronnie e Pato: la punta di peso non ci serve, abbiamo già superPippo e Borriello.

Ma qui iniziano appunto le perplessità. Non sarebbe stato meglio ingaggiare  un bomber di peso? Gli uomini in grado di inventare non mancano (Kakà, Seedorf, Pirlo), serviva maggiormente un attaccante forte in area di rigore, uno di quelli in grado di sfondare le arcigne difese delle provinciali. Guarda caso il primo obiettivo del Milan era Adebayor, i sondaggi per Drogba e Eto’o non sono mancati. Qualcuno potrebbe obiettare: va beh, abbiamo l’eterno Inzaghi e il vicecannoniere della scorsa stagione. Verissimo. Ancelotti, però, necessitava di ulteriori rinforzi in difesa. E’ arrivato Zambrotta, ma il laterale visto in Spagna e all’Europeo non è più quello ammirato in bianconero. E l’età avanza. In mezzo sono rimasti i soliti. Se Nesta o Kaladze prendono il raffreddore che succede? C’è Bonera, e poi? II vuoto. Per non parlare del capitolo portiere. I rossoneri hanno tre estremi difensori ma non si sa chi sarà il numero uno. Kalac, il probabile titolare, è altalenante e sovente alle prese con problemini fisici. Abbiati, il grande ripudiato, non ha mai dato grandi garanzie. Dida? No comment. Viene spontaneo chiedersi perchè in via Turati non abbiano pensato d’investire su un nuovo e giovane numero uno. Anzi, lo hanno fatto ma non hanno concluso nulla. Qualche nome interessante c’era sul mercato: Amelia, finito al Palermo, e Lloris, soffiato all’ultimo dal Lione. A  San Siro si ballerà la samba con i brasiliani, ma (forse) anche gli attaccanti avversari si divertiranno. Ai posteri l’ardua sentenza.

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